Gio19072018

Agg.:03:28:47

da Legno Storto:

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Calcio

Le jour de gloire est arrivé!

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La Francia è campione del mondo per la seconda volta, vent’anni dopo il trionfo casalingo del 1998. Sugli scudi Pogba, Griezmann e Mbappé, ma, soprattutto, Didier Deschamps, il terzo a conquistare il Mondiale da giocatore e da Commissario Tecnico dopo Zagallo e Beckenbauer.

1998-2018. Vent’anni, cinque finali, due titoli mondiali e un Europeo. Nessuno meglio della Francia nello stesso arco temporale. Né la Spagna (un Mondiale e due Europei), né la Germania (un Mondiale), né l’Italia (un Mondiale), né il Brasile (un Mondiale e tre Coppe America, competizione disputata, però, con maggiore frequenza rispetto all’Europeo), né l’Argentina (a secco addirittura dal 1993).
Dalla “generazione d’oro” guidata da Zinédine Zidane ai giovani fenomeni di oggi trascinati da Kylian Mbappé, non ancora ventenne e, dunque, non ancora nato il 12 luglio 1998, giorno del primo successo iridato.

L'ombelico del mondo

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Per la quarta edizione consecutiva il Mondiale sarà conquistato da una Nazionale europea, a testimonianza dell’ormai conclamata supremazia del Vecchio Continente sul resto del mondo, Sud America in testa.

Francia, Belgio, Croazia e Inghilterra. Ecco le magnifiche quattro che si contenderanno il Mondiale 2018. Si scrive Mondiale, ma si legge Europeo. Per la quarta volta di fila, infatti, il titolo più prestigioso verrà conquistato da un’europea. Lloris, Hazard, Modrić o Kane. Sono i capitani delle nazionali ancora in corsa e uno di loro avrà l’onore di alzare al cielo di Mosca la coppa, succedendo nell’albo d’oro recente a Cannavaro, Casillas e Lahm, capitani di Italia, Spagna e Germania. Quattro squadre diverse del Vecchio Continente sul tetto del mondo dimostrano che la supremazia del calcio europeo sia totale, non interessando una sola Nazionale, ma l’intero movimento.
A rafforzare ulteriormente questo dominio altri due dati: per la quinta volta su ventuno edizioni del campionato del mondo le quattro semifinaliste fanno parte della UEFA; con la vittoria di Russia 2018, l’Europa allungherà il suo vantaggio nei confronti del Sud America portandosi sul 12-9.

(In)giustizia è fatta

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Il giudice sportivo rigetta il ricorso del Palermo e conferma la vittoria e la promozione del Frosinone in Serie A.

L’ennesima occasione persa. Non può che essere questo il pensiero comune nel leggere il comunicato del giudice sportivo di Serie B Emilio Battaglia.
Respinto il ricorso presentato immediatamente dopo la gara dal Palermo, che chiedeva la vittoria a tavolino o, quantomeno, la ripetizione della partita. Omologato, dunque, il 2-0 a favore del Frosinone, che ritorna così nella massima serie due anni dopo la prima fugace apparizione. Inoltre, 25.000 euro di multa e due gare a porte chiuse per i laziali e 10.000 euro di ammenda a Raffaele Maiello per il lancio di palloni in campo.
Tale verdetto, verso il quale vi era un’attesa febbrile, pone fine al campionato di Serie B 2017/2018. Almeno per il momento, dato che il procuratore federale Giuseppe Pecoraro ha deciso di non archiviare l’indagine sui messaggi inviati da Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo (calciatori del Parma) a Filippo De Col e Alberto Masi (tesserati con lo Spezia) alla vigilia del match tra le due squadre, valevole per l’ultima giornata della stagione regolare, che ha regalato ai ducali la terza promozione consecutiva a scapito proprio del Frosinone. I deferimenti potrebbero aprire scenari clamorosi, destinati a ridefinire gli organici sia della Serie A sia della Serie B del prossimo anno. E anche questa volta il Palermo potrebbe essere spettatore molto interessato.

Road to Mosca

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Russia-Arabia Saudita dà il via alla 21° edizione del Mondiale. La Germania campione in carica, il Brasile e la Spagna sono le favorite. Ma occhio all’Argentina di Messi, alla Francia di Griezmann e alle immancabili sorprese e favole che la rassegna iridata riserva.

Caccia alla Germania. Ѐ questo l’obiettivo delle trentuno rivali della Mannschaft, che brama, invece, di bissare il titolo del 2014 e raggiungere il Brasile in testa all’albo d’oro della competizione, staccando così l’Italia. Già, l’Italia. Dopo 60 anni il Mondiale non avrà ai nastri di partenza la Nazionale azzurra, sconfitta nel play off dalla Svezia e appena ripartita con Roberto Mancini alla guida.
L’assenza dell’Italia non è l’unica a far rumore. Mancano, infatti, altre tre big del palcoscenico planetario: l’Olanda, tre volte finalista perdente, il Cile, bicampione del Sudamerica in carica, e gli Stati Uniti, alla costante e affannosa ricerca di un consolidamento della propria reputazione anche nel settore calcistico.
Ma si sa, gli assenti hanno sempre torto. Meglio, quindi, concentrarsi sulle selezioni presenti.

¡Y viva España!

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Champions League, Europa League, Supercoppa Europea e Mondiale per Club: negli ultimi cinque anni 18 volte su 19 sono stati conquistati da squadre spagnole. Un dominio che ha radici lontane e che sembra difficilmente intaccabile.

Madrid "caput mundi". La locuzione latina, coniata nel 61 d.C. da Marco Anneo Lucano nella sua Pharsalia per definire il primato di Roma, ben si addice alla capitale spagnola e alla sua supremazia nel mondo del calcio.
Real vincitore della Champions League per la terza volta consecutiva, la quarta nelle ultime cinque edizioni, la tredicesima in assoluto, di fatto il doppio della prima inseguitrice nell’albo d’oro, il Milan, fermo a sette da undici anni e alle prese con le beghe del fair play finanziario, che rendono complicato immaginare un immediato ritorno ai massimi livelli.
Atletico vincitore dell’Europa League per la terza volta in assoluto e al secondo posto nell’albo d’oro della competizione con Juventus, Inter e Liverpool e alle spalle del solo Siviglia, in testa con cinque trionfi.

I numeri non sbagliano mai. Teorema che trova ulteriore conferma se si allarga il discorso all’ultimo quinquennio e all’intero movimento spagnolo.

L'importanza di saper vincere

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Ambiente e mentalità: il crollo del Napoli e il settimo scudetto consecutivo della Juventus

22 aprile 2018. Allianz Stadium di Torino. Juventus-Napoli 0-1. Marcatore: Koulibaly al 90’.
Ecco il gol che ha deciso lo scontro diretto e il campionato. Ma non con il finale auspicato e sognato da Napoli e dal Napoli.
Caroselli, fuochi d’artificio, tuffi nelle fontane, bagni di folla nelle strade della città partenopea e oltre 10.000 tifosi all’aeroporto di Capodichino ad accogliere i giocatori di ritorno da Torino.
Immagini molto suggestive, che hanno mostrato tutto il calore e la passione del popolo azzurro nei confronti della squadra.
Inoltre, c’era un ulteriore motivo per festeggiare, trattandosi del primo successo e dei primi punti conquistati nel nuovo impianto juventino, inaugurato nel 2011.

La prima volta non si scorda mai

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Il Benevento retrocede in Serie B con quattro giornate di anticipo, ma raccoglie gli applausi e i consensi dei tifosi e degli addetti ai lavori

Maggior numero di sconfitte consecutive da inizio campionato, maggior numero di sconfitte complessive, maggior numero di sconfitte in trasferta, maggior numero di reti subite, maggior numero di reti subite in casa, minor punteggio in classifica, minor numero di punti conquistati in trasferta, peggior differenza reti.
Una sfilza infinita di record negativi: il primo è già stato raggiunto a novembre per via dei 14 KO iniziali, triste primato europeo, mentre gli altri sono da evitare in questo finale di stagione.

Annata fallimentare. Sarebbe questo il pensiero comune di tutti di fronte a statistiche così impietose, ma a Benevento i sentimenti prevalenti sono dignità e onore, entrambi largamente manifestati con gli applausi e i cori ai giocatori al termine delle recenti sfide con Sassuolo, Atalanta e Milan.

Medioevo Italiano

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Cara Italia, hai toccato il fondo, ora devi destarti!

9 luglio 2006: l’Italia è campione del mondo per la quarta volta nella sua storia. Feste, caroselli, sfilate e la classica abitudine italiana di salire tutti sul carro del vincitore.
13 novembre 2017: l’Italia non va oltre uno scialbo 0-0 casalingo con la modesta Svezia ed è eliminata nel play off di accesso al Mondiale 2018, mancando per la prima volta dopo sessant’anni la qualificazione alla massima rassegna intercontinentale.

Si è chiuso così, nel peggiore dei modi, il decennio nero della Nazionale italiana, paragonabile solo al periodo 1958-1966. All’epoca, dopo la sconfitta contro gli sconosciuti nordcoreani, madre di tutte le figuracce calcistiche azzurre, fu adottata una soluzione drastica: blocco delle frontiere e possibilità di schierare solo calciatori italiani.

Sogna Napoli, sogna!

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Tifosi, presidente e giocatori in coro: “Vinceremo lo scudetto”

Un sogno chiamato scudetto. Record di punti, record di vittorie, record di gol. Tutti primati di cui essere fieri e orgogliosi, ma che non bastano più ad appagare la fame e la voglia di successi del popolo napoletano.

Dall’anno prossimo il Napoli dovrà lottare dalla prima all’ultima giornata per il gradino più alto del podio. Ma come compiere quest’ultimo decisivo e difficilissimo salto di qualità?

Ecco il Napoli del futuro

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Quello di oggi è un Napoli che grazie al gioco espresso ha generato consensi di critica e di appassionati. Ecco i passaggi fondamentali per ambire a qualcosa di più.
Vincere e convincere. Lo sentiamo dire spesso e viene ripetuto come un mantra ma i fatti dimostrano che per essere vincenti non bisogna necessariamente giocare un calcio spettacolare. Il Napoli di Sarri fino ad ora ha perlopiù convinto tutti che lo scettro di “squadra più bella d’Italia” appartenga agli azzurri. Sta di fatto, però, che in bacheca le caselle dei trofei siano pressoché vuote ed è quindi evidente che qualcosa ancora manchi. Ma cosa? Sebbene possa risultare antipatico dirlo il Napoli dovrebbe prendere a modello, almeno sotto qualche aspetto, una squadra che da 6 anni a questa parte porta all’ombra della mole lo scudetto, la Juventus. E se, come detto, il Napoli possa precedere la Juventus sotto profilo estetico, è pur vero che in altri ambiti la Juve prevale nettamente, ed è proprio qui che la distanza si fa decisiva. È una questione di progettualità fatta principalmente di 3 fattori, stadio di proprietà, fatturato, top player.

Sarri come Higuain?

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Il presidente minaccia: “Chi lo vuole paghi la clausola”

8 milioni di buone ragioni. E’ questa la cifra indicata dal presidente Aurelio De Laurentiis che potrebbe portare ad un clamoroso divorzio tra Maurizio Sarri e il Napoli al termine della stagione.

Nel  corso della conferenza stampa organizzata per annunciare il rinnovo del contratto di Lorenzo Insigne, ADL ha svelato il clamoroso retroscena. I tifosi partenopei potrebbero quindi rivivere l’incubo della scorsa estate, quando la Juventus, pagando i 90 milioni previsti dalla clausola, ha acquistato Higuain senza una vera trattativa tra le due società.

“Sarri sarà il nuovo Ferguson”

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Intervista esclusiva di De Laurentiis che svela il suo progetto sull’alimentatore del presente e del futuro.
A Napoli si sorride, il presidente Aurelio De Laurentiis ha intenzione di legare il nome di Sarri e quello del Napoli in modo indissolubile. Nella giornata di ieri il presidente ha approfittato per fare chiarezza sulla posizione del tecnico e, nonostante i dissapori che spesso contraddistinguono le due personalità, il presidente ha tutta la volontà di fare di Sarri il Ferguson partenopeo.

Ritorno al futuro

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La Juventus alza il sipario sul nuovo logo che sarà utilizzato a partire dal prossimo 1° luglio

Nella splendida location del museo della scienza e della tecnologia di Milano, è andato in scena l’evento “Black and White and More”, organizzato dalla Juventus per presentare il suo nuovo logo. Presenti i giocatori della Juventus di ieri e di oggi, lo stato maggiore bianconero, vip, tifosi della Vecchia Signora e non solo.

“Definisce il nostro senso di appartenenza e il nostro stile”. Il presidente Andrea Agnelli si è espresso con questi termini sul simbolo che caratterizzerà la sua creatura dal 1° luglio.
Una semplice “J”, che va a sostituire il classico stemma araldico e che unisce tre elementi caratterizzanti la storia del club: il nome Juventus, le strisce bianconere e la stilizzazione di uno scudetto, a testimonianza della determinazione nel ricercare sempre la vittoria.

Marek Hamsik, nuova rapina

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Il campione slovacco del Napoli, Marek Hamsik, è stato rapinato all'uscita dello Stadio San Paolo, pochi minuti dopo la fine della partita. È quanto riportato dall'inviato di Mediaset Premium a Napoli per la gara Napoli-Sampdoria.
Seconda una prima ricostruzione dei fatti, dopo una doccia veloce, il centrocampista azzurro ha lasciato lo stadio a bordo della sua Bmw diretto all'aeroporto di Capodichino per prelevare la moglie, Martina. In via Cinthia, nei pressi dell'imbocco della tangenziale, è stato avvicinato da due rapinatori che, pistola in pugno, hanno rotto il vetro dell'auto e gli hanno strappato l'orologio al polso.

Scommesse, cancellata la penalizzazione di 2 punti: Napoli secondo in classifica

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La Corte di Giustizia Federale ha accolto il ricorso della società partenopea, alla quale sono stati quindi tolti i due punti di penalizzazione
Roma - (Adnkronos) - La Corte di Giustizia della Figc ha tolto alla squadra di Mazzarri la penalizzazione di due punti decisa in primo grado dalla Disciplinare. Ora è a 42 punti con la Lazio, a meno 3 dalla Juve. Tolta la squalifica di 6 mesia Paolo Cannavaro e Gianluca Grava
Il Napoli aggancia così la Lazio al secondo posto della classifica di Serie A a 42 punti, dietro la Juventus capolista a 45 punti.
La Corte ha inoltre tolto la squalifica di 6 mesi inflitta in primo grado a Paolo Cannavaro e Gianluca Grava.

Napoli niente drammi ma basta scuse

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La sconfitta di Genova non è un dramma, i rossoblu sono una squadra dalle buone individualità che può creare problemi a chiunque. Detto ciò sarebbe giusto aspettarsi di più da un Napoli oggettivamente sotto tono per quasi tutta la partita.

Vargas-Napoli, è fatta!

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NAPOLI – Una, due, tre notti. Poi la conclusione. Eduardo Jesus Vargas Rotas semplicemente noto come Vargas è un calciatore del Napoli. Il talentino cileno sarà a disposizione del tecnico Mazzarri dal 3 gennaio 2012. I complimenti  vanno allo staff del Napoli capeggiato dal direttore sportivo Riccardo Bigon. Il Napoli ha sborsato tredici milioni di euro destinati alle casse dell’ Universidad del Cile. Si tratta del trasferimento più costoso della storia del calcio cileno.

Un Napoli famelico abbatte il Genoa

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Gli azzurri battono i rossoblu 6-1. Cavani (2), Hamsik, Pandev, Gargano e Zuniga i marcatori.
Napoli – Che fosse una partita fondamentale lo si era intuito. Tanto importante che il Napoli ha sbrigato la pratica Genoa in poco più di un quarto d’ora. Gli azzurri, in una serata proprizia, hanno rischiato di condurre una giostra del goal senza fine. L’incantesimo si è spezzato. Il Napoli è ritornato alla vittoria, in casa sua, davanti ai propri supporters. La coreografia più bella, è stata realizzata dal pubblico. Le urla delle curve, la risposta delle tribune e la gioia del presidente: cornice spettacolare di una serata esaltante.

Chelsea avversario di Champions, il Napoli ci crede

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NAPOLI-CHELSEA: OTTAVI DA CODICE ROSSO!
NYON – L’urna si è pronunciata. Il vaticinio si è avverato. Il Napoli affronterà il Chelsea negli ottavi di finale di Champions League. La gara di andata si terrà al San Paolo il 14 febbraio. Il Napoli, conscio del primo risultato, volerà allo Stramford Bridge per la gara di ritorno prevista a marzo. Tra le due squadre vi è un solo precedente. Si tratta di una tourneè estiva inglese, giocata nell’agosto del 1994, in cui i partenopei resero pan per focaccia ai blues.

Napoli, pirotecnico in Champions catatonico in A

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Anche con i tre tenori (più uno) in campo, un Napoli spento si salva a Novara nei minuti finali
Bene a Cesena, superlativo con le milanesi poi il blak-out in campionato. Male con le piccole (Chievo e Catania), inconcludente con le medie (Fiorentina e Lazio) e pirata in Champions. Chi siamo, dove andiamo, qual è la vera identità della squadra azzurra? È l’interrogativo filosofico che si pongono i supporters partenopei. Il Napoli ha concretizzato il sogno di una notte europea. Battuto il Villarreal con le reti dei due che faticano ad esprimersi al meglio - Inler ed Hamsik - non è riuscito a bissare il successo in una notte festiva.

Padovano condannato a 8 anni e 8 mesi

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L'ex calciatore del Napoli Michele Padovano è stato condannato dal Tribunale di Torino a otto anni e otto mesi di reclusione per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
Otto anni e otto mesi di reclusione. Questa la condanna che oggi ha emesso il Tribunale di Torino nei confronti di Michele Padovano per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Il pm Antonio Rinaudo aveva chiesto 24 anni e sei mesi per l’ex attaccanti, tra gli altri, di Napoli, Genoa e Juventus.

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