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Spettacolo

Napoli teatro della “Voce Umana” nel nuovo film con Sophia Loren

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Presentato, in anteprima al Teatro Mercadante, il cortometraggio tratto dalla pièce teatrale omonima di Jean Cocteau con la regia di Edoardo Ponti.

Sophia Loren ha realizzato un desiderio coltivato da anni. Interpretare il ruolo di Angela, ruolo che fu di Anna Magnani nell’episodio “L’amore” diretto da Roberto Rossellini. Desiderio che si è compiuto nella sua Napoli che fa da sfondo, solo in apparenza stridente, alla solitudine di una donna. La viscerale presenza della città si mescola all’appassionata interpretazione di una donna, e di un’attrice, fortemente legata agli affetti, ai luoghi, ai ricordi.

Shakespeare al Sancarluccio

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Cinque serate dedicate al grande drammaturgo inglese. In scena dal 21 al 25 maggio 2014 presso il Nuovo Teatro Sancarluccio

In occasione del 450° anniversario dalla nascita di William Shakespeare, il Teatro sito in via S. Pasquale a Chiaia dedica una rassegna al padre della drammaturgia moderna. La manifestazione, intitolata “Tutto il mondo è palcoscenico”, offrirà un tributo particolare al genio del drammaturgo inglese, attraverso rivisitazioni e adattamenti proposti dagli artisti in scena. Un omaggio doveroso che vuole colmare l’assenza a Napoli – sottolinea il direttore artistico della rassegna, Gianmarco Cesario – “di una manifestazione così importante, riguardo al più grande autore teatrale di tutti i tempi”.


Si comincia il 21 maggio con lo spettacolo “Shakespeare is love”, riscrittura dei sonetti, dei dialoghi e dei monologhi più significativi del percorso artistico-teatrale del grande autore. Un percorso che, nella versione proposta al Sancarluccio, verrà presentato con interpretazioni singolari accompagnate dal suono di un’arpa. Regia di Fabio Pisano, con Ciro Giordano Zangaro, Titti Nuzzolese, Edoardo Sorgente e, all’arpa, Valerio Gargiulo.

Il tributo proseguirà con “Ofelia e le altre”, in scena il 22 maggio, rappresentazione in chiave ironica su uno dei cardini del teatro elisabettiano, ossia l’esclusione della donna dalle scene. Esclusione però non senza paradosso poiché la donna, assente sulla scena, veniva comunque interpretata dagli attori consentendo – così – ai maschi di calarsi nell’universo femminile. Elaborazione scenica di Cinzia Mirabella, con Alessandra D’ambrosio e Cinzia Mirabella.

Esito di un’approfondita ricerca sulla figura di Francesco II di Borbone, detto Francischiello, è l’approdo alla comparazione tra il re di Napoli e il giovane principe di Danimarca, Amleto. Uno studio shakespeariano di e con Carmine Borrino, con musiche di Lino Cannavacciuolo, è la singolare rappresentazione “Francischiello. Un Amleto re di Napoli”, in scena il 23 maggio. L’analisi sull’Amleto consente all’autore di creare una sovrapposizione tra i fatti rappresentanti da Shakespeare nel noto dramma e le vicende della Napoli borbonica del 1860. La profonda fede cristiana di Francesco che sfocia nella conoscenza di Sant’Agostino, porterà al drammatico quesito sul dilemma tra essere e non essere, così come il tradimento di un cugino e l’esitante azione-reazione al tradimento e alla vendetta. Questi sono solo alcuni dei temi proposti da Borrino nella particolare comparazione scenica tra i due personaggi.

Sabato 24 maggio è la volta di un classico shakespeariano, “Othello”, nell’inedita rilettura fatta da Andrea Cioffi con i toni della commedia. Per questa rappresentazione, il regista si avvale della presenza in scena di un cast costituito da giovani attori ex allievi della scuola dello Stabile di Genova e di attori multirazziali. Sinergia che nasce dalla collaborazione tra associazioni attive nei progetti di integrazione.

La chiusura della rassegna, domenica 25 maggio, è affidata all’anticipazione di un progetto dedicato alla figura di Riccardo III. Titolo della rappresentazione è, infatti, “Preludio alla tragedia di re Riccardo III di William Shakespeare” a cura di Roberto Azzurro, voce e volto dello spettacolo.

Nuovo Teatro Sancarluccio, via S. Pasquale a Chiaia 49, tel. 081 410 44 67 – 081 544 88 91; mail: suoniescene@lib

Orario spettacoli: ore 21
Costo biglietto: € 12,00

Cinema Vittoria, proiezioni all’avanguardia per la storica monosala del quartiere Vomero-Arenella

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Il Vittoria, monosala cittadina (in attesa di inaugurare una seconda sala), festeggia 75 anni dall'apertura dopo una radicale ristrutturazione e il montaggio, unica sala a Napoli con il Modernissimo, del nuovo proiettore digitale 4K. Si comincia l’11 febbraio con il documentario Pompei. Serata speciale per il 14 febbraio con il classico Colazione da Tiffany che verrà proiettato in 4K, strumento digitale della Sony, in grado di valorizzare i film sul grande schermo rispetto alla consueta proiezione in 2K.


In un contesto culturale particolarmente critico per Napoli, dove tra chiusure di storiche librerie – come Guida prima con la sede del Vomero poi con la sede di Port’Alba – e la cessata attività di grandi cinema cittadini come l’Arcobaleno – un soffio di vitalità sembra essere offerto dalla monosala vomerese.

"Evitiamo il depauperamento della vita sociale e culturale della nostra città", questo l'appello lanciato dall'AGIS Campania dopo la chiusura della multisala Arcobaleno.

Il Vittoria fa quindi un balzo nel futuro, ricordando però la storia di un cinema nato nel lontano 1939 e che oggi celebra tre quarti di secolo di attività: per celebrare la ricorrenza la società di gestione, la “Spec Cinematografica” ha deciso di offrire all'affezionato pubblico, fidelizzato con uno storico cineforum che da sempre presenta un prodotto accuratamente selezionato, una programmazione di contenuti alternativi, come la digitalizzazione consente, per soddisfare i palati più disparati.

Si comincia l'11, 12 e 13 febbraio (ingresso 4 euro) con Pompei, l'acclamato documentario del British Museum, che ripercorre la storia del 79 a.C. in maniera nuova ed originale (ci saranno anche delle proiezioni per le scuole su richiesta). Il giorno di San Valentino (ingresso 7 euro) ci si potrà invece tuffare nel romanticismo con Colazione da Tiffany, capolavoro di Blake Edwards con Audrey Hepburn, realizzato in 4K e che potrà essere gustato al massimo solo sul grande schermo del Vittoria, dotato di questa apparecchiatura.

Ma gli appuntamenti di qualità proseguiranno con il 19 febbraio con l'Aida di Giuseppe Verdi nella realizzazione discussa de La Fura dels Baus all'Arena di Verona, per poi passare, il 26 febbraio, al fenomeno di Natale Spaghetti Story, l'opera prima di Ciro de Caro, diventata un autentico caso per il grande successo riscosso a Roma e per gli ottimi risultati nei festival in cui è stato proposto. Il 5 marzo Guido Lombardi e Gaetano di Vaio presenteranno Là-Bas, il film che ha rivelato il talento del regista napoletano.

L'11 marzo è la volta di Enzo Avitabile Music Life, il documentario di Jonathan Demme nato dopo l'incontro dei due grandi talenti al Napoli Film Festival (che collabora alla realizzazione del programma) ed infine, per questa prima parte di celebrazioni, il 18 marzo tocca ad Alessandro Rak presentare il film di animazione L’arte della felicità, che ha avuto un notevole successo a livello internazionale.

Abbiamo cercato di mettere su un cartellone di eventi di spessore culturale – spiega Mario Violini, uno dei soci del Vittoria – per festeggiare il nostro anniversario e reagire alle difficoltà che il settore sta vivendo. Vogliamo rilanciare con contenuti diversi la centralità di una sala cinematografica sempre più importante nel mantenere attiva e vivace la vita serale di un grande quartiere come il Vomero-Arenella che si sta trasformando in maniera strisciante in quartiere dormitorio, dove la cultura nelle forme più disparate, dalle sale cinematografiche alle librerie, non ha più spazio”.

Federico Salvatore, un’artista “contro”

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Federico Salvatore non è più il comico da cabaret che conquistò una grande fetta di pubblico nazionale negli anni 90. Non lo è più già da almeno 10 anni, ma in pochi sembrano essersene accorti. Da Quando ha smesso di far soltanto ridere, di Federico Salvatore si sono quasi perse le tracce. Almeno per quella tv generalista che lo ha prima osannato come fenomeno nazionalpopolare, ai tempi di “Azz” e poi condannato all’oblio.

Nel 2002 l’artista nato nel quartiere Stella partecipa alla nuova edizione del Festival di Napoli con la sulfurea e incazzata “Se io fossi San Gennaro”. Un brano che, oltre a segnare una svolta nel suo percorso artistico, rompe polemicamente i fili che legano Napoli e la napoletanità ad un passato oleografico di pizza e mandolino. A dissociarsi da quel brano, che conteneva attacchi per nulla velati a politici e operatori culturali e terminava con l’augurio di una nuova eruzione del Vesuvio, sono in molti, prima tra tutti la conduttrice della kermesse Enrica Bonaccorti.

Leonardo Pieraccioni: Un fantastico via vai

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Dopo aver toccato vette di autocitazionismo francamente inaccettabili con Finalmente la felicità, Leonardo Pieraccioni, il sempregiovane della commedia italiana, torna nelle sale con un film (era ora) di segno opposto rispetto al recente passato. Un film che la critica ha già stigmatizzato (con definizione sempre più abusata) della maturità artistica.

Fortunatamente Il ragazzo di provincia, un po’ sfigato e buffo, il cazzaro di talento, sedotto e non abbandonato dalla modella di turno (preferibilmente sudamericana), sembra essere definitivamente alle spalle. In Un fantastico via vai troviamo (finalmente!)  un  Pieraccioni cinquantenne  non intento a falsificare i propri dati anagrafici, con le sue rughe, segni inconfutabili del tempo. Il protagonista del film, Arnaldo, è la controfigura, ingrigita e matura, di Levante, il giovane ragioniere la cui vita viene  improvvisamente  sconvolta dal Ciclone dell’amore, nell’omonimo film Cult del 1996.