Mer22112017

Agg.:03:11:15

da Legno Storto:

Benvenuto in Medinapoli News !!!

Back Cultura Cultura News Beni Culturali Stop al Maggio dei Monumenti

Stop al Maggio dei Monumenti

  • Prec.
  • 1 of 2
  • Succ.

La richiesta del Comitato di Portosalvo a metà della rassegna culturale del Comune di Napoli. Con l'apertura degli Studi Rai ai turisti e le 200 chiese ancora chiuse si è toccato il fondo. Sempre più necessario un programma annuale degno del nostro sito Unesco
“Basta con questo Maggio dei Monumenti! Se Napoli vuole ergersi serialmente al rango di vera città dell’arte, al pari di Firenze, Venezia o Roma, allora bisogna pensare ad una grande manifestazione annuale degna del sito Unesco riconosciuto nel 1995”. Con questa perentoria dichiarazione il Comitato Portosalvo “resetta” senza mezzi termini, la kermesse del “Maggio” definendola ormai superata e non corrispondente alle vere caratteristiche della grande risorsa storica, artistica e monumentale della città rappresentate da centinaia di chiese, fontane e palazzi mai considerati e mai valorizzati per questo scopo.

La severa critica del Comitato di Portosalvo al “Maggio dei Monumenti“ si basa in particolare sulla limitata programmazione dell’evento, ritenuta decisamente scarsa e troppo breve per il centro storico più grande d’Europa nel quale si contano ancora più di 200 chiese chiuse e tanto degrado attorno ai maggiori luoghi dell’arte di tutta la città.

L'associazione, che da anni si batte per la migliore gestione del grande giacimento culturale napoletano, reputa indifferibile un “cambio di passo per ripensare una nuova programmazione annuale capace di portare Napoli nel circuito delle maggiori città dell’arte per lo sfruttamento di quel “turismo culturale” che ha fatto la fortuna economica e commerciale di molte altre località in ambito Unesco in Italia e nel mondo.

In alto a destra le immagini pubblicate sul sito del Comitato di Portosalvo:
I - la prestigiosa chiesa di S. Maria della Sapienza (1625) ancora chiusa
II - il Chiostro Medioevale di Monteoliveto ancora negato ai turisti