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da Legno Storto:

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A Napoli nasce la casa del mandolino

The House of Mandolin: il frutto di un sogno durato 20 anni nel cuore di Napoli. Inaugurazione giovedì 17 marzo
A Napoli resistono ancora grandi artigiani del mandolino, ma questo straordinario strumento della tradizione musicale e culturale napoletana trova all'estero riconoscimenti e valorizzazione. In Giappone è venerato da quasi un secolo come strumento che si lega alla musica tradizionale orientale; ogni college giapponese presenta un'orchestra sinfonica e una mandolinistica, mentre in Italia il mandolino è escluso dall'insegnamento. E se per trovare un festival del mandolino napoletano occorre andare in Corea del Sud, a Seul, a Napoli da oggi accanto ai liutai storici come Calace che resistono ed esportano un pezzo della nostra cultura, nasce un luogo che vuole celebrare il mandolino napoletano a casa propria.

Giovedì 17 marzo 2016 alle ore 20.30 si inaugurerà “The House of Mandolin”. Per la prima volta a Napoli un luogo dedicato al mandolino, a pochi passi da Spaccanapoli, in vico II Quercia.

Sembrava impossibile che, proprio nella patria di questo strumento così noto in tutto il mondo, non ci fosse uno spazio dedicato alla sua esposizione, al suo ascolto e alla raccolta della documentazione che lo riguarda. Fino ad oggi solo il Conservatorio di San Pietro a Majella custodiva due mandolini d’epoca, mostrati su richiesta: un vero e proprio tesoro da valorizzare.

Pinocchio per caso - Note di regia

PINOCCHIO PER CASO
con Gaetano Battista, Annachiara Sansone, Daniela Montella e Viola Russo
Musiche e Video: Dagon Lorai
Costumi: Concetta Nappi
Oggetti: Selvaggia Filippini
Regia: Viviana Miele 

Note di regia
Pinocchio per caso è uno spettacolo teatrale che nasce dall’incontro tra la regista Viviana Miele e Annachiara, una bambina di Lioni, piccolo paese dell’entroterra campano.

Pinocchio per caso

Al teatro Bolivar di Napoli la rivisitazione di Viviana Miele de Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi
Torna in scena Pinocchio per caso, la rivisitazione della favola di Collodi realizzata da Viviana Miele. Dopo il successo riscosso al Teatro Bellini di Napoli, lo spettacolo teatrale fa tappa al Bolivar di Martedei con due appuntamenti nel fine settimana prenatalizio.

La storia di Pinocchio, pur nel rispetto della trama originaria, affronta temi di grande attualità quali il riscatto sociale, la genitorialità, il percorso di crescita e maturazione che porta all’età adulta, ma soprattutto l’essere ‘diversi’ nel mondo contemporaneo.

Teatro Stabile di Napoli, De Fusco: “La più grande vittoria di questo Teatro viene raccontata come una sconfitta”

Il direttore dello Stabile attacca il Comune di Napoli in seguito alle polemiche sul progetto artistico con cui lo Stabile è diventato Teatro Nazionale.

Questo Teatro ha presentato un progetto artistico che è stato promosso per diventare Teatro Nazionale: chi dice il contrario sarà querelato”. Non usa mezzi termini il direttore artistico del Teatro Stabile di Napoli, Luca De Fusco, in occasione della conferenza stampa di presentazione della prima stagione teatrale dello Stabile come Teatro Nazionale.

Zio Vanja, il tragico disincanto della condizione umana

In scena al Teatro Mercadante, fino a domenica 19 aprile, il dramma di Anton Ceckov prodotto dal Teatro Stabile di Napoli, con la regia di Pierpaolo Sepe.

Uno dei drammi più noti del drammaturgo russo Ceckov, Zio Vanja, ritorna a calcare le scene del teatro napoletano. La rappresentazione in scena al Mercadante segue, in ordine di tempo, i precedenti adattamenti rappresentati nell’ambito del Napoli Teatro Festival 2014. La vitalità drammatica del testo potrebbe costituire uno dei motivi delle ripetute rappresentazioni. Non a caso, l’opera di Ceckov, è tra le più note e rappresentate sui palcoscenici internazionali insieme all’altro famoso dramma dell’autore russo, Il Gabbiano.


La malcelata inquietudine del vivere quotidiano accomuna i personaggi descritti da Ceckov. Tutti, ognuno a modo proprio, si sforzano di accettare l’apparente ordinarietà della vita di campagna. Solo due dei protagonisti, lo Zio Vanja (Giacinto Palmarini) e il medico Astrov (Andrea Renzi) manifestano un filosofico quanto irruento disincanto verso l’inevitabile imbarbarimento dell’animo e della ragione provocato dall’inettitudine di un’esistenza vuota, priva di senso.

Un’esistenza che all’apparenza procede nelle insulse incombenze quotidiane, se non fosse scossa dalla presenza provocante e provocatrice di Elena (Gaia Aprea). La seconda moglie del Professor Aleksander (Paolo Serra) rappresenta il fulcro della tragedia esistenziale in cui si affannano i protagonisti: il suo essere bella e desiderata rimane intrappolato nella gabbia di una bellezza incapace di liberarsi dalle meschinità di una vita becera. Elena, forse, incarna la bellezza calpestata dall’azione distruttrice dell’essere umano. Continui, in tal senso, sono i riferimenti alla natura annientata dall’uomo nei discorsi pronunciati da Astrov. L’insulsa esistenza alla quale tutti si sentono condannati ha condotto alla distruzione della natura e dell’uomo stesso, dimentico del valore intrinseco della vita: la bellezza. L’uomo è così inetto da non riuscire per quanto voglia a cambiare lo stato delle cose. Lo dimostra il finale per nulla risolutivo del dramma: zio Vanja e Astrov, entrambi turbati dalla bellezza di Elena, giungono alla disperata consapevolezza che ormai è tardi per vivere in un altro modo. Elena lascia la tenuta di campagna con il marito; Astrov decide di partire per l’Africa e zio Vanja riprende a lavorare nonostante lo sconforto e la sofferenza per una sorte ineluttabile.

Zio Vanja, opera di fine ottocento, comprende elementi tematici aderenti all’apatica esistenza dell’uomo di qualsiasi epoca. Non a caso, il regista ha evidenziato – forse in modo forzato – l’attualità del dramma inserendo in scena oggetti del nostro tempo come il computer portatile, il walkie-talkie, la musica elettronica in un ambiente scarno ed essenziale. Il testo di Ceckov non avrebbe avuto bisogno di aggiunte esteriori come la voce registrata (Sara Missaglia) della madre di Vanja, chiaramente giovanile e suadente rispetto al contesto.

Buone le prove degli attori. Su tutti primeggiano le convincenti interpretazioni di Andrea Renzi (il medico Astrov) e di Giacinto Palmarini (Zio Vanja).
Loredana Orlando

Zio Vanja di Anton Ceckov

Regia Pierpaolo Sepe

Con Giacinto Palmarini, Andrea Renzi, Gaia Aprea, Paolo Serra, Federica Sandrini, Diego Sepe, Fulvia Carotenuto, Sara Missaglia.

Produzione Teatro Stabile di Napoli

Napoli, Teatro Mercadante
25 marzo – 19 aprile 2015

www.teatrostabilenapoli.it

la foto in copertina è di Marco Ghidelli

Il racconto dell’omosessualità erotica maschile al Mercadante

Con lo spettacolo La notte blu del tram, racconto sull'iniziazione erotica di un giovane con un adulto, si conclude il ciclo di rappresentazioni Storie naturali e strafottenti dedicato alla drammaturgia di Giuseppe Patroni Griffi, nel decennale della sua scomparsa. In prima nazionale al Ridotto del Mercadante fino al 15 marzo.

Il regista dello spettacolo, Pino Carbone, definisce il racconto di Patroni Griffi “una fiaba senza morale. Che non tiene conto del senso comune di moralità e che soprattutto non vuole insegnarla a nessuno”. Una fiaba con i suoi schemi e i suoi personaggi: il ragazzino insicuro e turbato da un lato, l’uomo grande e sicuro di sé dall’altro. Narrazione fiabesca, quasi interamente trafelata, nella quale i turbamenti sessuali fanciulleschi giungono alla disperata quanto voluttuosa consapevolezza del giovane protagonista “d’essere cresciuto maschio e peccatore”.

Finale di Partita al San Ferdinando

In scena al Teatro San Ferdinando fino al 15 febbraio, l’atto unico di Samuel Beckett rivive nei toni e nelle sfumature della tradizione teatrale napoletana.

Il teatro come forma di contaminazione. Impresa riuscita quella messa in scena dal regista spagnolo Lluìs Pasqual nella riproposizione di un classico del teatro dell’assurdo con attori volutamente napoletani. L’universale assurdità della condizione umana, esemplata dal testo di Beckett, si incarna nel fatalismo antropologico del vivere napoletano. Un’interpretazione insolita dell’opera Finale di Partita, già rappresentata nell’ambito della scorsa edizione del Napoli Teatro Festival Italia.


Battute sarcastiche in un crescendo di rimandi e di accuse in un linguaggio all’apparenza incomprensibile, in cui però si percepisce un vissuto pregno di angoscia e frustrazione per ognuno dei personaggi. Hamm, cieco e paralitico, rappresenta la non accettazione di un’esistenza ripetitiva, vuota, priva di senso che si trascina oltre il limite temporale in un indecifrabile presente. Clov, il servo sempre in piedi perché non può sedersi, desideroso di fuggire, di andar via verso un fuori - un mondo che forse non esiste - rimane nell’unico luogo dove può vivere. Nagg e Nell, i genitori di Hamm, ridotti a sopravvivere senza gambe, consumano il resto della loro esistenza intrappolati nei bidoni. Personaggi inquietanti, fuori dall’ordinario, umani contro natura per l’ostinazione con cui trascinano l’ultima parte della propria partita con la vita. L’ambiente scarno, privo di quasi tutti gli elementi necessari alla vita quotidiana, indica una scena surreale nella quale ogni uomo può ritrovarsi quando decidere di non vivere. Come l’ipotetico ambiente post disastro nucleare in cui, sembra, Beckett abbia voluto collocare Finale di Partita il cui testo risale al 1957. Si tratta di un’interpretazione largamente condivisa ma non confermata dallo stesso autore. In fondo, l’assurdità della condizione umana travalica epoche e contesti storici particolari.

Convincenti le prove degli attori. Sorprende Lello Arena nelle vesti ingombranti di Hamm. La mimica di scuola napoletana conferisce all’ostile personaggio beckettiano un alone di umana simpatia per la sorte non certo benevola. Ottima l’intesa tra gli attori: in particolare, Gigi De Luca e Angela Pagano (Nagg e Nell) donano al testo una recitazione viscerale, propria del teatro napoletano, il cui effetto contrasta positivamente con la sistematicità del testo e della scena. Bravo Stefano Miglio, il servo Clov, convincente nel voler conferire al suo personaggio la volontà senza riscatto di provare a cambiare lo stato delle cose.

Loredana Orlando

Finale di Partita di Samuel Beckett
Regia di Lluìs Pasqual
Con Lello Arena (Hamm), Gigi De Luca (Nagg), Stefano Miglio (Clov), Angela Pagano (Nell)
Napoli, Teatro San Ferdinando
Fino al 15 febbraio
Per informazioni su orari e costo del biglietto: www.teatrostabilenapoli.it

La Psiche di Eros

In via Sedile di Porto (domenica 8 giugno ore 20) un inno alla bellezza chiude la serie di incontri "Letture del desiderio"
Filosofia, musica, teatro e arte: un inno alla bellezza, un appuntamento imperdibile per gli amanti del bello. Domenica 8 giugno, presso la sede di Natakapa in pieno centro storico, andrà in scena La Psiche di Eros, dove filosofia, arte e spettacolo si fondono in una rappresentazione unica nel suo genere.

Da un'idea di Rossana De Masi, con la partecipazione di Emma Di Lorenzo, si chiude il ciclo di incontri Letture del desiderio, tenuti da Giuseppe Ferraro, docente presso il Dipartimento di Filosofia dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.

Napoli Teatro Festival 2014. L’arte della contaminazione fil rouge della settima edizione

Al via la rassegna Napoli Teatro Festival Italia, dal 6 al 22 giugno 2014, patrocinata dalla Fondazione Campania Festival e diretta dal regista Luca De Fusco.

Trenta spettacoli in cartellone. Anteprima il 5 giugno con l’apertura al pubblico della prova generale dello spettacolo di danza Reshimo, della Vertigo Dance Company, presso il Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa. L’opificio borbonico si conferma per il secondo anno consecutivo la location principale per la rassegna, in continuità con l’idea avviata nell’edizione precedente del Festival come cantiere teatrale internazionale.


Idea del Teatro come cantiere nella prospettiva di fare dell’attività teatrale un lavoro aperto alle contaminazioni. Nel solco della mescolanza tra opere, autori ed interpreti solo in apparenza distanti emergono i tre spettacoli – in prima assoluta -  nati da audizioni tenutisi in città e da residenze artistiche: Finale di Partita di Samuel Beckett, regia di Lluis Pasqual, con protagonista Lello Arena; Il Sindaco del rione Sanità di Eduardo de Filippo, recitato dall’attore genovese Eros Pagni e Il Giardino dei ciliegi di Ceckov, regia di Luca De Fusco.

Logica della mescolanza - così definita dal direttore della manifestazione, De Fusco – che fa mischiare un capolavoro (Il Sindaco del rione Sanità) e un gruppo di attori napoletani, con un grande teatro del Nord, quello di Genova […] che tratteranno Eduardo per ciò che è: un grande classico del teatro naturalista del secondo novecento”, spiega De Fusco. Non solo un doveroso omaggio al grande drammaturgo napoletano di cui ricorrono i trent’anni della scomparsa, ma una nuova chiave di lettura di uno dei suoi capolavori. Stessa logica che accompagna anche le altre opere prime così come i focus presentati per quest’edizione.

FOCUS – Uno dei due focus è dedicato all’autore russo Cechov. Oltre al già citato spettacolo Il Giardino dei ciliegi diretto da De Fusco, anche tre rappresentazioni dello Zio Vanja (una delle quali firmata dal regista lettone Rimas Tuminas, basato sull’acrobatica e sulla clownerie grottesca, pluripremiato come il più interessante evento russo dell’anno). Dedicati a Cechov le opere Tre sorelle, diretto da Andrei Konchalovsky (regista anche di uno Zio Vanja) e Un gabbiano, firmato da Gianluca Merolli, giovane artista che lavora tra cinema arte e musica.

L’altro Focus presenta spettacoli ispirati al mondo dell’infanzia. Si inizia con Lebensraum di Jacop Ahlbom, protagonista una bambola, spettacolo dedicato al cinema muto di Buster Keaton. Pinocchio, opera in lingua spagnola con sottotitoli in italiano, firmata dal regista spagnolo Gustavo Tambascio, che unisce la magia del circo con l’originalità del musical. La singolare vicenda, realmente accaduta, di Kaspar Hauser diventa materia per l’opera di Alvis Hermanis: Die Geschichte Von Kaspar Hauser. La storia del giovane Kaspar, sulla cui origine non fu mai accertata la verità (se principe ereditario o imbroglione), che comparve a Norimberga nel 1828 dicendo di essere stato segregato per 17 anni, verrà rappresentata da un gruppo di bambini travestiti da anziani (in scena anche un pony). Gli altri due spettacoli inseriti nel Focus per l’infanzia sono Making babies, ispirato al libro della scrittrice irlandese Anne Enright, in cui si racconta la maternità dall’inizio della gravidanza fino al compimento del secondo anno del bambino e Arrevuoto 2014 nono movimento Donogoo, progetto di teatro e pedagogia curato da Maurizio Braucci e Roberta Carlotto.

Tra le rappresentazioni della settima edizione del Napoli Teatro Festival va citato lo spettacolo, nato nell’ambito del progetto di cooperazione e assistenza alle istituzioni culturali del Kosovo Culture for All, presentato dalla Fondazione Campania dei Festival e Ars Progetti. Si tratta di She – Ra – Zade, ideazione regia e coreografia di Alessandra Panzavolta. In scena il National Ballet of Kosovo.

CARTELLONE

Reshimo, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Arena, 6-7 giugno ore 21.30

Il Sindaco del rione Sanità, Teatro San Ferdinando, 7-8 giugno ore 20.30

Finale di partita, Teatro Nuovo, 9-10 giugno ore 21

Il Giardino dei ciliegi, Teatro Mercadante, 8-9 giugno ore 21

Zio Vanja, regia di Andrei Konchalovsky, Teatro Mercadante, 12 giugno ore 20.30

Un Vanja, Galleria Toledo, 17 giugno (ore 19), 18 giugno (ore 21).

Zio Vanja, regia di Rimas Tuminas, Teatro Mercadante, 21-22 giugno ore 20.30

Tre sorelle, Teatro Mercadante, 13-14 giugno ore 20.30

Un gabbiano, Teatro Sannazaro, 19-20 giugno ore 21

Lebensraum, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Sala dei 500, 16 giugno (ore 21.30), 17 giugno (ore 20)

Pinocchio, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Arena, 18-19 giugno ore 21.30

Die Geschichte von Kaspar Hauser, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Sala dei 500, 21 giugno (ore 20), 22 giugno (ore 19.45)

Making babies, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Sala Cinema, 21-22 giugno ore 22.15

Arrevuoto 2014 Nono Movimento – Donogoo, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Arena, 22 giugno ore 22

She – ra – zade, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Arena, 11 giugno ore 21.30

Per informazioni sugli altri spettacoli in programma e sui costi dei biglietti (per i pochi biglietti rimasti invenduti), si può visitare il sito www.napoliteatrofestival.it

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