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da Legno Storto:

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Teatro

Pinocchio per caso - Note di regia

PINOCCHIO PER CASO
con Gaetano Battista, Annachiara Sansone, Daniela Montella e Viola Russo
Musiche e Video: Dagon Lorai
Costumi: Concetta Nappi
Oggetti: Selvaggia Filippini
Regia: Viviana Miele 

Note di regia
Pinocchio per caso è uno spettacolo teatrale che nasce dall’incontro tra la regista Viviana Miele e Annachiara, una bambina di Lioni, piccolo paese dell’entroterra campano.

Pinocchio per caso

Al teatro Bolivar di Napoli la rivisitazione di Viviana Miele de Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi
Torna in scena Pinocchio per caso, la rivisitazione della favola di Collodi realizzata da Viviana Miele. Dopo il successo riscosso al Teatro Bellini di Napoli, lo spettacolo teatrale fa tappa al Bolivar di Martedei con due appuntamenti nel fine settimana prenatalizio.

La storia di Pinocchio, pur nel rispetto della trama originaria, affronta temi di grande attualità quali il riscatto sociale, la genitorialità, il percorso di crescita e maturazione che porta all’età adulta, ma soprattutto l’essere ‘diversi’ nel mondo contemporaneo.

Teatro Stabile di Napoli, De Fusco: “La più grande vittoria di questo Teatro viene raccontata come una sconfitta”

Il direttore dello Stabile attacca il Comune di Napoli in seguito alle polemiche sul progetto artistico con cui lo Stabile è diventato Teatro Nazionale.

Questo Teatro ha presentato un progetto artistico che è stato promosso per diventare Teatro Nazionale: chi dice il contrario sarà querelato”. Non usa mezzi termini il direttore artistico del Teatro Stabile di Napoli, Luca De Fusco, in occasione della conferenza stampa di presentazione della prima stagione teatrale dello Stabile come Teatro Nazionale.

Zio Vanja, il tragico disincanto della condizione umana

In scena al Teatro Mercadante, fino a domenica 19 aprile, il dramma di Anton Ceckov prodotto dal Teatro Stabile di Napoli, con la regia di Pierpaolo Sepe.

Uno dei drammi più noti del drammaturgo russo Ceckov, Zio Vanja, ritorna a calcare le scene del teatro napoletano. La rappresentazione in scena al Mercadante segue, in ordine di tempo, i precedenti adattamenti rappresentati nell’ambito del Napoli Teatro Festival 2014. La vitalità drammatica del testo potrebbe costituire uno dei motivi delle ripetute rappresentazioni. Non a caso, l’opera di Ceckov, è tra le più note e rappresentate sui palcoscenici internazionali insieme all’altro famoso dramma dell’autore russo, Il Gabbiano.


La malcelata inquietudine del vivere quotidiano accomuna i personaggi descritti da Ceckov. Tutti, ognuno a modo proprio, si sforzano di accettare l’apparente ordinarietà della vita di campagna. Solo due dei protagonisti, lo Zio Vanja (Giacinto Palmarini) e il medico Astrov (Andrea Renzi) manifestano un filosofico quanto irruento disincanto verso l’inevitabile imbarbarimento dell’animo e della ragione provocato dall’inettitudine di un’esistenza vuota, priva di senso.

Un’esistenza che all’apparenza procede nelle insulse incombenze quotidiane, se non fosse scossa dalla presenza provocante e provocatrice di Elena (Gaia Aprea). La seconda moglie del Professor Aleksander (Paolo Serra) rappresenta il fulcro della tragedia esistenziale in cui si affannano i protagonisti: il suo essere bella e desiderata rimane intrappolato nella gabbia di una bellezza incapace di liberarsi dalle meschinità di una vita becera. Elena, forse, incarna la bellezza calpestata dall’azione distruttrice dell’essere umano. Continui, in tal senso, sono i riferimenti alla natura annientata dall’uomo nei discorsi pronunciati da Astrov. L’insulsa esistenza alla quale tutti si sentono condannati ha condotto alla distruzione della natura e dell’uomo stesso, dimentico del valore intrinseco della vita: la bellezza. L’uomo è così inetto da non riuscire per quanto voglia a cambiare lo stato delle cose. Lo dimostra il finale per nulla risolutivo del dramma: zio Vanja e Astrov, entrambi turbati dalla bellezza di Elena, giungono alla disperata consapevolezza che ormai è tardi per vivere in un altro modo. Elena lascia la tenuta di campagna con il marito; Astrov decide di partire per l’Africa e zio Vanja riprende a lavorare nonostante lo sconforto e la sofferenza per una sorte ineluttabile.

Zio Vanja, opera di fine ottocento, comprende elementi tematici aderenti all’apatica esistenza dell’uomo di qualsiasi epoca. Non a caso, il regista ha evidenziato – forse in modo forzato – l’attualità del dramma inserendo in scena oggetti del nostro tempo come il computer portatile, il walkie-talkie, la musica elettronica in un ambiente scarno ed essenziale. Il testo di Ceckov non avrebbe avuto bisogno di aggiunte esteriori come la voce registrata (Sara Missaglia) della madre di Vanja, chiaramente giovanile e suadente rispetto al contesto.

Buone le prove degli attori. Su tutti primeggiano le convincenti interpretazioni di Andrea Renzi (il medico Astrov) e di Giacinto Palmarini (Zio Vanja).
Loredana Orlando

Zio Vanja di Anton Ceckov

Regia Pierpaolo Sepe

Con Giacinto Palmarini, Andrea Renzi, Gaia Aprea, Paolo Serra, Federica Sandrini, Diego Sepe, Fulvia Carotenuto, Sara Missaglia.

Produzione Teatro Stabile di Napoli

Napoli, Teatro Mercadante
25 marzo – 19 aprile 2015

www.teatrostabilenapoli.it

la foto in copertina è di Marco Ghidelli

Il racconto dell’omosessualità erotica maschile al Mercadante

Con lo spettacolo La notte blu del tram, racconto sull'iniziazione erotica di un giovane con un adulto, si conclude il ciclo di rappresentazioni Storie naturali e strafottenti dedicato alla drammaturgia di Giuseppe Patroni Griffi, nel decennale della sua scomparsa. In prima nazionale al Ridotto del Mercadante fino al 15 marzo.

Il regista dello spettacolo, Pino Carbone, definisce il racconto di Patroni Griffi “una fiaba senza morale. Che non tiene conto del senso comune di moralità e che soprattutto non vuole insegnarla a nessuno”. Una fiaba con i suoi schemi e i suoi personaggi: il ragazzino insicuro e turbato da un lato, l’uomo grande e sicuro di sé dall’altro. Narrazione fiabesca, quasi interamente trafelata, nella quale i turbamenti sessuali fanciulleschi giungono alla disperata quanto voluttuosa consapevolezza del giovane protagonista “d’essere cresciuto maschio e peccatore”.

Finale di Partita al San Ferdinando

In scena al Teatro San Ferdinando fino al 15 febbraio, l’atto unico di Samuel Beckett rivive nei toni e nelle sfumature della tradizione teatrale napoletana.

Il teatro come forma di contaminazione. Impresa riuscita quella messa in scena dal regista spagnolo Lluìs Pasqual nella riproposizione di un classico del teatro dell’assurdo con attori volutamente napoletani. L’universale assurdità della condizione umana, esemplata dal testo di Beckett, si incarna nel fatalismo antropologico del vivere napoletano. Un’interpretazione insolita dell’opera Finale di Partita, già rappresentata nell’ambito della scorsa edizione del Napoli Teatro Festival Italia.


Battute sarcastiche in un crescendo di rimandi e di accuse in un linguaggio all’apparenza incomprensibile, in cui però si percepisce un vissuto pregno di angoscia e frustrazione per ognuno dei personaggi. Hamm, cieco e paralitico, rappresenta la non accettazione di un’esistenza ripetitiva, vuota, priva di senso che si trascina oltre il limite temporale in un indecifrabile presente. Clov, il servo sempre in piedi perché non può sedersi, desideroso di fuggire, di andar via verso un fuori - un mondo che forse non esiste - rimane nell’unico luogo dove può vivere. Nagg e Nell, i genitori di Hamm, ridotti a sopravvivere senza gambe, consumano il resto della loro esistenza intrappolati nei bidoni. Personaggi inquietanti, fuori dall’ordinario, umani contro natura per l’ostinazione con cui trascinano l’ultima parte della propria partita con la vita. L’ambiente scarno, privo di quasi tutti gli elementi necessari alla vita quotidiana, indica una scena surreale nella quale ogni uomo può ritrovarsi quando decidere di non vivere. Come l’ipotetico ambiente post disastro nucleare in cui, sembra, Beckett abbia voluto collocare Finale di Partita il cui testo risale al 1957. Si tratta di un’interpretazione largamente condivisa ma non confermata dallo stesso autore. In fondo, l’assurdità della condizione umana travalica epoche e contesti storici particolari.

Convincenti le prove degli attori. Sorprende Lello Arena nelle vesti ingombranti di Hamm. La mimica di scuola napoletana conferisce all’ostile personaggio beckettiano un alone di umana simpatia per la sorte non certo benevola. Ottima l’intesa tra gli attori: in particolare, Gigi De Luca e Angela Pagano (Nagg e Nell) donano al testo una recitazione viscerale, propria del teatro napoletano, il cui effetto contrasta positivamente con la sistematicità del testo e della scena. Bravo Stefano Miglio, il servo Clov, convincente nel voler conferire al suo personaggio la volontà senza riscatto di provare a cambiare lo stato delle cose.

Loredana Orlando

Finale di Partita di Samuel Beckett
Regia di Lluìs Pasqual
Con Lello Arena (Hamm), Gigi De Luca (Nagg), Stefano Miglio (Clov), Angela Pagano (Nell)
Napoli, Teatro San Ferdinando
Fino al 15 febbraio
Per informazioni su orari e costo del biglietto: www.teatrostabilenapoli.it

La Psiche di Eros

In via Sedile di Porto (domenica 8 giugno ore 20) un inno alla bellezza chiude la serie di incontri "Letture del desiderio"
Filosofia, musica, teatro e arte: un inno alla bellezza, un appuntamento imperdibile per gli amanti del bello. Domenica 8 giugno, presso la sede di Natakapa in pieno centro storico, andrà in scena La Psiche di Eros, dove filosofia, arte e spettacolo si fondono in una rappresentazione unica nel suo genere.

Da un'idea di Rossana De Masi, con la partecipazione di Emma Di Lorenzo, si chiude il ciclo di incontri Letture del desiderio, tenuti da Giuseppe Ferraro, docente presso il Dipartimento di Filosofia dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.

Napoli Teatro Festival 2014. L’arte della contaminazione fil rouge della settima edizione

Al via la rassegna Napoli Teatro Festival Italia, dal 6 al 22 giugno 2014, patrocinata dalla Fondazione Campania Festival e diretta dal regista Luca De Fusco.

Trenta spettacoli in cartellone. Anteprima il 5 giugno con l’apertura al pubblico della prova generale dello spettacolo di danza Reshimo, della Vertigo Dance Company, presso il Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa. L’opificio borbonico si conferma per il secondo anno consecutivo la location principale per la rassegna, in continuità con l’idea avviata nell’edizione precedente del Festival come cantiere teatrale internazionale.


Idea del Teatro come cantiere nella prospettiva di fare dell’attività teatrale un lavoro aperto alle contaminazioni. Nel solco della mescolanza tra opere, autori ed interpreti solo in apparenza distanti emergono i tre spettacoli – in prima assoluta -  nati da audizioni tenutisi in città e da residenze artistiche: Finale di Partita di Samuel Beckett, regia di Lluis Pasqual, con protagonista Lello Arena; Il Sindaco del rione Sanità di Eduardo de Filippo, recitato dall’attore genovese Eros Pagni e Il Giardino dei ciliegi di Ceckov, regia di Luca De Fusco.

Logica della mescolanza - così definita dal direttore della manifestazione, De Fusco – che fa mischiare un capolavoro (Il Sindaco del rione Sanità) e un gruppo di attori napoletani, con un grande teatro del Nord, quello di Genova […] che tratteranno Eduardo per ciò che è: un grande classico del teatro naturalista del secondo novecento”, spiega De Fusco. Non solo un doveroso omaggio al grande drammaturgo napoletano di cui ricorrono i trent’anni della scomparsa, ma una nuova chiave di lettura di uno dei suoi capolavori. Stessa logica che accompagna anche le altre opere prime così come i focus presentati per quest’edizione.

FOCUS – Uno dei due focus è dedicato all’autore russo Cechov. Oltre al già citato spettacolo Il Giardino dei ciliegi diretto da De Fusco, anche tre rappresentazioni dello Zio Vanja (una delle quali firmata dal regista lettone Rimas Tuminas, basato sull’acrobatica e sulla clownerie grottesca, pluripremiato come il più interessante evento russo dell’anno). Dedicati a Cechov le opere Tre sorelle, diretto da Andrei Konchalovsky (regista anche di uno Zio Vanja) e Un gabbiano, firmato da Gianluca Merolli, giovane artista che lavora tra cinema arte e musica.

L’altro Focus presenta spettacoli ispirati al mondo dell’infanzia. Si inizia con Lebensraum di Jacop Ahlbom, protagonista una bambola, spettacolo dedicato al cinema muto di Buster Keaton. Pinocchio, opera in lingua spagnola con sottotitoli in italiano, firmata dal regista spagnolo Gustavo Tambascio, che unisce la magia del circo con l’originalità del musical. La singolare vicenda, realmente accaduta, di Kaspar Hauser diventa materia per l’opera di Alvis Hermanis: Die Geschichte Von Kaspar Hauser. La storia del giovane Kaspar, sulla cui origine non fu mai accertata la verità (se principe ereditario o imbroglione), che comparve a Norimberga nel 1828 dicendo di essere stato segregato per 17 anni, verrà rappresentata da un gruppo di bambini travestiti da anziani (in scena anche un pony). Gli altri due spettacoli inseriti nel Focus per l’infanzia sono Making babies, ispirato al libro della scrittrice irlandese Anne Enright, in cui si racconta la maternità dall’inizio della gravidanza fino al compimento del secondo anno del bambino e Arrevuoto 2014 nono movimento Donogoo, progetto di teatro e pedagogia curato da Maurizio Braucci e Roberta Carlotto.

Tra le rappresentazioni della settima edizione del Napoli Teatro Festival va citato lo spettacolo, nato nell’ambito del progetto di cooperazione e assistenza alle istituzioni culturali del Kosovo Culture for All, presentato dalla Fondazione Campania dei Festival e Ars Progetti. Si tratta di She – Ra – Zade, ideazione regia e coreografia di Alessandra Panzavolta. In scena il National Ballet of Kosovo.

CARTELLONE

Reshimo, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Arena, 6-7 giugno ore 21.30

Il Sindaco del rione Sanità, Teatro San Ferdinando, 7-8 giugno ore 20.30

Finale di partita, Teatro Nuovo, 9-10 giugno ore 21

Il Giardino dei ciliegi, Teatro Mercadante, 8-9 giugno ore 21

Zio Vanja, regia di Andrei Konchalovsky, Teatro Mercadante, 12 giugno ore 20.30

Un Vanja, Galleria Toledo, 17 giugno (ore 19), 18 giugno (ore 21).

Zio Vanja, regia di Rimas Tuminas, Teatro Mercadante, 21-22 giugno ore 20.30

Tre sorelle, Teatro Mercadante, 13-14 giugno ore 20.30

Un gabbiano, Teatro Sannazaro, 19-20 giugno ore 21

Lebensraum, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Sala dei 500, 16 giugno (ore 21.30), 17 giugno (ore 20)

Pinocchio, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Arena, 18-19 giugno ore 21.30

Die Geschichte von Kaspar Hauser, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Sala dei 500, 21 giugno (ore 20), 22 giugno (ore 19.45)

Making babies, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Sala Cinema, 21-22 giugno ore 22.15

Arrevuoto 2014 Nono Movimento – Donogoo, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Arena, 22 giugno ore 22

She – ra – zade, Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – Arena, 11 giugno ore 21.30

Per informazioni sugli altri spettacoli in programma e sui costi dei biglietti (per i pochi biglietti rimasti invenduti), si può visitare il sito www.napoliteatrofestival.it

Shakespeare al Sancarluccio

Cinque serate dedicate al grande drammaturgo inglese. In scena dal 21 al 25 maggio 2014 presso il Nuovo Teatro Sancarluccio

In occasione del 450° anniversario dalla nascita di William Shakespeare, il Teatro sito in via S. Pasquale a Chiaia dedica una rassegna al padre della drammaturgia moderna. La manifestazione, intitolata “Tutto il mondo è palcoscenico”, offrirà un tributo particolare al genio del drammaturgo inglese, attraverso rivisitazioni e adattamenti proposti dagli artisti in scena. Un omaggio doveroso che vuole colmare l’assenza a Napoli – sottolinea il direttore artistico della rassegna, Gianmarco Cesario – “di una manifestazione così importante, riguardo al più grande autore teatrale di tutti i tempi”.


Si comincia il 21 maggio con lo spettacolo “Shakespeare is love”, riscrittura dei sonetti, dei dialoghi e dei monologhi più significativi del percorso artistico-teatrale del grande autore. Un percorso che, nella versione proposta al Sancarluccio, verrà presentato con interpretazioni singolari accompagnate dal suono di un’arpa. Regia di Fabio Pisano, con Ciro Giordano Zangaro, Titti Nuzzolese, Edoardo Sorgente e, all’arpa, Valerio Gargiulo.

Il tributo proseguirà con “Ofelia e le altre”, in scena il 22 maggio, rappresentazione in chiave ironica su uno dei cardini del teatro elisabettiano, ossia l’esclusione della donna dalle scene. Esclusione però non senza paradosso poiché la donna, assente sulla scena, veniva comunque interpretata dagli attori consentendo – così – ai maschi di calarsi nell’universo femminile. Elaborazione scenica di Cinzia Mirabella, con Alessandra D’ambrosio e Cinzia Mirabella.

Esito di un’approfondita ricerca sulla figura di Francesco II di Borbone, detto Francischiello, è l’approdo alla comparazione tra il re di Napoli e il giovane principe di Danimarca, Amleto. Uno studio shakespeariano di e con Carmine Borrino, con musiche di Lino Cannavacciuolo, è la singolare rappresentazione “Francischiello. Un Amleto re di Napoli”, in scena il 23 maggio. L’analisi sull’Amleto consente all’autore di creare una sovrapposizione tra i fatti rappresentanti da Shakespeare nel noto dramma e le vicende della Napoli borbonica del 1860. La profonda fede cristiana di Francesco che sfocia nella conoscenza di Sant’Agostino, porterà al drammatico quesito sul dilemma tra essere e non essere, così come il tradimento di un cugino e l’esitante azione-reazione al tradimento e alla vendetta. Questi sono solo alcuni dei temi proposti da Borrino nella particolare comparazione scenica tra i due personaggi.

Sabato 24 maggio è la volta di un classico shakespeariano, “Othello”, nell’inedita rilettura fatta da Andrea Cioffi con i toni della commedia. Per questa rappresentazione, il regista si avvale della presenza in scena di un cast costituito da giovani attori ex allievi della scuola dello Stabile di Genova e di attori multirazziali. Sinergia che nasce dalla collaborazione tra associazioni attive nei progetti di integrazione.

La chiusura della rassegna, domenica 25 maggio, è affidata all’anticipazione di un progetto dedicato alla figura di Riccardo III. Titolo della rappresentazione è, infatti, “Preludio alla tragedia di re Riccardo III di William Shakespeare” a cura di Roberto Azzurro, voce e volto dello spettacolo.

Nuovo Teatro Sancarluccio, via S. Pasquale a Chiaia 49, tel. 081 410 44 67 – 081 544 88 91; mail: suoniescene@lib

Orario spettacoli: ore 21
Costo biglietto: € 12,00

Federico Salvatore, un’artista “contro”

Federico Salvatore non è più il comico da cabaret che conquistò una grande fetta di pubblico nazionale negli anni 90. Non lo è più già da almeno 10 anni, ma in pochi sembrano essersene accorti. Da Quando ha smesso di far soltanto ridere, di Federico Salvatore si sono quasi perse le tracce. Almeno per quella tv generalista che lo ha prima osannato come fenomeno nazionalpopolare, ai tempi di “Azz” e poi condannato all’oblio.

Nel 2002 l’artista nato nel quartiere Stella partecipa alla nuova edizione del Festival di Napoli con la sulfurea e incazzata “Se io fossi San Gennaro”. Un brano che, oltre a segnare una svolta nel suo percorso artistico, rompe polemicamente i fili che legano Napoli e la napoletanità ad un passato oleografico di pizza e mandolino. A dissociarsi da quel brano, che conteneva attacchi per nulla velati a politici e operatori culturali e terminava con l’augurio di una nuova eruzione del Vesuvio, sono in molti, prima tra tutti la conduttrice della kermesse Enrica Bonaccorti.

Le “Lezioni Americane” di Giorgio Albertazzi

Al Teatro Troisi inaugurata la nuova stagione nel segno di Calvino
Le Lezioni americane sono cinque conferenze scritte nel 1985 da Italo Calvino per le 'Charles Eliot Norton Poetry Lectures' della Harvard University. L'invito era un vero evento per la nostra cultura, Calvino sarebbe stato il primo italiano a tenere quelle conferenze, preceduto negli anni dalle più grandi personalità della letteratura mondiale: T.S.Eliot, Stravinsky, Borges, Northrop Frye, Octavio Paz.

Sfortunatamente, lo scrittore morirà qualche mese prima della partenza per l'America, e le Lezioni resteranno allo stato di manoscritto. Alcuni anni dopo, sua moglie, Ester Calvino, le fece pubblicare sotto il titolo di Lezioni americane - Six memos for the next millenium (Sei proposte per il prossimo millennio). In realtà le lezioni sono cinque, ma Calvino doveva scrivere in America la sesta, della quale conosciamo solo il titolo: Consistenza.

Il Primo. In scena l’amore nella stagione teatrale 2013 – 2014 del Teatro di Resistenza dei Colli Aminei

L’amore declinato nelle sue sfaccettature nei 15 spettacoli presentanti nella conferenza stampa di apertura della nuova stagione teatrale de Il Primo.

Amore. Sentimento universale che pervade l’esistenza degli uomini nelle forme idilliche della tenerezza, carnale della passione ed esiziale del dolore. Sentimento che resiste ai vuoti stereotipi dell’amore mercificato. Resistenza della passione viscerale, talvolta delirante, con cui gli amanti affermano la propria identità nell’ambigua relazione con l’altro da sé. Questo, in sintesi, il programma presentato dal direttore artistico de Il Primo, Arnolfo Petri.

Teatro Bellini. Ricco programma per la stagione teatrale numero 25

La stagione teatrale 2013 - 2014 si presenta ricca di spettacoli per festeggiare il venticinquesimo anno di attività del teatro partenopeo.
Il Teatro Bellini offre al pubblico napoletano un fitto cartellone di opere della migliore drammaturgia italiana ed internazionale. Rappresentazioni in programma dal 25 ottobre 2013 al 13 aprile 2014.

Tra i registi e gli attori padroni della scena per la prossima stagione teatrale figurano molti nomi noti al vasto pubblico. Si parte con Luca De Filippo, interprete e regista dello spettacolo scritto da suo padre, Eduardo De Filippo, La Grande Magia (25 ottobre - 3 novembre 2013); Paolo Rossi con il surreale spettacolo diretto ed interpretato da egli stesso, L’amore è un cane blu. La conquista dell’Est (5 - 10 novembre 2013); Stefania Rocca con Daniele Russo (direttore responsabile del Bellini) in Ricorda con Rabbia (10 - 15 dicembre 2013); Michele Placido e Sergio Rubini in Zio Vanja (14 - 19 gennaio 2014) di Cechov per la regia di Marco Bellocchio; Filippo Timi con la sua rivisitazione del Don Giovanni di Molière (29 novembre - 8 dicembre 2013).

Campania, Compagnie teatrali sul piede di guerra

Scoppia la polemica tra gli operatori dello spettacolo e la Regione
Volti tirati, umore nero quello scorto tra i rappresentanti dello spettacolo campano in parte riunitisi nei vicoli stretti dei Quartieri dove ha sede il Teatro Nuovo di Napoli, luogo della protesta. Tra gli ospiti invitati all’incontro figurano l’ex Governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino, l’ex assessore regionale Corrado Gabriele. Assenti, seppur invitati, l’attuale Presidente della Regione, Stefano Caldoro e i rappresentanti della giunta regionale.

Il teatro concepito come lavoro, come un sistema di regole da garantire mediante l’utilizzo dei fondi regionali destinati alla tutela del rapporto tra impresa e spettacolo, fucina di occupazione e di talenti. Invece- questa è l’accusa mossa dall’Artec, l’associazione regionale teatrale della Campania- si assiste all’uso spregiudicato dei fondi da parte della Regione elargiti in misura cospicua ad eventi  le cui rappresentazioni occupano un breve periodo rispetto alla programmazione annuale offerta dalla scena teatrale campana.

RituAli. Il Teatro Indipendente racconta l’ordinaria follia

Si è svolta la conferenza stampa di presentazione della IV Edizione di “Teatri Senza Etichetta”, rassegna di Teatro Indipendente in scena dal 21 al 23 giugno presso la Comunità Dedalo di Bacoli (Napoli). La manifestazione è organizzata dall’Associazione Luna Rossa onlus, dalla Comunità psichiatrica- riabilitativa “Dedalo” e dal Dipartimento di Salute Mentale- ASL Na2. Tra gli ospiti presenti in conferenza, tenutasi nella sala dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, Presidente dell’Odg, Ermanno Schiano, Sindaco di Bacoli, Silvana Lobrace, Dirigente della Comunità “Dedalo” e Maura Perrone, Direttore artistico di “Teatri Senza Etichetta”.

La rassegna, sorta nel 2010, quest’anno si carica di un forte valore simbolico poiché ricorrono i trentacinque anni dall’approvazione della legge 180, nota come legge Basaglia, dal nome dello psichiatra fautore, a partire dal 1978, della chiusura dei manicomi in Italia a favore di strutture ospedaliere finalizzate al recupero del paziente nella sua integrità psico-fisica e sociale. Infatti, lo scopo della Comunità Dedalo “è prendersi cura dei soggetti svantaggiati, affetti da disturbi mentali, associati a disagio sociale”, dichiara Silvana Lobrace, aggiungendo che la Comunità svolge un “ruolo da intermediario tra la funzione riabilitativa e l’integrazione sociale” di quei soggetti considerati ai margini della società. In tal senso rientra la collaborazione con Luna Rossa Onlus, associazione di utenti, operatori e familiari dell’Unità Operativa di Salute Mentale di Pozzuoli, la cui finalità è organizzare manifestazioni culturali ed artistiche integrate con i programmi di riabilitazione psico-sociale promossi dalla Comunità Dedalo, in particolare con il laboratorio espressivo “Teatro Possibile”.

L'uomo senza contenuto

E45 Napoli Fringe Festival 2013, 19 e 20 giugno al Teatro Sannazzaro
Un melanconico circo esistenziale, in cui l’infanzia è dimensione prima e insuperabile.

Scaturito dalla trasparenza tra L’uomo senza contenuto di G. Agamben e Infanzia di un capo di J.P. Sartre, il terzo quadro del Trittico dello spaesamento, indaga l’identità dell’uomo contemporaneo, posta in dialogo con la storia personale, dall’infanzia alla maturità, cercando un affondo nello strappo da cui deriva il pensiero moderno. Il protagonista, Lucien, è tormentato dall’auto-osservazione e dal sentimento di impotenza. Vuole vivere ma si avvolge su se stesso, in un’inquietante alternanza di sonnolenza e violenta appropriazione del mondo. Agisce e, al tempo stesso, guarda se stesso agire. Arriva a dubitare della stessa possibilità dell’esistenza e finisce per confondersi con la nebbia del paesaggio.
All’origine di tale spaesamento c’è una lacerazione: la perdita del dialogo con se stesso che finisce per coincidere con la perdita, storica, di un contesto di riferimento in cui riconoscersi.

Napoli. Teatro Festival Italia 2013

Al via il 4 giugno con José Montalvo e Peter Brook
Tutto pronto per la sesta edizione del Napoli.Teatro Festival Italia 2013, che prende il via il 4 giugno per concludersi il 23, la terza firmata dal direttore artistico Luca De Fusco. In tutto 53 spettacoli: 20 debutti assoluti, 3 prime italiane e 30 spettacoli E45 Napoli Fringe Festival.

La manifestazione quest’anno ha scelto di essere innanzitutto un “cantiere teatrale internazionale”: numerosi spettacoli, infatti, nascono da audizioni tenutesi in città e da lunghe residenze artistiche di alcuni dei più grandi maestri della scena mondiale. Peter Brook, Andrej Konchalovskij, Alfredo Arias, Rafael Spregelburd, Ismael Ivo.

Ancora una volta il Napoli.Teatro Festival Italia rafforzerà la vocazione internazionale, dedicherà attenzione alla nuova drammaturgia e andrà alla scoperta di luoghi sconosciuti.  In particolare accompagnerà gli spettatori alla scoperta del Museo Nazionale di Pietrarsa, un’area di 36mila metri quadrati, ex sede dell’opificio borbonico, situata a Portici tra il Vesuvio e il mare.

Teatro in officina. Napoli Teatro Festival Italia 2013

Il Teatro come una grande fabbrica. Il principio poietico della creazione caratterizza le opere che verranno rappresentate nel corso dell’edizione 2013 di Napoli Teatro Festival Italia, in programma dal 4 al 23 giugno. La rassegna sarà inaugurata il 4 giugno con lo spettacolo di danza, teatro e acrobazie Don Quichotte du Trocadéro del coreografo francese Josè Montalvo al Teatro di San Carlo.

Il lavoro artigianale costituisce la cifra rappresentativa della manifestazione annuale curata dalla Fondazione Campania dei Festival e firmata dal direttore artistico Luca De Fusco. Tra gli spettacoli presenti in cartellone figurano 4 spettacoli sorti dal contatto diretto dei registi con la città nella loro lunga permanenza artistica. Una rassegna a forte vocazione internazionale che si innesta nei luoghi della tradizione teatrale partenopea.

L’anima di Napoli al Trianon

 

Presentato in conferenza stampa il concerto Napolievolution dell’artista Sara Tramma al Teatro Trianon il 17 maggio ore 21.

Napolievolution è un sentimento, un amore, una speranza…un elogio della contaminazione”. Con queste parole Sara Tramma vuole trasmettere l’idea dalla quale è nato il suo progetto Napolievolution. Un’idea viscerale, profondamente legata ai sentimenti talvolta contrastanti che questa città suscitata in chi la vive, la ama, la sente in ogni suo respiro, in ogni suo meandro.

Un itinerario di canzoni inedite in dialetto napoletano con musiche e arrangiamenti di Nunzio Nunziato e in parte scritte dalla stessa artista, per la prima volta nelle vesti di cantautrice. Un approdo naturale cui è giunta “respirando l’aria di Napoli” come spiega la Tramma in conferenza stampa, le cui origini artistiche risalgono al debutto e alla collaborazione con il gruppo musicale di Eugenio Bennato i MUSICANOVA.


Gli echi delle sonorità del sud del mondo accompagnano le melodie dei sedici brani inseriti nella scaletta del concerto. L’intensa musicalità del napoletano si mescola alle suggestive note del jazz, del rock fino a giungere all’inconfondibile anima delle musiche del sud di Bahia, Brasile e Giamaica. Il progetto si connota per la volontà di sperimentare, di creare innesti tra lingue e musiche apparentemente distanti tra loro come l’esecuzione del brano FRAGILE di Sting, tradotto dalla stessa cantautrice, in dialetto napoletano.

Napoli tra tradizione e contemporaneità. Il dialetto riscoperto e riproposto come punto di incontro tra diverse culture. Napoli, crocevia di varie sensibilità accomunate dall’amore per la musica. Napoli, terra di melodia e di dolore spesso prigioniera di un passato da cartolina. Napoli, nuova linfa per le arti e per la contaminazione di generi, lingue, sonorità, emozioni. Tutto questo esprime il dialetto, lingua madre per i napoletani.

 

Loredana Orlando

 

Teatro Trianon

Venerdì 17 maggio ore 21

Sara Tramma

NAPOLIEVOLUTION

con la partecipazione straordinaria di

Eugenio Bennato

 

La ragione oscurata al Mercadante

Lo spettacolo teatrale Il silenzio della ragione, regia di Linda Dalisi, rappresentato dall’11al 17 marzo al Teatro Mercadante Ridotto, è l’atto conclusivo del progetto diretto da Luca De Fusco sulla messa in scena di cinque spettacoli tratti dal romanzo di Anna Maria Ortese, Il mare non bagna Napoli.

La pièce, 70 minuti, traspone sul palco i luoghi della memoria della protagonista, la Ortese interpretata da Fabrizia Sacchi, in un vorticoso ginepraio di voci, volti e suggestioni attinenti all’inquieto legame tra la scrittrice e la sua città di origine, Napoli. Un rapporto lacerato dalla scelta della donna di abbandonare questa terra di giovani speranze, preda di facili entusiasmi quanto indolente ed inerme. Un atto di accusa, quello formulato dalla Ortese nell’impostazione drammaturgica del testo, nel quale il clima di fermento culturale dei giovani scrittori napoletani del secondo dopoguerra lascia spazio all’inenarrabile fato dell’immobilismo connaturato all’acquiescente modus vivendi napoletano.

Incontri da LIBRI&CAFFE’ al Teatro Mercadante. Il mare non bagna Napoli

 

Martedì 5 marzo ore 18 presso lo spazio LIBRI&CAFFE’ al Teatro Mercadante incontro con i registi dei cinque spettacoli tratti dal romanzo di Anna Maria Ortese, Il mare non bagna Napoli, nell’ambito del progetto omonimo promosso dal Teatro Stabile e a cura di Luca De Fusco. Presenti i registi Luca De Fusco, Paolo Coletta, Alessandra Cutolo, Antonella Monetti e Lina Dalisi. Introduce Salvatore D’Onofrio. Conduzione affidata al critico teatrale de la Repubblica, Giulio Baffi.

L’incontro ripercorrerà le tappe del progetto, il suo inedito format produttivo, i temi e le suggestioni che hanno guidato le singole messe in scena attraverso la viva voce dei registi.

Destinato al Ridotto del Mercadante per la Stagione 2012/2013, il ciclo di spettacoli è iniziato lo scorso 15 gennaio con il debutto di Un paio di occhiali con la regia di Luca De Fusco, seguito – secondo il calendario di seguito specificato – da quelli di Interno familiare firmato da Paolo Coletta, Oro a Forcella della regista Alessandra Cutolo, La città involontaria di Antonella Monetti, e si concluderà con il debutto de Il silenzio della ragione, regia di Linda Dalisi, di lunedì 11 marzo, con repliche fino a domenica 17.

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