
Intervista ad Alessandro Ciuti, coordinatore di Tea Party Lombardia, è uno dei leader di questo nuovo movimento che sta raccogliendo sempre più adesioni ed interesse, distinguendosi per le sue proposte radicalmente liberali.
Dom13092026
Agg.:06:47:08
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Intervista ad Alessandro Ciuti, coordinatore di Tea Party Lombardia, è uno dei leader di questo nuovo movimento che sta raccogliendo sempre più adesioni ed interesse, distinguendosi per le sue proposte radicalmente liberali.
Domenica 20 maggio 2012, ore 4.04. Un terremoto di magnitudo 5.9 della scala Richter a 10 chilometri di profondità scuote l'Emilia Romagna. Uno dei terremoti più forti mai avvertiti nella pianura padana da diversi anni a questa parte, provocherà 6 morti e danni incalcolabili.
Il Paese è ancora scosso per la terribile esplosione in prossimità della scuola di Brindisi che si porterà via una giovane vita e tanto dolore. I media dedicano al terremoto uno spazio importante dei propri palinsesti, ma nulla a che vedere se confrontato con recenti casi analoghi.
Il terremoto che sta colpendo ormai da giorni alcune regioni del nord dell’Italia, in particolare l’Emilia Romagna e la vasta area della Pianura Padana, ha sortito l’effetto immediato di danni ingenti all’economia delle piccole-medie imprese della zona.
La recente tornata elettorale per le amministrative nel nostro paese ha evidenziato la crisi della politica parlamentare a fronte, invece, degli ottimi risultati per il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. Nonostante il Pd abbia ottenuto nei comuni votanti una buona percentuale d'adesione, conquistandone alcuni già al primo turno, il voto espresso per il partito di centro-sinistra dovrebbe essere contestualizzato all'emorragia dei consensi per l'altro grande partito, il Pdl.
Dinanzi a una crisi che sta stritolando il tessuto imprenditoriale italiano, dinanzi a uno scenario che vede accomunati imprenditori, operai, impiegati che mossi dalla disperazione arrivano al compimento di gesti estremi, dinanzi a uno Stato che non è in grado di pagare i suoi debiti, il Presidente del Consiglio Mario Monti s'indigna. Esprime, ovvero, "una parola di sdegno verso chi ha governato, governa o si candida a governare e giustifica l'evasione fiscale, istiga a non pagare le tasse o a istituire arbitrarie compensazioni fra crediti e debiti verso lo Stato". Per il premier "altri sono i modi con cui un Paese serio può risolvere i suoi problemi".
Che fine ha fatto il bene comune al tempo della crisi? Lo scenario politico italiano maturato nello scorcio finale dell'anno precedente ha posto una riflessione circa la perdita di credibilità della classe dirigente del nostro paese all'interno del proprio elettorato.
I decreti in materia di incentivo sulle energie rinnovabili approvati nella manovra salva-Italia dello scorso dicembre potrebbero apportare un piccolo sconto sulle tariffe dell’energia elettrica. Si tratterebbe di una percentuale minima di risparmio per quelle aziende che già usufruiscono dell’incentivo pari a 0,1 centesimi per il fotovoltaico e a 0,2 cent per altre fonti per ogni kwh di energia incentivata.
Un risparmio non irrisorio in tempi di spending review. I fondi ricavati consentiranno di finanziare l’attività di controllo del Gse (Gestore dei servizi energetici), inserita nella componente A3 delle bollette, al fine di alleggerire la spesa energetica per le famiglie. Infatti nel decreto sul fotovoltaico è incluso un piccolo articolo, il numero 10, nel quale vi è scritto che «per la copertura di oneri di gestione, verifica e controllo in capo al Gse, i soggetti responsabili che accedono alle tariffe incentivanti sono tenuti a corrispondere allo stesso Gse, a decorrere da luglio 2012, un contributo di 0,1 centesimi per ogni kwh di energia incentivata».

Il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa SanPaolo, Giovanni Bazoli, a margine della presentazione del ciclo di incontri “Vincitori e vinti”, organizzato dalla Banca nell’ambito del “Progetto Cultura”, ha evidenziato le difficoltà dell’imprenditoria italiana nella richiesta di prestiti alle banche. Bazoli ravvisa una mancanza di fiducia nella propensione all’investimento da parte della nostra classe imprenditoriale.
L’intervento di Bazoli segue alla polemica sul ruolo delle banche nel sostegno a imprese e famiglie. Obiezione cui fa fronte comune il sistema bancario italiano, in quanto lo stesso apporto dei privati nell’investimento industriale ha subito un rallentamento negli ultimi tempi causa “l’attenuazione del ritmo di sviluppo dei prestiti a breve termine- commenta ancora Bazoli-, che comunque hanno mantenuto una dinamica sostenuta”. Il compito delle banche, prosegue il presidente del CdS di Intesa, è quello di “restituire fiducia” ai clienti.
Il decreto sulle disposizioni urgenti in materia economica, approvato definitivamente in Senato lo scorso 22 dicembre, s’è posto all’attenzione delle principali agenzie di rating e degli organismi economico-finanziari internazionali. Secondo le stime di Moody’s, la manovra “ridurrà il reddito disponibile delle famiglie attraverso un taglio dei trasferimenti e l’aumento delle tasse”. Pertanto, aggiungono gli analisti dell’agenzia di rating in un rapporto, l’economia italiana subirà un calo del Pil dell’1% nel 2012.
Un rallentamento della produzione dovuto anche alle congiunture della crisi economica internazionale. La preoccupante situazione italiana si inquadra, infatti, in un contesto più ampio di difficoltà nell’ambito dell’attività industriale a fronte della disoccupazione crescente che, stando al resoconto di Moody’s, in Italia dovrebbe aumentare dall’8,2% ad una media dell’8,8% per il 2012.



