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Una Coppa a sorpresa

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Lazio-Milan e Fiorentina-Atalanta sono le semifinali di Coppa Italia. Chi scriverà il proprio nome nell’albo d’oro dopo il dominio della Juventus?

Premessa: non siamo ai livelli dei “giant killings” che da sempre caratterizzano la storia della FA Cup, quindi dimentichiamoci che la formula attuale della Coppa Italia permetta a squadre dello stesso rango di Millwall e Swansea, militanti nella seconda serie inglese e pronte a disputare i quarti della competizione più antica al mondo, di poter sognare di arrivare a Roma per giocarsi la finale della coppa nazionale. Detto questo, è però innegabile che i quarti di finale dell’attuale edizione della Coppa Italia abbiano riservato grosse sorprese.

La più grande è stata senza dubbio la fragorosa eliminazione della Juventus, reduce da quattro affermazioni consecutive nella manifestazione, ma travolta con un netto 3-0 dall’Atalanta. I bergamaschi, magistralmente guidati da Gian Piero Gasperini, ormai sono più di una semplice outsider e, dopo il quarto posto di due anni fa e la bella avventura in Europa League della scorsa stagione, sono ulteriormente migliorati grazie alla straordinaria vena realizzativa di Duván Zapata, già a segno 21 volte nell’annata.
Nonostante il leggero calo delle ultime settimane, che ha allontanato la “Dea” dal sogno Champions League, Gomez e compagni sembrano avere tutte le carte in regola per poter tornare in finale ventitre anni dopo l’ultima volta, quando i nerazzurri furono sconfitti proprio dalla Fiorentina, ultimo ostacolo sulla strada che porta all’Olimpico di Roma. Se nel 1996, però, la doppia sfida che assegnava il trofeo fu a senso unico, con i viola che s’imposero sia a Firenze sia a Bergamo guidati da un implacabile Batistuta, questa volta l’ago della bilancia sembra pendere leggermente di più dalla parte dell’Atalanta, vogliosa di conquistare la Coppa Italia 56 anni dopo l’unica volta.

Sono 18, invece, gli anni passati dall’ultima affermazione della Fiorentina nella manifestazione. Era il 2001 quando i toscani, allenati dall’attuale CT dell’Italia Roberto Mancini, all’epoca non ancora provvisto di patentino, superarono il Parma nel doppio confronto grazie alla regola dei gol in trasferta e conquistarono la sesta Coppa Italia della loro storia, ultima gioia prima della retrocessione e del fallimento del 2002, con successiva ripartenza dalla C2. Da allora, nonostante stagioni e notti eccezionali, specialmente in campo europeo, i gigliati non sono riusciti a vincere alcun titolo, giungendo in finale di Coppa Italia in una sola occasione, nel 2014, contro il Napoli, vittorioso 3-1 in una sera funestata dagli scontri del prepartita che portarono alla morte del tifoso partenopeo Ciro Esposito.
Il mercato invernale sembra aver colmato la più grossa lacuna evidenziata nella prima metà della stagione: l’acquisto di Muriel, già a segno in cinque occasioni tra Serie A e Coppa Italia, ha regalato a Stefano Pioli la punta che mancava, sortendo anche l’effetto di risvegliare Giovanni Simeone, tutt’altro giocatore rispetto a quello abulico dei mesi scorsi.
I 24 gol realizzati nelle otto partite disputate nel 2019 testimoniano la facilità con cui i viola riescono a gonfiare le reti avversarie. Riuscire a trovare un maggiore equilibrio anche in fase difensiva potrebbe consentire alla Fiorentina di compiere quel salto di qualità necessario per fare in modo che il roboante 7-1 inflitto alla Roma nei quarti non resti un episodio isolato e che il trionfo nella competizione sia qualcosa più di un sogno. Senza dimenticare la fame e la voglia di Federico Chiesa, leader indiscusso della sua squadra nonostante debba ancora compiere 22 anni. Due partite giocate nella Coppa Italia 2018/2019 e cinque gol segnati: il biglietto da visita con cui si presenta alla doppia sfida con l’Atalanta è sicuramente di tutto rispetto.

Grande equilibrio caratterizza anche l’altra sfida in programma: Lazio e Milan può essere definita ormai una classica della competizione, con le due squadre che si ritrovano in semifinale appena un anno dopo il loro ultimo incrocio, che sorrise al Diavolo, vittorioso ai calci di rigori dopo il doppio 0-0. Nell’ultimo quadriennio, biancocelesti e rossoneri sono stati gli unici che, alternandosi, sono arrivati a giocarsi l’ultimo atto contro la Juve, quindi è probabile che chi passerà il turno tra le due partirà con i favori del pronostico in finale.

Analizzando l’attuale stato di forma, è impossibile non considerare favorito il Milan, che sembra essersi definitivamente lasciato alle spalle l’eliminazione nella fase a gironi dell’Europa League e le difficoltà del campionato. Enormi i meriti di Rino Gattuso, fortemente a rischio poco più di un mese fa, ma in grado di rivitalizzare giocatori considerati inadeguati da gran parte dell’opinione pubblica. Emblematici i casi di Tiémoué Bakayoko, inizialmente fischiato dal pubblico di fede milanista, ma successivamente impostosi come uno dei migliori centrocampisti del campionato, e Hakan Çalhanoğlu, il quale, dopo la rete recentemente realizzata all’Atalanta, che ha interrotto un digiuno lungo nove mesi, ha pubblicamente ringraziato il proprio allenatore per la fiducia concessagli.
Formidabili, inoltre, gli innesti di Lucas Paquetá, ennesima scoperta di Leonardo sul mercato brasiliano, e, soprattutto, di Krzysztof Piątek, che ha immediatamente cancellato il triste ricordo di Gonzalo Higuaín. Proprio la doppietta dell’attaccante polacco, capocannoniere del torneo con 8 gol (6 realizzati con la maglia del Genoa), nel giorno del suo esordio da titolare con i rossoneri ha permesso al Milan di superare il Napoli nei quarti di finale e di candidarsi probabilmente al ruolo di favorito per la conquista della Coppa Italia, trofeo vinto dal Diavolo in cinque occasioni, ma che manca nella bacheca dal lontano 2003 e che consentirebbe al club guidato dal fondo Elliott di acquisire maggiore consapevolezza in vista del futuro.

Sei le Coppe Italia presenti nel palmarès della Lazio, di cui cinque conquistate dal 1998 a oggi (nessuna squadra ne ha conquistate tante nello stesso lasso di tempo), segno che il feeling tra i biancocelesti e la competizione è molto forte. La squadra di Simone Inzaghi, tuttavia, arriva al match d’andata reduce da un periodo difficile sia per i risultati (tre sconfitte consecutive tra Serie A ed Europa League, dove è arrivata l’eliminazione per mano del Siviglia) sia per i tanti infortuni che hanno falcidiato la rosa.
I sette punti di distacco dal quarto posto, occupato dal lanciatissimo Milan, sebbene con una gara in meno, obbligano i capitolini a concentrare gran parte delle proprie energie sulla coppa nazionale, divenuta l’obiettivo primario della stagione. Imprescindibili per tentare l’impresa come avvenuto contro l’Inter nei quarti di finale i pieni recuperi di Sergej Milinković-Savić e Ciro Immobile, entrambi lontani dagli standard degli scorsi anni.

Da non sottovalutare le tempistiche del doppio confronto, dal momento che passeranno due mesi tra i match d’andata e quelli di ritorno, in programma il 24 aprile. Difficile, pertanto, poter anche soltanto immaginare in che condizioni arriveranno le squadre in primavera inoltrata.
Ciò che è sicuro, invece, è che la coccarda della Coppa Italia verrà cucita su una maglia diversa da quella della Juve e che, di conseguenza, dopo quattro edizioni di fila, la Supercoppa Italiana vedrà la partecipazione di una formazione presente per aver effettivamente vinto un titolo e non solo in qualità di finalista sconfitta.

Stefano Scarinzi
26 febbraio 2019

 

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