Scattato il sequestro della Cassa Armonica. La procura ordina la messa in sicurezza della struttura ancora in piedi e indaga sul reato di danneggiamento aggravato. Una vittoria per i cittadini... Una sconfitta per i cittadini...
Una vittoria perché ancora una volta è stata l’azione di denuncia ma anche di proposta dell’associazionismo civico napoletano ad accendere in "tempo reale"i riflettori su questa vicenda.Abbiamo anticipato i media locali, i partiti locali,le associazioni di categoria,gli ordini professionali, ed ora la magistratura.
Era il 3 aprile 2012 quando l’associazione Vanto, per prima, evidenziò il caso "Cassa Armonica". Il 4 aprile 2012, il giorno dopo, Napolipuntoacapo riprese la denuncia e l’ampliò con altre considerazioni sulla gara d’appalto del restauro. Da quel momento, con continuità e determinazione, abbiamo sistematicamente ripreso la questione. Da quel momento tante altre voci hanno seguito la vicenda. Cittadinanza Attiva, Medinapoli, Agorà, Assoutenti in prima linea. Isabella Guarini, Antonella Pane, Bona Mustilli, Antonio Pariante, Paolo Santanelli, esempi di "cittadini attivi"che hanno dimostrato una straordinario senso civico impegnandosi in prima persona.
Sequestrata la Cassa Armonica...la vittoria dei "cittadini attivi",la sconfitta dei " cittadini attivi"
- 31 Gennaio 2014
- NapoliPuntoaCapo
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Quale futuro per l'ex NATO?
- 02 Dicembre 2013
- Lidio Aramu
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PER L’EX COMANDO NATO DI BAGNOLI SI PREANNUNCIA LO STESSO DESTINO DELL’OLTREMARE E DELL’EX POLO INDUSTRIALE?
Nel guardare le immagini delle teatrali inaugurazioni del sindaco de Magistris, tornano alla mente le esilaranti scene del film “Anni ruggenti” dove un superbo Gino Cervi, nelle vesti del Podestà di un paesino rurale, dava vita ad un turbinio di effimere cerimonie inaugurali per dimostrare ad un presunto ispettore del Partito, l’efficienza littoria della sua amministrazione comunale.
Come Cervi/Podestà, anche De Magistris/sindaco, non certo per dare dimostrazioni - Roma è lontana – persegue l’obiettivo di celare il vuoto assoluto della sua amministrazione con la costruzione di una sua immagine da Istituto Luce.
Lungomare: l'assessore Piscopo si confronta con la cittadinanza attiva
- 18 Novembre 2013
- Lidio Aramu
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Presso la sede del Comune di via Ver
di, illustrato il progetto di riqualificazione del lungomare
Senza alcun dubbio, il tratto di costa che va da Largo Sermoneta al Circolo Canottieri Napoli, e che costituisce uno dei luoghi simbolo della città, continua ad essere al centro dell’interesse della stampa, dei cittadini e dei palazzi della politica. Dopo un primo momento di dura contrapposizione tra cittadini e amministrazione comunale sul provvedimento di pedonalizzazione di via Caracciolo – via Partenope, sembra che l’idea di una diversa utilizzazione dell’asse stradale cominci a far breccia tra le diverse anime della città. In realtà siamo ancora ai preliminari e per il progetto vero e proprio occorre fare ancora molta strada. Ma il clima sta cambiando. Dall’opposizione dura e pura si è passati al confronto costruttivo anche grazie all’opera dell’assessore all’urbanistica, instancabile nel coinvolgere in questa fase propedeutica, tutte le realtà sociali interessate da quella che potrebbe essere una mutazione storica della funzione del litorale.
Luci sul centro storico
- 30 Ottobre 2013
- Lidio Aramu
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Contro l'immobilismo della politica, le associazioni civiche scendono in campo a difesa del sito patrimonio dell'Unesco e chiedono l'affidamento delle Chiese chiuse e abbandonate. Ma il resto della città è assente
“Il numero è potenza” si leggeva sui muri dell’Italia littoria. Imperativo che nella repubblica nata dalle sue ceneri si è tramutato in “il numero è consenso”. A Napoli, fatta salva la partecipata manifestazione d’interesse interprovinciale per l’avvelenamento dei suoli agricoli, il numero non è né potenza, né consenso. A meno che non si voglia considerare la scarsa partecipazione di popolo agli eventi organizzati dalle civiche associazioni su temi di grande rilevanza socio-economico-culturale allo stesso modo del silenzio-assenso della burocrazia.
L’ultima manifestazione, in ordine di tempo, ha avuto come focus le chiese, cappelle e congreghe del centro storico chiuse da moltissimi anni per mancanza di fondi per la manutenzione, sacerdoti e fedeli e che la Curia non ha ancora affidato alle associazioni come voleva il cardinale Crescenzio Sepe per dar nuova vita a brandelli obsoleti e negletti di città. Alla manifestazione hanno partecipato numerosi comitati di cittadini, ma non il popolo della rete, pur sollecitato per tempo. Forse il tema ristretto alla sola concessione degli ex edifici di culto ha generato qualche equivoco o, forse più semplicemente, non è stato condiviso.
Zoo di Napoli salvo, Mostra d'Oltremare da rilanciare
- 21 Ottobre 2013
- Lidio Aramu
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Bene il salvataggio, ma non si smembri la mission del polo fieristico
L’odissea dello zoo di Napoli sembra essersi conclusa positivamente. L’imprenditore Floro Flores è il nuovo proprietario.
Oltre a salvaguardare gli attuali livelli occupazionali (15 dipendenti), il piano di rilancio della singolare struttura flegrea prevede investimenti per oltre 6 milioni di euro per la trasformazione del giardino zoologico in un moderno bioparco. Una trasformazione che per i suoi risvolti finanziari e strutturali segnerà un’ulteriore tappa dello smembramento della Mostra d’Oltremare. Una metamorfosi che comunque non potrà non tener conto dei vincoli di tutela che gravano sulla struttura e della rilevanza del patrimonio botanico.
Già perché lo zoo di Napoli ha una sua storia che lo differenzia da tutte le altre strutture del genere esistenti sul territorio nazionale.
Il destino di Napoli è nel Mediterraneo...
- 24 Settembre 2013
- Lidio Aramu
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...ma l'amministrazione cittadina non lo sa
Paolo Macry, in un recente fondo domenicale del CdM, ha analizzato da par suo le mutazioni genomiche e le tare della maggioranza partitica a “geometrie variabili” che sostiene l’azione amministrativa del sindaco arancione di Napoli.
Per l’autorevole cattedratico si tratta di una maggioranza trasformista ed, in quanto tale, debole e ricattabile. Ineccepibile. Ad osservare con distacco il passaggio dall’uno all’altro fronte dei consiglieri comunali, la rapidità con cui cambiano idee e ragioni - mai e poi mai riguardanti l’interesse generale della città – riporta alla mente il volo degli storni. Per numero, non siamo di fronte all’imponenza dello stormo di volatili che nei cieli italiani dà vita, in rapida sequenza, ad incredibili forme geometriche, ma l’assemblea comunale col suo defilarsi nei particulari per poi rapidamente ricompattarsi con mutato aspetto per riprendere la mera gestione del potere, senza alcun dubbio ne ricorda il modello comportamentale.
La Villa dei Misteri
- 08 Agosto 2013
- Lidio Aramu
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Qui dove il mare luccica e tira forte il vento… Nel nostro caso non c’è una terrazza ma uno storico parco, incastonato sulla costa tra Mergellina e Megaride. Più di 110 mila di metri qua
drati di verde, fontane e monumenti, tutelati da vincoli paesaggistici e monumentali, costituiscono da oltre due secoli un luogo di socializzazione, distensione e cultura per l’intero popolo di Napoli. Nel corso della sua tormentata esistenza ha fatto da nurse ad almeno dieci generazioni di napoletani tra paperelle, caprette e pony, dallo jo jo alle moderne attrezzature ludiche. Ha poco più di due secoli ma ne dimostra molti di più.
Negli ultimi vent’anni però, il fisiologico decadimento del verde, ha subito una brusca accelerazione. In proposito se ne sono dette tante dando libero sfogo alla fantasia o alla mala fede… la verità è che nello storico parco non vengono eseguite le elementari cure culturali (difesa dai parassiti, potature, arieggiamento dei prati, concimazioni) perché incredibilmente, in una città a forte vocazione turistica, non esiste il relativo capitolo di spesa nel bilancio comunale.
Dove sbaglia Maurizio de Giovanni
- 31 Luglio 2013
- Lidio Aramu
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In una Napoli in cui le classi e i ceti sociali hanno vissuto sempre in modo isolato, c'è un pezzo di società che oggi si sta ribellando al tentativo di cancellare la memoria storica della città
In una recente intervista rilasciata a Parallelo 41, nella quale si chiedeva se Napoli fosse una città senza speranza, lo scrittore Maurizio de Giovanni ha sostenuto, confermando nella buona sostanza la tesi del giornalista, che “Napoli è una città che ha perso la sua identità” ove i cittadini hanno “perso il senso della comunità… e che la perdita di identità è la gravissima colpa, originaria, della borghesia napoletana che si isola, si disinteressa della propria città, si chiude nei suoi salotti”.
Ma quale identità avrebbe perso? Quella territoriale messa a dura prova dalla dilagante cachistocrazia, quella sociale altrimenti detta “senso di comune appartenenza”, o quella definita da una funzione economica dominante?
Non credo che si fosse riferito al complesso geologico, orografico, naturalistico paesistico che compone e caratterizza la forma ed il territorio della città. A parte la migrazione ottocentesca della nascente borghesia industriale verso l’occidente con la susseguente urbanizzazione del “Rione Amedeo” e del colle posillipino, gli sconvolgimenti del “Risanamento” e quelli più contenuti delle bonifiche fasciste, “Napoli centrale” è rimasta pressoché inalterata da secoli tanto che anche ad un occhio non allenato è possibile riconoscere l’impianto urbanistico greco-romano e, risalendo per i rami della storia, quello svevo-angiono, aragonese, spagnolo, borbonico e così via. Persino le degradate ed estese periferie urbane, monumenti all’illegalità incontrastata, continuano immobili a mostrarsi nella loro alienante desolazione, avulse come sono da qualsiasi ipotesi di un loro recupero ad una dimensione umana. Paesaggisticamente la città resiste nonostante il notevole impegno che sta profondendo il sindaco de Magistris per stravolgere la stupenda litoranea borghese, il luogo che universalmente richiama valori e tradizioni di Napoli.
Le associazioni civiche al vice sindaco Sodano: ci rivedremo a Filippi
- 27 Luglio 2013
- Lidio Aramu
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Non c’è dubbio, Tommaso Sodano presentandosi spontaneamente al funerale della Villa Comunale, organizzato dalle civiche associazioni, ha compiuto un mezzo miracolo. Questo gesto, infatti, gli ha permesso di conquistare, in un momento non molto felice per l’amministrazione comunale, preziosi attimi di pubblica visibilità e d’imbrigliare – almeno per il momento - il crescente dissenso dei cittadini per gli scempi del patrimonio storico e monumentale della città. E non solo….
Dopo l’incontro del 25 luglio tenuto a Palazzo San Giacomo con una delegazione della società civile, nel monolitico fronte dell’associazionismo cittadino è apparsa una leggera incrinatura. E pensare che soltanto qualche giorno prima dallo stesso assembramento sono partite monetine ed invettive all’indirizzo del vice sindaco. E’ fisiologico, del resto l’Italia è il paese dei mille campanili, dei municipalismi, dei provincialismi. E’ stata sufficiente una serie di promesse, neanche nutrita ed impegnativa e nel terso cielo di Chiaja sono apparsi falchi e colombe. All’apertura di credito offerta all’amministrazione dalle frange “civiche” più organiche alla politica, quelle che ben conoscono i meccanismi della macchina comunale, si è opposto l’irrigidimento delle associazioni che sopportano mal volentieri le dolorose restrizioni imposte alla libertà individuale dall’amministrazione municipale. Kapò e deportati. Quest’ultimi, i cittadini costretti a rimanere a casa o nel quartiere di residenza per l’inesistenza di un servizio pubblico di trasporto, non credono alla possibilità che la giunta arancione possa dar vita ad una rivoluzione copernicana del proprio essere e dalle pagine del social network più diffuso annunciano con toni perentori l’avvio della campagna d’autunno contro il malgoverno della città.







