Gio27082026

Agg.:06:47:08

da Legno Storto:

Benvenuto in Medinapoli News !!!

Back Attualità Analisi & Commenti Sciacalli di morte (e feste)

Sciacalli di morte (e feste)

  • PDF
  • Prec.
  • 1 of 5
  • Succ.

Una bomba all'ingresso di una scuola. Una vita di una giovane studentessa spezzata. Altre che rimarranno segnate per sempre, nel fisico e nell'animo. A ragione si è parlato di follia pura. Follia che difficilmente può essere sinonimo di strage mafiosa o di azione preparatoria a una nuova stagione della tensione. Un attentato è l'atto più vile per sopprimere un'altra vita, ancor di più se a essere colpiti sono i nostri figli. Un episodio estremo che è apparso atipico, ai pochi che hanno provato a fare una disamina razionale nell'immediato. Ogni ipotesi, da quella debole della strage mafiosa, perché a essere colpita è stata una scuola con il nome della moglie del giudice Falcone, o per il trasferimento in Puglia della figlia di Riina, a quella dell'eversione stragista, altro non sono che mere supposizioni vendute come certezze.


Affetti da una 'patologia' incurabile, i professionisti della mobilitazione non hanno atteso che poche ore prima di organizzare manifestazioni in tutta Italia per dare una risposta forte e decisa agli autori del gesto. La macchina degli striscioni, dell'impegno civile, della veglia laica ha finito col dimenticare finanche la vittima dell'attentato, divenuta quasi un pretesto. Un nuovo nome da aggiungere alla lista dei 'martiri' della malavita o delle forze deviate che mirano a destabilizzare e diffondere terrore tra la gente. Per costoro la morte di una giovane innocente, acquista un valore incalcolabile solo se trova una ragione negli obiettivi di esecutori e mandanti. Mentre l'unica cosa da fare sarebbe pregare, religiosamente o laicamente, in silenzio, ciò che viene messo in scena riecheggia come un frastuono inqualificabile.
"Nessuno tocchi i nostri bambini", "mai più una simile strage". Come se fosse possibile disinnescare tutti i focolai criminali del Paese; come se fosse possibile rendere innocua la pazzia insita in menti deviate. Banalità e retorica con la quale forse ci si cerca di dare coraggio, di alleviare il senso di responsabilità che si insinua in ognuno di noi per non aver difeso una giovane vita.

Eppure la morte di una persona dovrebbe generare un moto di sincera e spontanea partecipazione a prescindere del mandante. La cui individuazione è un compito che spetta agli inquirenti, chiamati a indagare nel più stretto riserbo, senza concessioni alla piazza. Le idee che ci possiamo fare ognuno di noi, non hanno alcun senso né un valore. Nonostante questo, non ha esitato a mettersi in moto quel sistema perverso che porta agende rosse, bandiere griffate e copywriter improvvisati, ad appropriarsi della morte di un'innocente.

È una società irrazionale e schizoide, ma soprattutto meschina, pronta ad avventarsi su episodi tanto cruenti e dolorosi per rafforzare la propria immagine e il ruolo ricoperto. Si aggiunga il cinismo di tanti amministratori locali affetti da manie di protagonismo, che non potevano farsi sfuggire l'occasione di partecipare al dramma collettivo, contribuendo a diffondere l'idea stessa di essere arrivati sull'orlo del precipizio e nel mirino della rappresentazione del male. E dunque non resta che una chiamata alle armi, sotto il gonfalone che rappresenta il simbolo del proprio potere temporale. Tutti in piazza a dire no alla mafia, ma anche ai poteri oscuri, ai demolitori dell’ordine democratico, finanche alla finanza internazionale. Un delirio di onnipotenza che, per massimizzare il ritorno concesso sul piano mediatico, spinge ad arrogarsi finanche il dolore per la morte di una povera ragazza.

A Napoli il Sindaco ha chiamato i cittadini a raccolta sotto Palazzo San Giacomo per dare una risposta all'attacco alla democrazia di Brindisi. Non si è vista una sola foto della ragazza, ma in compenso c'erano striscioni di attivisti e associazioni che pubblicizzano la loro attività, qualche bandiera con l’immancabile e macabra falce e martello, e soprattutto si è rinnovato l'imbarazzante rito delle fotografie di gruppo, perché ogni azione, ogni gesto, esistono solo nel momento in cui questo ha una documentazione visiva. Così tutti in posa in sequenza, meglio se accanto al Sindaco. Perché tra una lacrima e una spruzzata di sana retorica, una foto ricordo ci sta pure bene.

Come a Napoli, questo rito si è replicato in chissà quante città italiane. Nel capoluogo partenopeo, tuttavia, si può annoverare l’abilità di superare rapidamente lo smarrimento e lo sconcerto. A distanza di poche ore (anche di un'altra tragedia come quella del terremoto che ha scosso la terra dell'Emilia Romagna nella mattinata, provocando vittime e danni), la città era pronta a festeggiare la vittoria della Coppa Italia di calcio davanti al maxischermo voluto dalla stessa amministrazione comunale sul lungomare “liberato dalle auto”. Le bandiere listate a lutto, hanno lasciato spazio a quelle azzurre della vittoria e alla festa senza freni, lasciando cadere anche l’ultimo velo di ipocrisia. Tutto diventa parte integrante della rappresentazione di uno spettacolo che alterna istericamente drammi e gioie, dolore ed esaltazione, con un ritmo sempre più frenetico. Un'allucinazione pubblica, che sfocia nella forma peggiore di sciacallaggio mediatico, riproducendo riti collettivi, dove il ricordo della vittima passa in secondo piano, divenendo un mezzo più che l'elemento centrale dell'incontro. È quello che Guy Debord definisce voyeurismo televisivo generalizzato, in cui la fiction s'installa sempre più nella realtà, sotto l'occhio onnipresente delle telecamere, confermando ulteriormente che "il vero è un momento del falso". Purtroppo quello che resta è la triste realtà di una famiglia che ha perso la sua unica figlia. Una realtà che avrebbe meritato solo un rispettoso silenzio collettivo.
Paolo Carotenuto
21 maggio 2012

 

*le immagini sono tratte dalla pagina dell'Uffiico Stampa del Consiglio Comunale di Napoli e riprendono alcuni momenti della "manifestazione" organizzata in tutta fretta sabato 19 maggio alle ore 18.30

 

 

 


mediformazione

Giornalista AAA
Diventare Giornalista...

Ambiente pulito

Mela verde
La differenziata come frutto...

Editoria Digitale

JA Teline IV
per diventare Editori FaidaTE...

Moda & Stile

Moda Modella
Quando la moda non è immagine...