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La ragione oscurata al Mercadante

Lo spettacolo teatrale Il silenzio della ragione, regia di Linda Dalisi, rappresentato dall’11al 17 marzo al Teatro Mercadante Ridotto, è l’atto conclusivo del progetto diretto da Luca De Fusco sulla messa in scena di cinque spettacoli tratti dal romanzo di Anna Maria Ortese, Il mare non bagna Napoli.

La pièce, 70 minuti, traspone sul palco i luoghi della memoria della protagonista, la Ortese interpretata da Fabrizia Sacchi, in un vorticoso ginepraio di voci, volti e suggestioni attinenti all’inquieto legame tra la scrittrice e la sua città di origine, Napoli. Un rapporto lacerato dalla scelta della donna di abbandonare questa terra di giovani speranze, preda di facili entusiasmi quanto indolente ed inerme. Un atto di accusa, quello formulato dalla Ortese nell’impostazione drammaturgica del testo, nel quale il clima di fermento culturale dei giovani scrittori napoletani del secondo dopoguerra lascia spazio all’inenarrabile fato dell’immobilismo connaturato all’acquiescente modus vivendi napoletano.

Un viaggio introspettivo costellato dai dubbi, dalle recriminazioni del ruolo dell’intellettuale in un contesto sociale non particolarmente incline a vedersi rappresentato così com’è, ossia nella vacua reminiscenza di un paradiso perduto ostinatamente preservato oltre i limiti della misera realtà. La luce rischiaratrice della ragione viene obnubilata, in un esercizio costante di oleografica retorica tesa ad ammantare lo squarcio crudele di una Napoli afflitta dai suoi stessi mali.

Una trasposizione metafisica quella scelta dall’autrice e regista Linda Dalisi. Il testo, pur prendendo le mosse dall’originale, opta sulla ricerca filosofica lasciando la descrizione dei fatti e dei personaggi alla rievocazione maieutica per opera della protagonista. Generosa l’interpretazione della Sacchi, poco convincente però nei momenti di maggiore pathos. L’insieme dello spettacolo risulta fluido, dinamico grazie alla recitazione sincronica tra gli attori Michelangelo Dalisi, Francesca De Nicolais, Lino Musella. Ottimo l’effetto chiaroscuro delle luci di Gigi Saccomandi, mirato a dispiegare il cammino travagliato della ragione a tratti illuminato a tratti oscurato. Intense le musiche originali di Marco Messina, perfettamente integrate con il testo moderno della pièce.

Il silenzio della ragione accompagna tuttora Napoli, sprofondata nel buio più tetro dell’indifferente vivere alla giornata. Scrive Anna Maria Ortese «Lassa fa’a Dio» e Napoli continua ad aggrapparsi all’attesa messianica senza ritorno.

Loredana Orlando

 

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