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Israele conquista Napoli

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Sensualita, fisicità, respiro, ritmo e tanto altro è la danza israeliana andata in scena quest’anno al Napoli Teatro Festival Italia.
Una danza oltre gli schemi libera dalla perfezione dei canoni classici, priva di influenze, intensa, affascinante, una danza dove l’espressione e l’intenzione sono una costante fondamentale. Cinque sono i lavori di tre delle più interessanti compagnie del momento, inseriti nel programma 2012 del Napoli Teatro Festival: Vertigo Dance Company, Kibbutz Contemporary Dance e Dafi Dance Group.
Il primo spettacolo della Kibbutz Contemporary Dance Company, Bein Kodesh le’hol cattura dall’inizio lo spettatore con una cascata di sabbia che avvolge il corpo di una danzatrice e i suoi sinuosi movimenti. Poi la morbida cascata di sabbia diventa parte integrante della coreografia e scandisce i passi dei danzatori. “La sabbia conserva la memoria del movimento” queste sono le parole usate da Rami Be’er - direttore artistico della Kibbutz - per raccontare la sua creazione, che raccoglie le sue più belle coreografie, Bein Kodesh le’hol spettacolo dove la musica intensa spazia tra composizioni classiche a sonorità elettroniche e avvolge lo spettatore contribuendo a creare una vera e propria esperienza multisensoriale. If at all invece è un nuovo lavoro della Kibbutz, che riflette sulle “possibilità” dell’accadere, uno spettacolo intenso dove i giochi di luce sono parte integrante della coreografia e  lo spazio della scena sembra mutare insieme ai danzatori che lo plasmano attraverso i loro corpi coinvolgendo lo spettatore in un ritmo sempre più incalzante.

Il silenzio e il rumore del respiro dei danzatori è invece il punto di partenza di Null, creazione e fiore all’occhiello della Vertigo Dance company. Null rappresenta un punto di incontro tra tradizione e modernità tra la forte sensualità dei danzatori e  la profonda spiritualità dell’atmosfera. Null è un lavoro costruito grazie ad un processo di creazione collettiva che coinvolge non solo la coreografa e direttrice della compagnia Noa Wertheim, ma anche gli stessi ballerini e i suoi collaboratori. La Vertigo ha portato in scena anche un altro lavoro Birth of Phoenix, spettacolo coreografico anche nell’allestimento e nella location scelta, il parco archeologico del Pausilypon, luogo ideale per esaltare il messaggio della coreografia; il dialogo tra uomo e ambiente.
Pubblico e danzatori sono insieme sotto una cupola di bambù per una performance che come una Fenice rinasce ad ogni rappresentazione, infatti Birth of Phoenix è una composizione coreografica che cambia con il mutare del luogo che la ospita.

Infine la danza israeliana si è conclusa con Sensitivity to Heat performance costruita sulle arie di alcune celebri opere liriche, Romeo e Giulietta, la Traviata e la Carmen, che il Festival e in particolare il direttore Luca de Fusco ha commissionato alla coreografa Dafi Attabeb e alla sua giovane compagnia Dafi Dance Group, nata nel 2005.

Una danza quella vista al Festival bella, intensa e passionale, e questo legame tra Napoli e Israele si concluderà per questa stagione il 27 giugno con il ritorno della cantante israeliana Noa con Noapolis, il concerto omaggio alla canzone napoletana che ha aperto il Festival con l’anteprima al Teatro San Carlo e ora segna la sua conclusione nel luogo simbolo del Napoli Teatro Festival Italia 2012 il Parco archeologico del Pausilypon.
Monica Sanseverino

 

Le immagini sono tratte dallo spettacolo Bein Kodesh le’hol

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