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da Legno Storto:

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Arte

Robert Gligorov in mostra a Spoleto

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La spettacolarizzazione della memoria nell’arte

Attore, atleta, chimico e illustratore. Robert Gligorov (Kriva Palanka, Macedonia, 1960) è stato tutto questo fino al 2006, quando decide di dedicarsi completamente all’arte.

In giro con le sue mostre tra America, Francia, Australia, Germania, Belgio e Spagna, Robert ora è in Italia con una grande retrospettiva a Spoleto nelle diciotto sale del Palazzo Collicola.

La mostra presenta una sessantina tra sculture, dipinti, video e foto e sfoggia una carrellata inesauribile di citazioni.

La sua colta fantasia gli consente di saltare dalla letteratura alla pittura, dalla musica all’economia con un linguaggio metaforico sottile o anche grosso sulla scena di quel grande teatro

della vita di cui tutti noi siamo i protagonisti.

ivana porcini

Restituita alla città di Firenze la Porta del Paradiso

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Restituita alla città di Firenze la Porta del Paradiso

Dopo un restauro durato ventisette anni,  la porta est del Battistero di Firenze torna ad essere visibile all’interno del Museo dell’Opera del Duomo. Posta all’epoca dinanzi all’ingresso di Santa Maria del Fiore ed oggi sostituita da una copia, fu realizzata dall'orefice e scultore Lorenzo Ghiberti tra il 1425 e il 1452.

Composta di due ante,  alte cinque metri e larghe tre, la porta ha uno spessore di soli undici centimetri. Ogni anta è stata gettata in bronzo in un unico pezzo.

Poi nell'intelaiatura sono stati incastonati dieci grandi pannelli con Storie della Bibbia, più altri quarantotto elementi del fregio, con teste e figure di Profeti e Sibille.

I  58 rilievi furono fusi a uno a uno, nettati a freddo, finemente cesellati e poi dorati con il metodo dell'amalgama di mercurio che conferisce al bronzo una luminosità del tutto simile all'oro. Vennero poi incastrati nell'intelaiatura di bronzo profonda pochi centimetri.

Considerata uno dei capolavori del Rinascimento italiano arrivò a spingere Michelangelo a dire emozionato di fronte alle sue due ante: «Sono tanto belle che starebbon bene alle porte del Paradiso!».

ivana porcini

Napoli in Musica alla Mostra del Cinema di Venezia

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Napoli in musica alla mostra del cinema di Venezia

E’ appena stato presentato fuori concorso alla 69° Mostra del Cinema di Venezia Enzo Avitabile Music Life, il film documentario sulla vita in musica di Enzo Avitabile. Jonathan Demme, il regista premio Oscar per Il silenzio degli innocenti, ha raccontato di trovarsi in auto a New York sul George Washington Bridge quando fu folgorato da un pezzo di Enzo, passato in quel momento alla radio.

La suggestione scorre tra le immagini appassionate della vita del singolare musicista, che si scopre sorprendente strumentista ed instancabile sperimentatore di linguaggi musicali provenienti da tutto il mondo. A dirigere è uno stile personalissimo, fatto di world music e fusion, parole antiche e intraducibili a sottolineare la forza umana e sociale del dialetto napoletano.

Sul fondo si staglia la Napoli più vera, tra luoghi caratteristici ed affascinanti personaggi, tirati fuori dal passato e dalla vita del maestro.

ivana porcini

 

Un cubano a Roma

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Il complesso del Vittoriano, fino al 30 settembre, presenta un centinaio di lavori del cubano Julio Larraz: oli, sculture, acquarelli e carboncini.

L’artista (L’Avana 1944), nato a Cuba e trasferitosi da adolescente negli USA, gira per tutta la vita il mondo, trasferendo in pittura la sua larga e compiaciuta esperienza. Come un avventuriero instancabile racconta la vita attraverso il surrealismo francese e il vedutismo italiano, l’amore per i murales latino-americani e la nostalgia per i suoi paesaggi d’origine, la malinconia del passato e una immancabile e tagliente ironia.

Il catalogo, edito da Skira, è curato da Luca Beatrice

Ivana Porcini

 

La galleria delle opere senza tempo

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Si chiama Gallery of Lost Art ed è un museo fantasma progettato da Jennifer Mundy, disegnato dallo studio ISO, per iniziativa della Tate Modern di Londra e di Chennel 4, con il supporto dell’ Arts & Humanities Research Council.

Vi sono custodite tutte quelle opere che tutti -più o meno- conosciamo, ma che per diversi motivi non si possono più vedere. Primo fra tutti, l’orinatoio di Duchamp, punto d’origine del concettualismo, esposto nel 1917 e mai più ritrovato, insieme a tutte le opere nate per esistere il breve tempo di una mostra o di un happening, ed essere poi cancellate.

La galleria vive solo in rete e chiuerà nel 2013, rimanendo ancora e per sempre patrimonio esclusivo dell’immaginario collettivo

Ivana Porcini