Mar29092020

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da Legno Storto:

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Il ruggito della Leonessa

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Vincendo il quarto campionato di Serie B della sua storia, il Brescia torna nella massima serie dopo otto anni.

“C’era una volta il Brescia di Carlo Mazzone, Pep Guardiola e Roberto Baggio”. Chissà quante volte il tifoso bresciano ha raccontato questa storia al figlioletto o al nipotino e, ripensando al magnifico quadriennio 2000-2004, non ha potuto evitare che sul viso gli scendesse una lacrimuccia.

La perfida Albione

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L’eliminazione in Europa League e la sconfitta in campionato con l’Atalanta hanno certificato il mancato salto di qualità del primo di Napoli di Ancelotti.

“Ti penso e cambia il mondo” cantava Adriano Celentano nel 2011. E com’è cambiato il mondo del Napoli in 365 giorni. Il 22 aprile del 2018 i partenopei espugnavano l’Allianz Stadium di Torino, arrivando a un passo dalla realizzazione del sogno scudetto. Un anno dopo, invece, il KO subito in rimonta dall’Atalanta ha confermato lo stato di crisi degli uomini di Carlo Ancelotti, reduci dalla freschissima bocciatura in Europa League per mano dell’Arsenal.

The Wolves at the door

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7° posto in campionato, semifinale di FA Cup e tanti risultati di prestigio contro le grandi d’Inghilterra: la storia del neopromosso Wolverhampton è una delle più affascinanti della Premier League 2018/2019.

Battere due volte il Manchester United a distanza di soli 17 giorni: un’impresa che si potrebbe ascrivere ai top club europei e invece è da ricondurre a una squadra tornata quest’anno in Premier League dopo sei stagioni di assenza, in cui c’era stata anche l’onta della retrocessione in Football League One, il terzo gradino della piramide calcistica inglese. Ma, leggendo con attenzione la storia del Wolverhampton Wanderers a partire dall’estate 2016, si capisce che non si tratta affatto di un clamoroso upset.

Who needs Icardi?

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Dopo oltre un mese di polemiche, Mauro Icardi è tornato ad allenarsi con l’Inter. Ma quale sarà il futuro dell’attaccante argentino?

“Il Club comunica che il nuovo capitano è Samir Handanovič”. Le poche parole rilasciate dall’Inter sul proprio profilo Twitter bastano a far saltare il banco. Mauro Icardi non è più il capitano dei nerazzurri, tre anni e mezzo dopo la nomina avvenuta alla vigilia della stagione 2015/2016 per volontà di Roberto Mancini, all’epoca allenatore del Biscione.

Dr. Jekyll e Mr. Hyde

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Giocando la partita perfetta, la Juventus ribalta l’Atlético Madrid e torna di prepotenza nel novero delle favorite per la vittoria della Champions League.

Diceva Agatha Christie: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. E, nell’intricato caso della Vecchia Signora, gli indizi erano proprio tre: il primo, scatenante, ha una data, un orario e un luogo precisi: 20 febbraio 2019, ore 23, stadio Wanda Metropolitano di Madrid, dove l’Atlético ha appena sconfitto con un netto 2-0 la Juventus; il secondo, probabilmente causato dal primo, è di tipo tecnologico e consiste nella chiusura dei propri profili social da parte di Massimiliano Allegri, da sempre molto attivo sui mezzi di comunicazione, ma, a detta di tanti, stanco dei continui insulti ricevuti; il terzo riguarda le dichiarazioni rilasciate nella conferenza stampa successiva alla gara di campionato con l’Udinese, ultimo match prima del ritorno con i Colchoneros, dallo stesso allenatore livornese: “Il rapporto con la Juve è intatto, ma le storie prima o poi finiscono. Dopo quattro anni al Milan è finita, sono qui da cinque. Spero di continuare, ma vedremo”.