Dom13092026

Agg.:06:47:08

da Legno Storto:

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Una nuova strategia per l’Europa

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La grave stagnazione economica nella quale versa l'occidente ripropone con forza l'assenza di una politica comunitaria inerente all'Unione Europea.

La centralizzazione governativa di più stati in unico organismo avrebbe dovuto produrre, in tempi non sospetti, una seria analisi sulla riconfigurazione del mercato del lavoro in un complesso economico sempre meno produttivo ma sempre più indebitato. Il superamento dell'ideologica appartenenza allo Stato d'origine si sarebbe dovuto accompagnare ad un nuovo modo di reinvestire le risorse economiche oramai deficitarie per le singole nazioni. La cosiddetta "bolla speculativa" del capitalismo finanziario ha prodotto l'illusione nella compagine europea di poter gestire i bilanci statuali senza, però, alcun incentivo per favorire la mobilità lavorativa in un continente privo di frontiere.

L’Europa tra il pareggio di bilancio e il deficit della crescita

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L’approvazione del Meccanismo Europeo di Stabilità, confermato dalla Corte Costituzionale Tedesca il 12 settembre, avrebbe dovuto fungere da slancio per un rinnovato impulso alla crescita e alla stabilità dei paesi membri dell’Ue. Invece, a distanza di un mese, l’Europa continua a trovarsi in una condizione di stallo, presa tra le difficoltà economiche sottese ai paesi dell’area meridionale e i provvedimenti finalizzati all’unione economica bancaria, primo obiettivo in vista della federazione politica degli stati membri.

La Riforma Fornero alla prova dell’art.8

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E’ trascorso appena un anno da quando il legislatore, con l’articolo 8 del d.l. 138 del 13 agosto del 2011, convertito dalla legge n. 148 del 2011, ha affidato ai sindacati la responsabilità di risollevare le sorti di un mercato del lavoro caduto in una crisi profonda e capace di generare serie preoccupazioni anche tra gli altri  Paesi membri dell’UE.
L’articolo 8, come emerge dalla cronaca del tempo, è stato salutato con grande entusiasmo dalle forze politiche tanto che, a fine ottobre del 2011, l’allora premier italiano, Silvio Berlusconi, con una lettera dai toni rassicuranti, annunciavaall’UE significativi cambiamenti in atto del mercato del lavoro italiano.
Gli entusiasmi a ben guardare non erano ingiustificati. Ed infatti, nell’ottica di aumentare la produttività delle imprese e con essa l’occupazione, l’articolo 8 consente ai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale o territoriale o anche alle loro rappresentanza aziendali di sottoscrivere contratti di secondo livello applicabili a tutti i lavoratori dell’impresa, iscritti o meno ai sindacati stipulanti, ponendo cosi fine alla lunga querelle circa l’efficacia soggettiva di detti accordi.

L’Europa in attesa del 12 settembre

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In attesa della sentenza da parte della Corte Federale tedesca sulla conformità del fondo salva-stati (Esm) alla propria Legge Fondamentale, prevista per il 12 settembre, continua a tenere banco il rapporto tra rigore di bilancio e crescita economica.

MIBAC: "All'Istituto di Studi Filosofici 1.200.000 euro nel 2011. Altri fondi nel 2012"

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L’impegno del Ministero dei Beni Culturali per l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
Il Ministero dei Beni Culturali ha diffuso una nota sulla vicenda riguardante l'Istituto Italiano di Studi Filosofici, all'indomani delle polemiche suscitate dalla chiusura della Biblioteca ricavata in ben 14 appartamenti, per un fitto annuo di 200 mila euro, e delle notizie, riportate da numerosi organi di stampa, che illustrano la gravissima situazione di  crisi a cui è pervenuta la vita dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Il Ministro Ornaghi ha chiesto ai competenti uffici una relazione dalla quale si evince che, per quanto riguarda il MiBAC, "nel 2011 è stato erogato all’Istituto, con legge speciale, un contributo straordinario di 1.200.000 euro, mentre l’Istituto stesso - in precedenza non finanziato dal Ministero, bensì da altri organismi dello Stato - riceverà dal 2012 un contributo ordinario di 75.000 euro, ritagliato nell’ambito della cosiddetta ‘tabella triennale’, con la quale viene sostenuto un rilevante numero di altri istituti e centri di ricerca culturale del nostro Paese".