Non è facile descrivere ciò che accade a Napoli in questi ultimi tempi. Il rischio di ripetersi è forte sebbene la disponibilità di spunti per una riflessione sullo “stato dell’arte” sia pressoché infinita. Ci si può avventurare in una gimcana letteraria tra le buche stradali o in una salutistica traversata descrittiva dei tossici suoli dell’ex polo industriale di Bagnoli e della venefica colmata. Magari dopo i tre canonici puntini sospensivi delle interminabili attese alla fermata dell’A.N.M. In alternativa ci si potrebbe dedicare all’epica degli autobus perduti nello sperpero d’ingenti e pubbliche risorse finanziarie o alla critica della ragion pratica che ha prodotto la traumatica mutazione di un luogo simbolo come la Caracciolo in un’apoteosi del kitsch. Qualunque sia l’itinerario scelto, con ogni probabilità ci si ritroverà all’ombra di Palazzo San Giacomo.
A ben guardare tuttavia, tra le sfumature cromatiche della quotidianità, emergono non poche ed obbrobriose anomalie riconducibili a ben altre responsabilità. Le famigerate devastazioni della storica Villa comunale, i degradati e/o sprangati edifici - laici e religiosi - del centro storico, il territorio sfregiato dalle discariche per i rifiuti, il mancato decollo dei grandi progetti per il risorgimento economico di Napoli, come si sarebbe detto agli inizi del Novecento.
Cambiare perché tutto cambi
- 23 Maggio 2013
- Lidio Aramu
- Visite: 5659
Barattoli di Merda
- 15 Maggio 2013
- Enrico Tomaselli
- Visite: 4975
Incredibile a dirsi, c’è ancora chi ci crede. Nostro Signore dei Magistri, l’oracolo di San Giacomo, continua a fare annunci puntualmente smentiti dai fatti, eppure ancora adesso c’è chi se la beve. La lista è talmente lunga, che si rimane sopraffatti dalla noia già solo a ricapitolarla mentalmente. L’ultima in ordine di tempo era il (più volte annunciato) rimpasto di Giunta: sarebbe dovuto esserci il 10 maggio, ma ovviamente si è perso nelle nebbie… A dire del Nostro, ci sarebbe una lunga fila scalpitante, che non brama altro che l’onore di far parte della sua compagine; dev’essere quindi l’imbarazzo della scelta, che frena la decisione…
L'orgoglio di una città senza dignità
- 08 Maggio 2013
- Paolo Carotenuto
- Visite: 5666
Nella Napoli umiliata e martoriata dal degrado morale e materiale, c'è chi invita a volersi bene, a essere orgogliosi dei mirabolanti risultati ottenuti dall'amministrazione locale con l’organizzazione di qualche regata nel golfo e una corsa di biciclette. Eventi con i quali si vorrebbe mostrare il riscatto di una città che non si piega dinanzi alle difficoltà e alla crisi, ed invece non sono altro che il maldestro tentativo di coprire il fallimento di una rivoluzione annunciata a parole e mai partita.
In realtà non potrà esserci crescita se il cambiamento non investirà prima i napoletani. Non serve l'amore dichiarato per la città, ma educazione civica, rispetto del vicino e delle istituzioni, decoro personale e collettivo. Elementi che sono alla base del vivere comune, sempre più lontani dalle coscienze di gran parte del popolo, a sua volta vessato da una politica del territorio schizofrenica e tesa ad ostacolare i cittadini più che a fornirgli i servizi minimi essenziali.
Le sacche di marciume si sono moltiplicate, divorando ogni angolo della città, aggredendo in modo irrimediabile le aree cittadine ritenute un tempo il salotto buono della città.
A Napoli, la contro-rivoluzione non passerà!
- 30 Aprile 2013
- Lidio Aramu
- Visite: 5696
Parola di Giggino ‘a Marianna
Nel 2011 si formò un’alleanza contro il privilegio e genericamente per la libertà e l’uguaglianza. Alleanza che si rivelò vincente seppure minorataria, rispetto al numero degli elettori aventi diritto al voto. Tuttavia, con l’acuirsi delle difficoltà della crisi economica, con lo sviluppo dei contrasti sociali derivati dal blocco della mobilità nel centro storico di Napoli, quest’alleanza culminò sì col governo rivoluzionario di Giggino ‘a Marianna, ma all’alto prezzo di lacerazioni del tessuto del Terzo Stato (borghesia dell’artigianato, del commercio, delle professioni…).
Si arrivò così alla “guerra” che portò il paese ad un passo dalla rovina, mentre una grande e grave crisi economica europea azzannava risparmi e consumi dei napoletani.
Le associazioni civiche ad una svolta esistenziale
- 15 Aprile 2013
- Lidio Aramu
- Visite: 4981
La retorica, ritenuta a torto un’arte demodé, vive ed è trionfante. Essa non è più l’arte del dire di ristrette oligarchie intellettuali, ma ha subito una profonda mutazione al punto che oggi si parla di “retorica digitale”. E’ quella che tracima dalle pagine web delle associazioni civiche. Una retorica utilizzata più come strumento di persuasione e di seduzione che come mezzo di rappresentazione di una visione del mondo, di un’architettura di pensiero. Una retorica in cui la contingenza viene elevata a valore.
Con essa si cerca di ottenere il consenso e l’investitura popolare. E lo straordinario successo del Movimento 5 Stelle ne dimostra appunto la potenza e l’efficacia. Al momento quella che si percepisce sulla rete “partenopea” è più auto-celebrativa, frammentata in mille rivoli, strumentale al riconoscimento del ruolo di leader dell’onda lunga del dissenso che quotidianamente si abbatte sulla diga del nulla eretta dall’amministrazione de Magistris.
Giggino fa parte del passato. Chi sarà il prossimo?
- 10 Aprile 2013
- Lidio Aramu
- Visite: 4549
Ormai è come sparare sulla Croce Rossa. Luigi de Magistris è sempre più solo. L’attacco frontale è stato sferrato dall’economista Riccardo Realfonzo, dagli storici Giuseppe Galasso e Francesco Barbagallo, mentre le ali di quello che ormai appare come un esercito di “liberazione”, formato da imprenditori, frange di partiti politici, associazioni di cittadini ed esponenti della cosiddetta società civile, cingono in un asfissiante assedio la roccaforte degli arancioni.
In città non si respira un clima “da presa della Bastiglia”, ma qualcosa di molto simile ad esso. La tensione si avverte nell’aria. Certo l’immaginifico sindaco ce l’ha messa tutta – e ci è riuscito - per saldare in una sorta di “alleanza temporanea di scopo” le diverse anime della città. Comunità rigidamente separate da sempre dal proprio particulare, per incanto hanno preso a marciare l’una al fianco dell’altra per portare l’assalto decisivo al Palazzo San Giacomo.
A fronteggiare l’attacco di questo estemporaneo esercito è rimasto il sindaco con una sparuta schiera d’immarcescibili plauditores e di tetragoni laudatores della rivoluzione che fu.
De Magistris e la ribellione delle masse
- 08 Aprile 2013
- Lidio Aramu
- Visite: 5516
Non mi piacciono la tensione ed i toni dialettici che in questi giorni si riscontrano sulle pagine di facebook dei gruppi ostili a de Magistris. Suscitano in me preoccupate riflessioni sul piacere e la nostalgia che l’informe massa nutre verso le macellerie messicane d’infausta memoria. Si legga quel che è stato scritto a commento della foto del duo Cammarano/Chiliberti al balcone intente a svolgere il proprio lavoro. Ed anche se fossero uscite per il semplice gusto di soddisfare una curiosità, dove sta lo scandalo?
Come per Flaiano a proposito del Fascismo, anch’io mi sento di dire che a Napoli i de magistrisiani si dividono ormai in due categorie: i demagistrisiani e gli antidemagistrisiani. E’ iniziata la gara a chi è più “anti” con l’intento, neanche tanto nascosto, di rifarsi una verginità politica dopo essere stati tra gli antesignani duri e puri della rivoluzione arancione. Non mi piace. Vedrete quanti realisti più realisti del re presenteranno la propria candidatura alle future prossime elezioni.
A Napoli si torni a parlare di architettura e pianificazione urbanistica
- 04 Aprile 2013
- Lidio Aramu
- Visite: 5367
La Caracciolo “libberata”, la Riviera di Chiaja isolata, il Corso Maria Teresa d’Austria (l’attuale Corso Vittorio Emanuele) intasato dal traffico automobilistico che scorreva sulle prime due, obbligano ad una riflessione che non può limitarsi all’amletico dubbio Ztl sì, Ztl no.
La rivoluzione dei flussi veicolari ha messo in risalto un’amara verità: Napoli è attraversabile grazie alla presenza di un esiguo numero di assi stradali definiti non a caso primari. Essi fungono da circonvallazione intra moenia e risalgono ai tempi dei Borbone e alla seconda metà dell’Ottocento, quando la città presentava ben altre dimensioni e polarità di attrazione.
La decisione dell’amministrazione comunale di realizzare nel Centro storico – e non solo – zone a traffico limitato e la preclusione al traffico di alcune arterie stradali ha evidenziato il più pernicioso dei mali di Napoli: la cristallizzazione della città.
Napoli come Danzica
- 02 Aprile 2013
- Lidio Aramu
- Visite: 5600
Napoli non smette di sorprendere. E lo fa nei modi che le sono più abituali con l’incuria che sfregia deliziosi angoli di architettura liberty, con le scalinate che s’inerpicano lungo i suoi fianchi svelando agli sguardi incantevoli tratti paesaggistici, con le oasi barocche, gli svettanti obelischi marmorei, il degrado degli storici palazzi del Centro storico. E stupisce per la mancanza di una reazione all’immobilismo degradante che, come una malefica metastasi, s’infiltra in tutti i gangli del tessuto sociale; per la sua familiarità coi santi ai quali si rivolge come ad un familiare affinché risolva i problemi del vivere quotidiano e della città che una classe dirigente inadeguata non riesce ad eliminare; per la capacità di sublimare le sue angosce spingendole in un altrove. Cosicché le incancrenite piaghe che la tormentano sembrano essersi d’incanto cicatrizzate. Persino i tambureggianti cortei dei senza lavoro non si snodano più lungo l’itinerario di quella che da tempo è diventata una sterile via crucis.
L’unico nodo gordiano che solitario si oppone al fluire sempiterno dell’indifferenza sociale sembra essere rimasto il diaframma arancione della Caracciolo “libberata”.







