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MeravigliArti. Le arti incontrano lo stupore per riscoprire il mondo

In un’epoca in cui è andata perduta la facoltà d’immaginare, di rimanere increduli dinanzi al nuovo, suona come un invito ad appropriarsi di se stessi e della propria identità di essere umano la prestigiosa rassegna allestita nell’inconsueto quanto immaginifico scenario di Museo Cappella Sansevero.

Si tratta di MeravigliArti: cinque incontri a cadenza settimanale avente per oggetto la Meraviglia, appunto, declinata secondo la sensibilità proposta dalle arti scelte per la rappresentazione. Letteratura, teatro, peformance, musica. Diversi percorsi nei quali si propone di ricondurre l’uomo alla radice della conoscenza, alla forma primigenia dell’arte: lo stupore.

 

Disarticolazione delle cose già conosciute nella loro forma consueta, abituale, schematica. Smembrare gli oggetti per riconoscerli nella veste dell’incredulità, principio del tutto. “La meraviglia è forse il momento in cui si esce da un lungo corridoio buio e incertamente si riconoscono le forme della realtà, e si dà un nome a esse… Ma allora la meraviglia sarebbe lo stupore… Però la meraviglia è anche disconoscere le cose del mondo troppo viste e troppo dette, e dette in modo sempre uguale, e provare a dirle in modo diverso e meraviglioso… Ma allora la meraviglia sarebbe la conoscenza o l’arte…”, scrivono Antonella Cilento e Giuseppe Montesano, scrittori e curatori del secondo incontro della rassegna: E’ del poeta il fin la meraviglia, rappresentato il 14 maggio.

Un excursus letterario dal barocco alla contemporaneità, percorso nel quale i brani recitati dall’attore Andrea Renzi hanno portato alla luce i versi di letterati, poeti e filosofi avvinti nella spirale dell’umano meravigliarsi. Giordano Bruno, Giovan Battista Marino, Rosa Montero, Anna Maria Ortese, Francisco de Quevedo Villegas tra gli autori che, forse, hanno saputo cogliere con maggior sensibilità il connubio tra l’incredulo stupore infantile e le forme sublimi del pensiero e dell’arte. Un itinerario evocativo, ricco di pathos in perfetta sintonia con i suggestivi squarci di luce sui marmi della Wunderkammer, la Camera delle meraviglie, creata dal principe Raimondo di Sangro.

Iniziativa fortemente voluta dal Presidente di Museo Cappella Sansevero, Fabrizio Masucci, il quale ha inteso aprire le porte dell’enigmatica Cappella alla ricezione delle sensibilità artistiche contemporanee com’era nello spirito di Raimondo di Sangro, personalità poliedrica, curiosa, capace di meravigliarsi dinanzi all’inconsueto. Una sfida che Masucci spera di poter rinnovare anche negli anni seguenti, facendo del tempio barocco il luogo dove le arti, il sapere, la scienza si mescolano in forme anomale, eccezionali nelle quali venga preservata la capacità di osservare ogni volta il mondo con lo sguardo incredulo della meraviglia.

Dopo il primo appuntamento dedicato al dramma, rappresentato il 7 maggio, e il secondo incontro incentrato sull’excursus letterario, i prossimi eventi si articoleranno nel Percorso acustico attraverso le figure della smorfia: La Cabala della Meraviglia, martedì 21 maggio ore 21, con la band napoletana Slivovitz;

nelle Fiabe in scena rivedute e scorrette: C’era una volta, spettacolo allestito dalla compagnia Ondadurto Teatro, martedì 28 maggio ore 21;

nell’Installazione video-luminosa: La sposa madre, per la prima volta esposizione di un’opera d’arte contemporanea nella navata della Cappella Sansevero, dell’artista Roxy in the box, martedì 4 giugno ore 19.

Rassegna organizzata da Museo Cappella di Sansevero con la partnership del Banco di Napoli.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito www.museosansevero.it
Loredana Orlando

 

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