Un caso può costituire l'eccezione, ma tre? Le riabilitazioni di de Magistris cominciano a diventare un problema politico. Il tema di fondo è la credibilità del giustizialismo. Vediamo.Primo caso: Napolitano. Quando è ancora magistrato, de Magistris non ha dubbi sul presidente della Repubblica e sul modo in cui esercita la sua funzione. "Napolitano ha fatto passare, in questi anni, numerose leggi incostituzionali", dichiara. E aggiunge anche, a scanso di equivoci, che "non è stato un presidente di garanzia". Una volta eletto sindaco, il giudizio cambia radicalmente. Napoletano diventa l'estremo difensore della Costituzione. Eppure, le leggi ritenute a suo tempo incostituzionali tali sono rimaste, cioè leggi dello Stato promulgate dal presidente della Repubblica.




e il mondo, allo stadio accanto al presidente De Laurentiis per farsi ammirare in mondovisione ad assistere al trionfo contro l'odiata squadra del premier, in Duomo per il miracolo di San Gennaro. Il sindaco di Napoli non conosce limiti, macina chilometri su chilometri pur di mantenere la media della sua esposizione mediatica. Qualcuno potrebbe obiettare che si dovrebbe puntare a pulire la città di Napoli tutti i giorni, preoccupandosi meno della pulizia del mondo o di quella una tantum modello cleanup, ormai tanto in voga nei vari quartieri che a turno vengono scelti come palcoscenico della demagogica rappresentazione ambientalista. I più critici potrebbero contestare anche il suo presenzialismo allo stadio San Paolo: giro di campo alla presentazione della squadra, partita in tribuna ad assistere alla sfida con il Milan, perché se a Napoli non segui il calcio non hai futuro.
di Michele Franco - tratto da
In uscita un libro-intervista sul sindaco: niente monnezza, ma tra donne e Idv pensa solo a se stesso. "Sarò ministro. E piaccio"
di Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno
Oliviero Toscani fotografa il nuovo sindaco di Napoli in una versione inedita
di Luca Maurelli
di Gianluigi Paragone da Libero
Gad Lerner, su "Repubblica", parla di «orgoglio padano» e Antonio Galdo, su "Il Mattino", descrive una Lega che si mette di traverso. Ormai è una gara a chi colpisce con maggior durezza il Carroccio. Eppure, provocazione per provocazione, qui dovremmo parlare di «orgoglio pugliese» e di un Vendola, non di un Calderoli, che si mette di traverso. E già, perché il decreto di cui tanto si parla a proposito dei rifiuti di Napoli, genera non da una iniziativa del Veneto o del Piemonte, bensì della Puglia ecologista di Vendola. Un particolare, questo, che tutti omettono. Perché?



