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L'importanza di saper vincere

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Ambiente e mentalità: il crollo del Napoli e il settimo scudetto consecutivo della Juventus

22 aprile 2018. Allianz Stadium di Torino. Juventus-Napoli 0-1. Marcatore: Koulibaly al 90’.
Ecco il gol che ha deciso lo scontro diretto e il campionato. Ma non con il finale auspicato e sognato da Napoli e dal Napoli.
Caroselli, fuochi d’artificio, tuffi nelle fontane, bagni di folla nelle strade della città partenopea e oltre 10.000 tifosi all’aeroporto di Capodichino ad accogliere i giocatori di ritorno da Torino.
Immagini molto suggestive, che hanno mostrato tutto il calore e la passione del popolo azzurro nei confronti della squadra.
Inoltre, c’era un ulteriore motivo per festeggiare, trattandosi del primo successo e dei primi punti conquistati nel nuovo impianto juventino, inaugurato nel 2011.

La prima volta non si scorda mai

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Il Benevento retrocede in Serie B con quattro giornate di anticipo, ma raccoglie gli applausi e i consensi dei tifosi e degli addetti ai lavori

Maggior numero di sconfitte consecutive da inizio campionato, maggior numero di sconfitte complessive, maggior numero di sconfitte in trasferta, maggior numero di reti subite, maggior numero di reti subite in casa, minor punteggio in classifica, minor numero di punti conquistati in trasferta, peggior differenza reti.
Una sfilza infinita di record negativi: il primo è già stato raggiunto a novembre per via dei 14 KO iniziali, triste primato europeo, mentre gli altri sono da evitare in questo finale di stagione.

Annata fallimentare. Sarebbe questo il pensiero comune di tutti di fronte a statistiche così impietose, ma a Benevento i sentimenti prevalenti sono dignità e onore, entrambi largamente manifestati con gli applausi e i cori ai giocatori al termine delle recenti sfide con Sassuolo, Atalanta e Milan.

Medioevo Italiano

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Cara Italia, hai toccato il fondo, ora devi destarti!

9 luglio 2006: l’Italia è campione del mondo per la quarta volta nella sua storia. Feste, caroselli, sfilate e la classica abitudine italiana di salire tutti sul carro del vincitore.
13 novembre 2017: l’Italia non va oltre uno scialbo 0-0 casalingo con la modesta Svezia ed è eliminata nel play off di accesso al Mondiale 2018, mancando per la prima volta dopo sessant’anni la qualificazione alla massima rassegna intercontinentale.

Si è chiuso così, nel peggiore dei modi, il decennio nero della Nazionale italiana, paragonabile solo al periodo 1958-1966. All’epoca, dopo la sconfitta contro gli sconosciuti nordcoreani, madre di tutte le figuracce calcistiche azzurre, fu adottata una soluzione drastica: blocco delle frontiere e possibilità di schierare solo calciatori italiani.

Sogna Napoli, sogna!

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Tifosi, presidente e giocatori in coro: “Vinceremo lo scudetto”

Un sogno chiamato scudetto. Record di punti, record di vittorie, record di gol. Tutti primati di cui essere fieri e orgogliosi, ma che non bastano più ad appagare la fame e la voglia di successi del popolo napoletano.

Dall’anno prossimo il Napoli dovrà lottare dalla prima all’ultima giornata per il gradino più alto del podio. Ma come compiere quest’ultimo decisivo e difficilissimo salto di qualità?

Ecco il Napoli del futuro

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Quello di oggi è un Napoli che grazie al gioco espresso ha generato consensi di critica e di appassionati. Ecco i passaggi fondamentali per ambire a qualcosa di più.
Vincere e convincere. Lo sentiamo dire spesso e viene ripetuto come un mantra ma i fatti dimostrano che per essere vincenti non bisogna necessariamente giocare un calcio spettacolare. Il Napoli di Sarri fino ad ora ha perlopiù convinto tutti che lo scettro di “squadra più bella d’Italia” appartenga agli azzurri. Sta di fatto, però, che in bacheca le caselle dei trofei siano pressoché vuote ed è quindi evidente che qualcosa ancora manchi. Ma cosa? Sebbene possa risultare antipatico dirlo il Napoli dovrebbe prendere a modello, almeno sotto qualche aspetto, una squadra che da 6 anni a questa parte porta all’ombra della mole lo scudetto, la Juventus. E se, come detto, il Napoli possa precedere la Juventus sotto profilo estetico, è pur vero che in altri ambiti la Juve prevale nettamente, ed è proprio qui che la distanza si fa decisiva. È una questione di progettualità fatta principalmente di 3 fattori, stadio di proprietà, fatturato, top player.