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da Legno Storto:

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La Serie A che verrà

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Parma-Juventus dà il via alla 118ª edizione della Serie A e all’avventura torinese di Maurizio Sarri. I bianconeri, a caccia del nono scudetto consecutivo, restano i grandi favoriti, ma alle loro spalle nessuno è rimasto a guardare, con il Napoli di Carlo Ancelotti e la nuova Inter di Antonio Conte che si candidano a essere le principali antagoniste.

Nel 1985 usciva nei cinema di tutto il mondo un film destinato a restare nella storia: Ritorno al futuro. Nella stagione 2019/2020, invece, negli stadi e nelle televisioni italiane, andrà in scena un vero e proprio “ritorno al passato”, dal momento che sono state cancellate gran parte delle novità introdotte appena un anno fa. Ritornano la pausa natalizia, con il conseguente addio al Boxing Day sul modello inglese, il match serale alle 20:45 invece che alle 20:30, e, soprattutto, la chiusura del calciomercato fissata al 2 settembre e non più alla vigilia della prima giornata di campionato, con l’inevitabile aumento del numero dei trasferimenti, in particolare per le squadre alle prese con una falsa partenza.

Ciò che non è cambiato è il nome della squadra da battere. La Juventus, campione d’Italia da otto anni, si presenta ai nastri di partenza con una rosa ancora più competitiva in tutti i reparti.

In porta c’è stato il sorprendente ritorno di Gigi Buffon, che farà da dodicesimo a Wojciech Szczęsny e andrà a caccia del record di presenze in Serie A di Paolo Maldini (647 per la bandiera milanista, 640 per il portiere).
L’acquisto più importante ha riguardato il reparto difensivo, con l’arrivo dall’Ajax per 75 milioni di euro di Matthijs de Ligt, giustiziere dei bianconeri nell’ultima Champions League con l’Ajax, con cui ha già vissuto stagioni importanti nonostante i vent’anni da poco compiuti.
Blindato il pacchetto dei centrali con l’olandese e Merih Demiral, destano maggiori interrogativi le fasce difensive. Salutati João Cancelo e Leonardo Spinazzola, l’unica entrata è stata quella di Danilo, protagonista con la maglia del Porto, ma quasi mai titolare negli ultimi quattro anni divisi tra Real Madrid e Manchester City.
Per rinforzare il centrocampo, l’uomo mercato juventino, Fabio Paratici, ha attinto alla specialità della casa, ovvero gli acquisti a parametro zero. Aaron Ramsey e Adrien Rabiot, provenienti rispettivamente da Arsenal e Paris Saint-Germain, alzano il livello qualitativo del settore apparso maggiormente in difficoltà nella scorsa campagna europea dei bianconeri.
La costruzione del reparto offensivo appare ancora in divenire, essendo difficile, ad oggi, immaginare quali possano essere i compagni dell’inamovibile Cristiano Ronaldo. Tra suggestioni (Neymar) e possibilità più concrete (Mauro Icardi), la sensazione è che bisognerà aspettare l’epilogo del mercato per conoscere la fisionomia esatta dell’attacco juventino.

Tuttavia, la novità più attesa dei campioni in carica è Maurizio Sarri, acerrimo rivale dei bianconeri durante il suo triennio al Napoli e tornato in Italia dopo l’annata vissuta in Inghilterra, dove ha conquistato il primo trofeo della sua carriera (l’Europa League) con il Chelsea. La scelta del tecnico toscano manifesta la volontà della dirigenza juventina di cambiare completamente registro, prediligendo un calcio fatto di possesso e di dominio del campo rispetto al gioco posizionale e basato sulle giocate individuali del ciclo di Massimiliano Allegri.
Il compito che attende Sarri non è dei più semplici, poiché, per fare meglio del suo predecessore (undici titoli in cinque anni), ha un’unica strada: vincere quella Champions sfiorata in due occasioni da Allegri e attesa da oltre 23 anni a Torino.

Come lo scorso anno, le due squadre che sembrano più attrezzate per contrastare lo strapotere bianconero sono Napoli e Inter.
I partenopei, reduci da tre secondi posti nelle ultime quattro stagioni, ripartono da Carlo Ancelotti, il quale, dopo una prima stagione di transizione, in cui ha avuto modo di valutare l’intera rosa a disposizione, è chiamato a far compiere agli azzurri il definitivo salto di qualità.
Per conseguire tale obiettivo, sono giunti all’ombra del Vesuvio Kōstas Manōlas, che con Kalidou Koulibaly comporrà una delle coppie di difensori centrali più forti d’Europa, Giovanni Di Lorenzo, Eljif Elmas e Hirving “El Chucky” Lozano, l’acquisto più oneroso nella storia del Napoli (42 milioni). L’eventuale arrivo di un centravanti di prima fascia (il sogno è Icardi) potrebbe colmare la lacuna più evidente dello scorso anno e ridurre il gap nei confronti della Juve.
Molta attesa suscita proprio lo scontro diretto contro i bianconeri, in programma già il 31 agosto a Torino, quando gli azzurri sperano che i rivali non abbiano ancora assimilato il cambio di guida tecnica per dare un grosso dispiacere all’ex Sarri.

Mentre il Napoli ha seguito il percorso della continuità, l’Inter è andata nella direzione opposta, come testimoniano le scelte forti operate da Beppe Marotta e Antonio Conte, tornato nel campionato italiano cinque anni dopo l’addio alla Juve.
L’ex CT dell’Italia ha subito messo alla porta Radja Nainggolan, prestato al Cagliari dopo essere stato appena un anno fa l’acquisto più importante dei nerazzurri, e Icardi, finora risoluto nel rifiutare ogni trasferimento. A essi, nel corso della preparazione, si è aggiunto Ivan Perišić, non ritenuto idoneo dal tecnico per il suo 3-5-2 e ceduto al Bayern Monaco con la formula del prestito con diritto di riscatto.

Non solo cessioni importanti, però, dato che l’Inter è la squadra che ha speso di più sul mercato, intervenendo in tutti i reparti.
In difesa è arrivato Diego Godín, che, insieme a Milan Škriniar e Stefan de Vrij, andrà a formare un terzetto difficilmente superabile. A centrocampo Nicolò Barella, Stefano Sensi e Valentino Lazaro garantiscono tecnica, dinamismo e gioventù. L’attacco nerazzurro poggerà sulle robuste spalle di Romelu Lukaku, fortemente voluto da Conte e al centro della telenovela dell’estate 2019, essendo stato a un passo dalla Juve. Il centravanti belga, che avrà il numero 9 tolto a Icardi e rappresenta il colpo più oneroso nella storia del club (65 milioni + 13 di bonus), dovrebbe essere affiancato da Alexis Sánchez, di ritorno in Italia dove si è affermato con la maglia dell’Udinese tra il 2008 e il 2011.

I nerazzurri sono chiamati a fare meglio della scorsa stagione, quando, da tutti additati come l’anti-Juve, hanno strappato il quarto posto e la qualificazione in Champions solo all’ultima giornata, al termine di un’incredibile gara contro l’Empoli. L’impressione è che Conte sia la persona giusta per riuscire in tale intento, avendo già compiuto imprese simili con la Juve, campione d’Italia dopo due settimi posti consecutivi, e con il Chelsea, sul trono d’Inghilterra dopo una decima posizione.

Alle spalle di Juventus, Napoli e Inter regna l’equilibrio. La sorprendente Atalanta di Gian Piero Gasperini, terza lo scorso anno, ha mantenuto intatta l’ossatura dell’ultima annata, eccezion fatta per Gianluca Mancini (passato alla Roma), aggiungendo elementi esperti come Martin Škrtel, ottantasette presenze tra Champions League e Coppa UEFA/Europa League con Zenit San Pietroburgo, Liverpool e Fenerbahçe, e Luis Muriel, più di una semplice alternativa al connazionale Duván Zapata. In più, è arrivato Ruslan Malinovs'kyj, centrocampista dalle spiccate doti offensive (16 reti nella passata stagione con il Genk in Belgio) a segno nell’amichevole tra Italia e Ucraina dell’ottobre 2018.
Considerando l’impegno della prima storica partecipazione alla Champions League, che i bergamaschi giocheranno a San Siro, sarà complesso ripetere l’exploit dello scorso campionato, anche se la “Dea”, a partire dal match contro il Lecce di inizio ottobre, potrà beneficiare del rinnovato Atleti Azzurri d’Italia (ufficialmente denominato Gewiss Stadium), simbolo delle ambizioni della società del presidente Antonio Percassi.

Il Milan ha vissuto l’ennesima estate di cambiamenti societari, con l’addio del direttore generale dell’area tecnica Leonardo, la promozione di Paolo Maldini a direttore tecnico, l’arrivo di Frederic Massara come direttore sportivo e il ritorno di Zvonimir Boban in qualità di chief football officer.

Per quanto riguarda il campo, i rossoneri, esclusi dall’Europa League per aver violato le norme del fair play finanziario, ripartono con Marco Giampaolo in panchina e con un mercato fatto di calciatori dal nome poco altisonante, ma funzionali al gioco dell’ex allenatore della Sampdoria.
Léo Duarte permetterà a Mattia Caldara di recuperare al meglio dai gravi infortuni che gli hanno impedito di esordire con il “Diavolo” in Serie A. Theo Hernández vuole dimostrare che i 30 milioni pagati dal Real Madrid due anni fa non sono stati un errore. Rade Krunić e Ismaël Bennacer (fresco di vittoria della Coppa d’Africa con l’Algeria e di nomina come miglior giocatore della manifestazione) sono stati tra i maggiori protagonisti della stagione tanto bella quanto sfortunata dell’Empoli, retrocesso pur mettendo in mostra una delle proposte di gioco più interessanti del campionato. Rafael Leão, 8 gol nel Lille vice-campione di Francia, rappresenta il futuro dell’attacco rossonero, ma la speranza del Milan è che possa essere determinante già nel presente.

Il mercato in entrata e in uscita non è ancora chiuso e non è dunque semplice capire quale possa essere la rosa definitiva che avrà a disposizione Giampaolo, rivitalizzato dall’esperienza a Empoli nel 2015/2016 e confermatosi nel triennio alla Sampdoria, tanto da meritare la prima opportunità della sua carriera in una big del calcio italiano.
Per il futuro economico e sportivo del club sarà fondamentale arrivare nei primi quattro posti e qualificarsi in Champions League, competizione dalla quale i rossoneri mancano ormai da sei stagioni.

Desta tanta curiosità la Roma di Paulo Fonseca, tecnico portoghese proveniente dallo Shakhtar Donetsk, con cui ha ottenuto tre accoppiate consecutive tra campionato e coppa nazionale.

Dato l’addio alla maggior parte dei calciatori arrivati sotto la gestione Monchi, il nuovo DS Gianluca Petrachi, artefice dell’impetuosa crescita del Torino dalla Serie B all’Europa, è intervenuto principalmente nel reparto difensivo, tallone d’Achille nella passata stagione. Tanti i nuovi acquisti: Pau López, portiere spagnolo che deve far dimenticare al popolo giallorosso l’infelice esperienza di Robin Olsen; Davide Zappacosta e Spinazzola, che con Alessandro Florenzi (nuovo capitano dopo l’addio di Daniele De Rossi) e Aleksándar Kolárov formano un pacchetto di terzini di ottimo livello; Gianluca Mancini e Yıldırım Mert Çetin, che avranno il compito di non far rimpiangere Manolas.
Nell’ambito dell’affare che ha portato il difensore greco a Napoli, la Roma ha avuto come parziale contropartita Amadou Diawara, in cerca di rilancio dopo le troppe panchine degli ultimi anni. Oltre al guineano, a centrocampo è arrivato anche Jordan Veretout, tra i pochi a salvarsi nella difficile annata vissuta dalla Fiorentina. In attacco il vero colpo è stata la conferma di Edin Džeko, a lungo accostato all’Inter, ma ritenuto imprescindibile da Fonseca.

Restando nella Capitale, la Lazio, a differenza dei cugini, ha cambiato ben poco, confermando Simone Inzaghi in panchina e integrando l’organico con il difensore Denis Vavro, prelevato dal Copenaghen, lo spagnolo Jony e Manuel Lazzari, tra i migliori terzini fluidificanti dell’ultimo biennio in Serie A.

Tra le altre compagini che ambiscono a un piazzamento in zona Europa, fari accesi sul Torino, il cui campionato potrebbe dipendere in parte dall’esito dello spareggio per l’accesso alla fase a gironi di Europa League contro il Wolverhampton, e, ancor di più, sulla Fiorentina.
I viola, salvatisi solo all’ultima giornata a maggio, hanno un nuovo proprietario, Rocco Commisso, desideroso di regalare all’esigente piazza fiorentina una squadra competitiva.

In porta fiducia a Bartłomiej Drągowski, messosi in evidenza nella seconda parte della scorsa stagione a Empoli. Dal Sassuolo sono arrivati Pol Lirola, nella rosa della Spagna campione d’Europa Under-21 quest’estate, e Kevin-Prince Boateng, distintosi positivamente nelle vesti di falso nueve con il Sassuolo prima di passare al Barcellona, con cui ha raccolto appena quattro presenze complessive tra gennaio e maggio. Dopo l’anno alla Lazio, è ritornato a Firenze Milan Badelj, che sarà affiancato a centrocampo da Erick Pulgar, autore di gol decisivi nella corsa salvezza del Bologna.
Il fiore all’occhiello è senza dubbio Franck Ribéry. Il francese, svincolatosi dal Bayern Monaco dopo dodici anni e ventiquattro trofei, seppur trentaseienne, ha tutte le caratteristiche per regalare spettacolo e far divertire il pubblico viola in coppia con Federico Chiesa, confermato dal patron e dalla dirigenza malgrado le tante voci di mercato che lo hanno interessato.

Chi ha voglia di vivere una stagione importante, non accontentandosi della salvezza, è il Cagliari. Confermati Alessio Cragno e Leonardo Pavoletti, i sardi possono contare sui ritorni di Luca Pellegrini e Nainggolan, fulcro di un centrocampo di assoluto valore con i nuovi acquisti Marko Rog e Nahitan Nández, arrivato dal Boca Juniors per 18 milioni (la spesa più onerosa nella storia del club).

Cambio di guida tecnica per le due genovesi. Il Genoa, che ha mantenuto la categoria all’ultimo respiro, riparte da Aurelio Andreazzoli e dal solito tourbillon di mercato, che in questa sessione ha portato sotto la Lanterna Lasse Schöne, perno di centrocampo nell’Ajax semifinalista di Champions League.
Eusebio Di Francesco, esonerato a marzo dalla Roma, proverà a rilanciarsi alla Sampdoria, il cui presidente non dovrebbe più essere Massimo Ferrero, in procinto di cedere il club blucerchiato al gruppo CalcioInvest LLC, capitanato da Gianluca Vialli.

Al pari della Lombardia, l’Emilia-Romagna sarà la regione maggiormente rappresentata della Serie A 2019/2020, potendo schierare quattro squadre.
Il Bologna proverà a ripetere la cavalcata del girone di ritorno dello scorso anno, quando l’arrivo di Siniša Mihajlović in panchina e i numerosi acquisti effettuati nel mercato di riparazione hanno permesso ai rossoblù di scalare la classifica, passando dal diciottesimo al decimo posto finale. I felsinei, che hanno rinforzato l’organigramma societario con Walter Sabatini, proveranno a regalare una stagione tranquilla al proprio allenatore, che sta combattendo contro la leucemia.

Il Parma, unica neopromossa dello scorso anno capace di mantenere la categoria, ha confermato quasi interamente l’organico dell’ultimo campionato, rafforzando il reparto offensivo con Andreas Cornelius e Yann Karamoh. La velocità di quest’ultimo conferma la volontà del tecnico Roberto D’Aversa di puntare sulle ripartenze, avendo in rosa anche il confermato Gervinho, decisivo nella salvezza dei ducali con i suoi undici gol.

Il Sassuolo, mai retrocesso dal suo esordio in massima serie nel 2013, ha attinto a piene mani dall’Empoli, da cui sono stati acquistati Hamed Traorè, centrocampista classe 2000 già entrato in orbita Juve, e Ciccio Caputo, sedici reti nell’ultimo campionato, di cui non ha saltato neanche un minuto. Rispetto allo scorso anno, l’obiettivo dei neroverdi, che hanno riportato in Italia Pedro Obiang dopo quattro stagioni al West Ham, è rimasto immutato: valorizzare i calciatori a disposizione attraverso il collaudato impianto di gioco di Roberto De Zerbi, accostato alle panchine di Milan e Roma durante l’estate e monitorato anche dal Barcellona nei mesi scorsi.

Corsa e spirito di sacrificio sono i capisaldi che hanno condotto la SPAL a ottenere due salvezze consecutive tutt’altro che scontate. La ricetta sarà la medesima anche in questa stagione, la sesta per Leonardo Semplici alla guida degli estensi. Questo dato rende il tecnico toscano l’allenatore più longevo della Serie A sulla stessa panchina. Il modo migliore per festeggiare tale traguardo sarebbe centrare ancora una volta la permanenza nella massima serie, prima magari di spiccare il volo verso piazze più ambiziose.

Dopo aver contribuito alle ultime due salvezze dell’Udinese da subentrato (ad aprile nel 2018 e a marzo nel 2019), Igor Tudor ha finalmente l’occasione di guidare i friulani dall’inizio del campionato. Pochi i volti nuovi a disposizione del croato: il difensore Rodrigo Becão, preso dal Bahia, ma nelle fila del CSKA Mosca durante l’ultima stagione; il centrocampista Mato Jajalo e l’attaccante Ilija Nestorovoski, entrambi giunti in Friuli in seguito al fallimento del Palermo. Difficile, ciononostante, che i bianconeri possano evitare di essere coinvolti nella lotta per non retrocedere.

Infine, spazio alle neopromosse, che avranno l’arduo compito di smentire la statistica che vede l’immediato ritorno in cadetteria di almeno una di loro a partire dalla Serie A 2008/2009.

Il Brescia di Massimo Cellino, vincitore dell’ultimo campionato cadetto e di nuovo in massima serie a otto anni dalla precedente apparizione, sembra la più attrezzata del lotto, avendo confermato i pezzi pregiati (su tutti, Sandro Tonali e Alfredo Donnarumma, a quasi 29 anni pronto a esordire in Serie A). Molte delle fortune dei lombardi passeranno dalla vena di Mario Balotelli, all’ennesima ripartenza della sua carriera. Le “Rondinelle” si augurano che “Super Mario” possa ripercorrere le orme di Roberto Baggio e Pep Guardiola, capaci di rilanciarsi con la maglia biancazzurra.

Dopo sette stagioni di assenza, di cui sei vissute in Lega Pro/Serie C, il Lecce ha voglia di tenersi stretta la categoria e, per farlo, ha scelto di puntare sull’esperienza di giocatori come Luca Rossettini, Andrea Rispoli e Diego Farias. Grandi aspettative sono riposte in Gianluca Lapadula, che vuole riscattare il tribolato biennio vissuto al Genoa.

Il compito più impervio spetta al Verona, promosso da quinto classificato tramite i play-off e voglioso di evitare il saliscendi degli ultimi anni. I gialloblù, allenati da Ivan Jurić, alla ricerca di continuità dopo i tre esoneri subiti nell’arco delle tre stagioni al Genoa, si affidano all’eterno Giampaolo Pazzini, centoundici volte a segno in Serie A.

Dal 24 agosto 2019 al 24 maggio 2020. Nove mesi e 380 partite che ci condurranno al primo Europeo itinerante della storia, che avrà inizio allo stadio Olimpico di Roma il prossimo 12 giugno. La speranza è che quel giorno possa scendere in campo l’Italia di Roberto Mancini, smaniosa di cancellare definitivamente il triste ricordo della mancata partecipazione al Mondiale russo del 2018.

Stefano Scarinzi

24 agosto 2019

 

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