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Incontri da LIBRI&CAFFE’ al Teatro Mercadante. Il mare non bagna Napoli

 

Martedì 5 marzo ore 18 presso lo spazio LIBRI&CAFFE’ al Teatro Mercadante incontro con i registi dei cinque spettacoli tratti dal romanzo di Anna Maria Ortese, Il mare non bagna Napoli, nell’ambito del progetto omonimo promosso dal Teatro Stabile e a cura di Luca De Fusco. Presenti i registi Luca De Fusco, Paolo Coletta, Alessandra Cutolo, Antonella Monetti e Lina Dalisi. Introduce Salvatore D’Onofrio. Conduzione affidata al critico teatrale de la Repubblica, Giulio Baffi.

L’incontro ripercorrerà le tappe del progetto, il suo inedito format produttivo, i temi e le suggestioni che hanno guidato le singole messe in scena attraverso la viva voce dei registi.

Destinato al Ridotto del Mercadante per la Stagione 2012/2013, il ciclo di spettacoli è iniziato lo scorso 15 gennaio con il debutto di Un paio di occhiali con la regia di Luca De Fusco, seguito – secondo il calendario di seguito specificato – da quelli di Interno familiare firmato da Paolo Coletta, Oro a Forcella della regista Alessandra Cutolo, La città involontaria di Antonella Monetti, e si concluderà con il debutto de Il silenzio della ragione, regia di Linda Dalisi, di lunedì 11 marzo, con repliche fino a domenica 17.

Oro a Forcella

Al Ridotto del Mercadante dall’11 al 17 febbraio lo spettacolo ispirato ai racconti de Il mare non bagna Napoli della Ortese
Dopo Un paio di occhiali e Interno familiare continua con il debutto di Oro a Forcella affidato alla regia di Alessandra Cutolo – in scena da lunedì 11 a domenica 17 febbraio al Ridotto del Mercadante – il ciclo di allestimenti dei racconti del volume Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese.

Interpreti dello spettacolo sono Antonella Attili, Toti Carcatella, Flora Faliti, Anna Patierno. I costumi sono firmati da Zaira de Vincentiis; il disegno luci è di Gigi Saccomandi.

Napoli ricorda la Shoah

Concerto per la Giornata della Memoria al Teatro di Corte di Palazzo Reale. Evocativa trasposizione dell’immane sacrificio ebraico nel canto straziante e dolente dell’umana sofferenza.
Il Teatro di San Carlo commemora la Giornata della Memoria, riconosciuta dalla Repubblica italiana per celebrare l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz ad opera delle truppe sovietiche il 27 gennaio 1945.  Il programma del concerto, svoltosi il giorno dell’anniversario nel Teatro di Corte di Palazzo Reale, si articola nell’esecuzione del brano per vibrafono e coro, Valsevaerk, del compositore danese Bo Holten, eseguita nella prima parte, e nel Requiem per soli, coro, vibrafono, organo, pianoforte e percussioni, brano composto dall’autore napoletano, Gaetano Panariello. In scena Marco Pezzenati (percussioni), Pasquale Bardaro (vibrafono), Vincenzo Caruso (pianoforte), Riccardo Fiorentino (organo), il Coro del massimo partenopeo, il soprano Rosanna Savoia, il contralto Candida Guida, il tenore Marcello Nardis, il basso Simone Alberti. Voci recitanti: Mariano Rigillo e Annie Pempinello. Direttore: Salvatore Caputo.

Ionesco al Theatre de Poche

Una camera, due tavoli, una finestra, una porta, una coppia. Lui maneggia nervosamente gli oggetti posti sulla scrivania, lei si osserva voluttuosa nella specchiera. Fuori si ode l’incedere incalzante della guerra. Così inizia la pièce Il gioco della coppia, rappresentata al Theatre de Poche di Napoli durante le festività natalizie - liberamente ispirata a Delirio a due, una delle opere minori del drammaturgo Eugène Ionesco pubblicata nel 1962 - con Peppe Miale e Lorena Leone, regia di Sergio Di Paola.

Una convulsa girandola di parole nonsense scandisce il tempo di una logora relazione che si crogiola nei voluti paradossi di un dialogo assurdo circondato dall’ossessiva presenza degli oggetti, maschera dell’incomunicabilità. I principi del teatro dell’autore di origine romena, archetipi del teatro dell’assurdo di cui Ionesco n’è il maggior esponente insieme a Beckett e ad Adamov, vengono riproposti in quest’adattamento. La disarticolazione del linguaggio, elemento di rottura del teatro nuovo rispetto ai canoni della drammaturgia classica, diventa emblema della conflittualità interna ad una coppia specchio, a sua volta, di un estenuante conflitto che si propaga ben oltre le mura domestiche. Un uomo ed una donna, conviventi da anni, ogni giorno inscenano una piccola guerra tra le pareti bombardate del loro piccolo mondo. Incuranti della tragedia collettiva che, indifferente, continua a svolgersi appena fuori dalla finestra, i due si lasciano condurre dal gioco accattivante delle parole in libertà, ostinandosi a rimanere ognuno ostaggio delle proprie certezze oltre i limiti dell’evidente assurdità delle rispettive convinzioni.

Meeting the stars and performing

Al Vomero, dalle ore 18.30 di lunedì 10 dicembre, performance e dialoghi con gli artisti dell'Opera. Ospiti Cinzia Forte e Saimir Pirgu
La straordinaria e unica opportunità che Meeting the stars and performing ovvero Il Commento e il Cimento offrirà ai partecipanti è quella di cimentarsi in brevi performance, al cospetto, benevolo e amichevole, di critici ed esperti internazionali, nonché di interpreti in carriera.
In concomitanza con le inaugurazioni delle Stagioni delle principali Istituzioni Lirico-Sinfoniche italiane, il giorno 10 dicembre 2012, alle ore 18,30 nella Sala Gala di Dance Company, in via S.Gennaro ad Antignano n. 81 (piazza Bernini) a Napoli, due tra i maggiori interpreti di La Traviata della storia recente, attualmente protagonisti al Teatro di San Carlo, incontreranno melomani, studenti e appassionati, raccontando aneddoti, retroscena, fatiche e soddisfazioni di una delle più belle professioni del mondo.

"La grande magia" di Luca de Filippo

Al Teatro San Ferdinando, Luca de Filippo ha portato in scena “La Grande Magia”, opera scritta ed interpretata dal padre Eduardo nel 1948.
Una sala gremita con il pubblico incantato dalla metamorfosi che l’attore ha saputo dare alla sequenza dei tre atti, calandosi nel personaggio, indossando un’eccellente maschera degna della commedia che ha interpretato, con il risultato di conquistare da subito l’attenzione e il plauso dell’intera platea. Ottima la mimica, i colori, i costumi e le scene di tutti i personaggi, ognuno ha recitato la parte con spirito, passione e determinazione in ogni loro piccolo gesto.

C’è del pianto in queste lacrime. Il dolore di Napoli nella sceneggiata

Il programma di settembre del Napoli Teatro Festival Italia si è concluso, domenica 30 settembre, con lo spettacolo C’è del pianto in queste lacrime in scena al Teatro San Ferdinando. Due ore e 45 minuti circa di messa a nudo della Napoli vernacolare, della città oscura sopraffatta dal peso tribolante della sua tradizione, retaggio vivo nella carne, celato nei meandri più riposti dell’anima: la sceneggiata.

Napoli Teatro Festival Italia 2012. Ritorna il teatro in città

Ritorna il Napoli Teatro Festival Italia dopo la fortunata rassegna del mese di giugno. Dal 25 al 30 settembre gli storici teatri napoletani ospitano i sette spettacoli in programma. Filo conduttore delle opere in rassegna è il rapporto tra il mondo contemporaneo e la classicità, in un’ideale prosecuzione di luoghi temi e personaggi trasposti sull’eterna scena del variopinto universo teatrale umano.
Si comincia martedì 25 settembre con l’Antigone diretto da Luca De Fusco, regista e direttore della rassegna, e riscritta per l’occasione da Valeria Parrella. Rivisitazione di un classico della drammaturgia con al centro l’indissolubile conflitto tra le leggi dello Stato e l’ethos impersonato dall’eroina Antigone, in un contesto dai contorni attuali dove ancora sussiste il dissidio tra interiorità ed esteriorità nel rapporto uomo-legge, cittadino-stato. (25- 26 settembre, Teatro Mercadante).

Galleria Toledo. La tradizione contemporanea del Teatro

La stagione artistica 2012-2013 di Galleria Toledo presenta un cartellone fitto di spettacoli, convegni, produzioni legati al rapporto classicità-contemporaneità. Il filo conduttore, caratterizzante la natura sperimentale del teatro d’innovazione, è il legame tra l’esperienza scenica tramandata dalla tradizione del teatro classico e le nuove forme di espressione artistica. Si stringono in un’ideale continuità tra passato e presente, infatti, le produzioni del teatro di Shakespeare, Tolstoj, Petito fino a giungere alla realtà napoletana legata alla distruzione paradigmatica del territorio e al crescente connubio teatro-danza.

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