Ven24112017

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da Legno Storto:

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VADEMECUM PER IL VOTO

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PER COSA SI VOTA - COME SI VOTA - CHI PUO' VOTARE - Guida al Voto è uno strumento di supporto al corpo elettorale nel percorso istituzionale del voto. Una raccolta di informazioni sulle modalità di voto, sui tempi, sulla natura, su come si vota. Su GuidaVoto.it e su MediNapoli.it, inoltre, nel corso dello spoglio, verranno forniti i dati in tempo reale sui risultati. Nelle pagine di Guida al Voto sarà possibile visionare tutte le liste e le coalizioni presentate Una guida che aiuta a scegliere le figure più appropriate per il governo della città, una guida da conservare a futura memoria, per valutare la congruità delle azioni di cui si faranno portatori gli eletti.


Per cosa si vota?
Si vota per scegliere il nuovo Sindaco di Napoli e per il rinnovo del Consiglio comunale di Napoli con l’elezione di 48 consiglieri. I cittadini saranno chiamati anche ad eleggere i rappresentanti delle Municipalità, votando il Presidente e i singoli consiglieri. Il Sindaco eletto resta in carica per 5 anni. Può ricoprire tale carica per un massimo di due mandati consecutivi.

Chi può votare
Possono votare tutti i cittadini che nel giorno delle votazioni hanno compiuto 18 anni, portando con se documento d'identità e tessera elettorale.

Come si vota.
Si vota barrando il nome (prestampato) del candidato a sindaco e/o il simbolo di una lista. Se si vota la sola lista, il voto va anche al candidato sindaco collegato, così come tracciando due segni: sulla lista e sul rettangolo con il nome del candidato sindaco. Si può votare anche solo il candidato sindaco ed esprimere il voto di preferenza per il futuro consigliere comunale, scrivendo il cognome a destra della lista collegata. Se si barra soltanto il nome di un candidato a sindaco, il voto non è automaticamente trasferito ad alcuna lista.
VOTO DISGIUNTO - Essendo Napoli un comune con più di 15mila abitanti, è possibile votare un candidato sindaco e una lista che non appoggia la sua candidatura. In poche parole è ammesso il voto disgiunto. 
LASCIARE IN BIANCO O ANNULLARE LA SCHEDA - È  facoltà dell’elettore lasciare la scheda in bianco o annullarla in vario modo. Il suo “non voto” è diverso da quello di chi sta a casa, perché viene conteggiato tra i voti espressi.
PREFERENZE PER L’ELEZIONE DEI CONSIGLIERI COMUNALI - È possibile esercitare il voto di preferenza per un solo candidato al consiglio comunale. Sulla scheda, accanto ad ogni simbolo è prestampata una linea tratteggiata su cui si può scrivere il cognome di un candidato al consiglio comunale. Se si vuole esercitare questa possibilità, occorre barrare un simbolo e scrivere il cognome di un candidato di quella lista. La preferenza non può essere espressa scrivendo il numero progressivo del candidato. I nominativi dei candidati alla carica di Consigliere si trovano negli elenchi affissi presso le sezioni elettorali. Attenzione: non è possibile votare per un candidato al consiglio comunale (scrivendo il suo cognome) e barrare il simbolo di un’altra lista. Così facendo, la scheda verrebbe invalidata.
Vengono eletti i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze, indipendentemente dalla loro posizione in lista.
VOTO NON VALIDO - Ogni elemento che possa rendere riconoscibile il voto comporta la nullità dello stesso. Pertanto occorre un minimo di attenzione per evitare di invalidare il proprio voto. Ad esempio, non si può barrare un simbolo facendo uscire il tratto di matita molto oltre il cerchio, fino a “invadere” altri simboli o altri rettangoli. Non si può apporre altro che la “X” per barrare simbolo e/o nome del candidato a sindaco, quindi ad esempio tracciare una “V” comporta nullità del voto, così come scrivere a mano il cognome di un candidato a sindaco (che va invece barrato, perché è prestampato). Il voto viene invalidato anche se si barra più di un simbolo e/o più di un nome di candidati a sindaco.
SE CI SI SBAGLIA? - Può sembrare banale, ma ci si può sbagliare a votare. Se ci si accorge dell’errore (o se si ha un “ripensamento” dell’ultimo secondo) prima di avere riposto la scheda nell’urna, è possibile chiedere al presidente di seggio (o, se non presente al momento, al suo vice) una nuova scheda in sostituzione di quella usata. Occorrerà verificare che la scheda sbagliata venga annullata dal presidente e riposta in un contenitore a parte. Se invece ci si rende conto di avere sbagliato a votare dopo che la propria scheda è stata riposta nell’urna ufficiale, non si può più “tornare indietro”.

Chi vince?
Diventa primo cittadino chi raggiunge il 50% + uno dei voti validi. Altrimenti, si va al ballottaggio, che si terrà domenica 29 maggio dalle ore 8 alle ore 22 e dalle ore 7 alle ore 15 del lunedì successivo, e vedrà contrapposti i due candidati a sindaco più votati. Al ballottaggio è sufficiente tracciare un segno nel rettangolo che riporta il nome del candidato prescelto.
Tra il primo e il secondo turno sono possibili gli “accorpamenti”: in tal caso una o più liste tra quelle eliminate al primo turno può unirsi a una delle due coalizioni ammesse al ballottaggio.
Il sistema elettorale è “proporzionale con premio di maggioranza”. Ciò significa che alla coalizione del candidato a sindaco vincente è assegnato un premio di consiglieri in aggiunta a quanti ne avrebbe diritto rispetto ai voti conquistati. In particolare il premio consente alla coalizione vincente di ottenere il 66% dei consiglieri comunali.

Divieti nel seggio elettorale - Nei locali del seggio (ad esempio l’aula scolastica nella quale si vota) è vietato fotografare o filmare il proprio voto, parlare di politica e/o di votazioni, suggerire ad altri elettori per chi votare o anche soltanto spiegare loro tecnicamente come si vota. Quest’ultima cosa è permessa però agli scrutatori. È sconsigliabile effettuare telefonate: il presidente potrebbe chiedervi di chiudere la chiamata. È permesso invece consultare gli elenchi degli aventi diritto al voto in quella sezione, che sono pubblici.
Nei locali vicini ai seggi è anche vietato esporre simboli ideologici e/o di partito. Via libera, però, agli accessori. Unica eccezione a questa norma è per i “rappresentanti di lista”, che si siano regolarmente accreditati prima dell’apertura dei seggi. Possono esporre il simbolo del proprio partito (ad esempio una spilla), ma anche a loro, almeno nei locali vicini ai seggi, non è permesso “far politica”. Nei corridoi si può invece parlare di politica, mentre è prerogativa dei soli rappresentanti di lista esporre simboli.
Un’ultima avvertenza. I componenti della sezione elettorale (presidente, vicepresidente, segretario e gli altri scrutatori) sono pubblici ufficiali nei locali della sezione elettorale. Se dovesse capitare qualunque diverbio o contestazione, è consigliabile evitare di discutere troppo animatamente e rivolgersi invece ai vigili urbani o ai carabinieri (che stazionano presso i locali elettorali) per far valere eventuali diritti negati, presunti o reali.

LO SCRUTINIO - Non tutti sanno che il cittadino-elettore ha diritto ad assistere allo scrutinio nella sezione elettorale in cui vota. Non importa che abbia effettivamente votato. Gli è però vietato parlare e toccare le schede, nonché qualunque altro documento presente nei locali della sezione. Se lo facesse, sarebbe facoltà del presidente di seggio di chiamare la forza pubblica per allontanarlo senza indugio. Se si ritiene indispensabile una qualunque osservazione, è opportuno avvertire immediatamente le forze dell’ordine (che saranno presenti nei pressi) e riportarla a loro. Anche i rappresentanti di lista possono assistere allo scrutinio nel seggio o nei seggi in cui si sono accreditati. Essi possono inoltre parlare (ma non toccare le schede e i documenti) e possono far mettere a verbale le loro osservazioni. In caso di dubbio sull’interpretazione del voto espresso in una scheda (ad esempio, è nulla o valida?) possono contestare la scheda ma non hanno diritto di far valere la propria valutazione in una eventuale decisione a maggioranza dei componenti della sezione. I candidati a sindaco, al consiglio comunale o al consiglio di zona possono invece assistere (senza formalità) allo scrutinio in qualsiasi sezione elettorale del territorio nel quale si sono candidati. Valgono per loro le prerogative dei rappresentanti di lista, come far mettere a verbale le osservazioni. I candidati possono inoltre “visitare” le sezioni elettorali del territorio nel quale si sono candidati durante le giornate di votazione, e volendo possono far mettere a verbale la loro visita.

Le schede elettorali
La scheda azzurra

La scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato.
Ciascun elettore può votare:
per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, non scegliendo alcuna lista collegata;  il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato alla carica di sindaco;
per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito anche al candidato a sindaco collegato;
per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata;
per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata (cd. “voto disgiunto”).
L’elettore potrà altresì manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale, scrivendo, sull’apposita riga stampata sulla destra di ogni contrassegno di lista, il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) del candidato preferito appartenente alla lista prescelta.
Per il ballottaggio il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato sindaco prescelto.

La scheda arancio – per le municipalità
Le Municipalità
Le municipalità di Napoli sono una suddivisione dei trenta quartieri della città (che prima erano suddivisi in ventuno circoscrizioni) in dieci circoscrizioni di decentramento ex d.lgs. 267/2000 che rappresentano forme di decentramento di funzioni e di relativa autonomia organizzativa e funzionale rispetto al comune.