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da Legno Storto:

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La Comunità scientifica giudicata e condannata

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A quando il processo alla casta dei politici?
Sei anni e l’interdizione dai pubblici uffici. Questa la condanna inflitta ai sette scienziati della Commissione Grandi Rischi accusati di omicidio colposo plurimo per non aver avvertito la popolazione di un rischio sismico imminente. Peccato. Sarebbe stata la prima previsione al mondo di un terremoto prima dei suoi devastanti effetti. Altro che scienziati giapponesi e californiani. Peccato! È andata perduta una preziosa occasione. Certo però la sentenza ha aperto una pericolosa falla nel sistema della Protezione Civile. Gli scienziati potrebbero, infatti, guardarsi bene nel prossimo futuro dal fare previsioni in materia di disastri ambientali o di eccedere negli allarmi.
Mentre la comunità scientifica è ancora sotto shock per la sentenza dell’Aquila, a Napoli pezzi dello stesso mondo si confrontano sui fogli locali, senza esclusione di colpi, sul rischio sismico - vulcanico incombente sul capoluogo partenopeo ed il suo hinterland.

Miracoli laici: la laguna di Napoli

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Il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, pochi giorni fa sul suo profilo facebook pubblicava l'ormai consueta autocelabrazione quotidiana, candidandosi a una sorta di beatificazione non religiosa, in virtù dei "miracoli laici" compiuti nel governo della città.
La giornata di ieri ha mostrato quanto quella frase sia 'laicamente' blasfema. In effetti di miracoli se ne sono visti veramente tanti in città: treni che camminavano sulle acque, il mare liberato tanto per dare un assaggio di quello che potrebbe essere lo stadio del nuoto sul lungomare, i cittadini alla ricerca di zattere. Il tutto in attesa che il Comune si apra alla nuova grande rivoluzione della mobilità sostenibile con il lancio delle gondole partenopee. È stata sufficiente poco più di mezzora di pioggia violenta, per trasformare la città in una laguna. Servizio metropolitano sospeso, strade interrotte, città in tilt. Purtroppo il solo vero miracolo fino ad oggi è stata la siccità. Ma non poteva durare per sempre.

Quel lungo filo arancione dell'insensibilità culturale, umana e politica

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Non so se esiste qualche altro posto al mondo, oltre Napoli, ove le parole assumono le sembianze di uno strumento rituale. In questa singolare città servono a riempire dei vuoti o per creare sonorità, ma mai per rappresentare una realtà vera. Ovviamente mi riferisco al camaleontico mondo della politica cittadina ove nulla per definizione è definibile. E l’aspetto più bizzarro di questa recita a soggetto è che i napoletani conoscono perfettamente l’esatto stato delle cose e dei fatti eppure fingono di crederci. Un rituale gioco delle parti.

Il termine “emergenza” a Napoli non sta a significare temporaneità ma assume il valore di permanente. Nel tessuto urbano ci s’imbatte ancora in osceni monconi di fabbricati ridotti così dall’ultima guerra e nei tubi Innocenti utilizzati dopo il sisma dell’80 per la messa in sicurezza dei palazzi vulnerati; per non dire poi delle emergenze sociali – abitativa, occupazionale, sanità, sicurezza, scolastica, mobilità – trasformatesi negli anni in piaghe cancrenose.

Una pulizia radicale contro i roghi di rifiuti

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Roghi di rifiuti non urbani, inquinamento ambientale ed effetti negativi sulla salute
Il problema dei roghi di rifiuti essenzialmente industriali, oggetto di un recente convegno a Caivano, assume una portata sempre più drammatica al punto da rappresentare uno dei sistemi di smaltimento illegali di circa quattro milioni di tonnellate di rifiutl non urbani. Sistema "industriale", criminale, che stranamente le strutture poliziesche addette alla tutela del territorio e della salute dei cittadini non "vedono" come metodo criminale organizzato da anni per risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti non urbani. Non sono fatti isolati ma fanno parte di una micidiale filiera organizzata da chi guadagna smaltendo illegalmente i rifiuti non urbani avvelenando suolo, acqua ed aria togliendo la salute ai cittadini di oggi e di domani.

Quale svolta per Scampia

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Per porre finalmente mano alla questione di Scampia, e delle Vele in particolare, occorre comprendere un dato fondamentale, storicamente acquisito. Il modello modernista di insediamento urbano caratterizzato da grandi edifici separati da ampi spazi, per la viabilità e il verde, è sostanzialmente fallito per varie ragioni.

I nuovi barbari

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La 'temporanea' distruzione del patrimonio culturale napoletano
La singolare e storica stratificazione degli impianti urbanistici di Napoli ha prodotto numerosi e spinosi problemi alla vivibilità dei suoi quartieri più antichi. In cambio, quasi che fosse una sorta di risarcimento, li ha gratificati di un patrimonio culturale (opere, monumenti, musei, quinte paesaggistiche) d’inestimabile valore.
Di questo, i monumenti (complessi architettonici, opere celebrativo-commemorative, paesaggi urbani) che testimoniano la nostra storia e riportano alla mente i grandi uomini del passato, rappresentano la parte più vulnerabile.  L’Architettura - ha scritto Ferruccio Izzo, docente di composizione architettonica e urbana - è fatta di luoghi, dà nome, sostanza e senso ai luoghi. Si situa nella città e nel paesaggio, dona senso al nostro ambiente di vita
Ma proprio questa sua fondamentale specificità la espone all’azione erodente degli agenti meteorici ed a quelle non meno perniciose dell’ignoranza e dell’accidia.

La 'temporanea' distruzione del patrimonio napoletano

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La singolare e storica stratificazione degli impianti urbanistici di Napoli ha prodotto numerosi e spinosi problemi alla vivibilità dei suoi quartieri più antichi. In cambio, quasi che fosse una sorta di risarcimento, li ha gratificati di un patrimonio culturale (opere, monumenti, musei, quinte paesaggistiche) d’inestimabile valore.
Di questo, i monumenti (complessi architettonici, opere celebrativo-commemorative, paesaggi urbani) che testimoniano la nostra storia e riportano alla mente i grandi uomini del passato, rappresentano la parte più vulnerabile.  L’Architettura - ha scritto Ferruccio Izzo, docente di composizione architettonica e urbana - è fatta di luoghi, dà nome, sostanza e senso ai luoghi. Si situa nella città e nel paesaggio, dona senso al nostro ambiente di vita
Ma proprio questa sua fondamentale specificità la espone all’azione erodente degli agenti meteorici ed a quelle non meno perniciose dell’ignoranza e dell’accidia.

Aldo Masullo: "L'agonia della cultura napoletana" (Il Mattino)

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Pubblicato su "Il Mattino" del 24 agosto 2012
Quella montagna di libri l'ho vista nascere. Tanto più tristezza e sdegno riempiono il mio animo nel sapere ch'essa è miserevolmente franata e quei libri come inutili sassi se ne staranno d'ora in poi accatastati in qualche rozzo capannone. Saranno anch'essi persi come i rifiuti nelle balle depositate senza termine nello squallore di campagne qua e là gravide di clandestine bombe ecologiche. 

Tormento Napoli

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Lidio Aramu si interroga sul ruolo dei cittadini napoletani dinanzi alla 'ghettizzazione' e al degrado della città. E' amore vero quello che si traduce nelle tante immagini da cartolina ostentate dai napoletani? La vicenda della biblioteca dell'Istituto Italiano di Studi Filosofici
C’è una considerazione di Raffaele La Capria (l’occhio di Napoli) che turba la mia coscienza partenopea. Mi è entrata nel cervello e come un fiume carsico, con cadenze sempre più ravvicinate, fa balenare l’antinomia tra l’amore per Napoli e l’indifferenza dei napoletani nel vederla distruggere. L’estasi che non riesce a tradursi in tormento.
L’amore per Partenope che “viene fuori …da una continua produzione di libri, incisioni, disegni gouaches, fotografie, cartoline, quadri, eccetera che tramandano la bellezza degli edifici e delle piazze, delle chiese e dei monumenti, della natura e dei paesaggi… e allora come si spiega che questi stessi napoletani innamorati della propria città abbiano assistito senza batter ciglio e con suprema indifferenza a tutti gli scempi che l’hanno devastata? Fu distrazione, negligenza, abulia, mancanza di senso civico, incultura o che altro?”.

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