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da Legno Storto:

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Economia

In calo il mercato dell’auto

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In calo il mercato automobilistico in Italia e in Europa. L’Unrae, che rappresenta in Italia tutte le case automobilistiche estere, con un suo comunicato dichiara: “siamo tornati indietro di 28 anni”. Anche la Federauto è preoccupata e infatti chiede al Governo un rapido provvedimento a lungo raggio per tutelare un settore che rappresenta il 12 del prodotto

interno lordo del paese. Duri gli esiti del report della Motorizzazione Civile circa il numero delle immatricolazioni delle auto nei primi mesi del 2011. Rispetto al mese di luglio dell’anno precedente vi è stato un calo del 10,69 con 137.442 immatricolazioni rispetto alle 153.886. Soltanto il 25% circa delle immatricolazioni si riferisce ad autovetture nuove. Per quanto concerne la Fiat la diminuzione delle vendite di auto si attesta intorno al 23% con 240 mila auto. Le più vendute la Fiat Punto e la Panda. Invece il marchio Lancia riscontra un risultato storico perché con le 7.300 nuove immatricolazione ottiene il miglior risultato degli ultimi dieci anni soprattutto grazie all’ingresso nel mercato della nuova Ypsilon. Non se la passa bene il marchio Alfa Romeo, che nonostante le vendite in crescita della nuova Giulietta, che perde il 3,15%. Risultati sufficienti, che fanno ben sperare per il gruppo Fiat, derivano dal lancio dei nuovi modelli del marchio Jeep in Italia che rispetto al mese di luglio dell’anno 2010 hanno riscontrato un +139% nelle vendite.

Antonino Alfano

Aumenta il differenziale tra i Btp e i Bund tedeschi

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Nonostante il primo sì alla manovra economico-finanziaria approvata in mattinata Piazza Affari registra un ribasso dell’1,7% dell’indice Ftse Mib e in particolare per i pessimi risultati degli istituti bancari che nonostante tutto sono considerati in buona forma e in salute dal presidente della Federal Reserve Bernanke. Al momento soltanto l’Unicredit ha ricapitalizzato. Si è

detto che lo sprint dei titoli bancari nelle giornate di martedì e di mercoledì sia stato il risultato di operazioni speculative da parte delle fondazioni bancarie. Giuseppe Guzzetti, presidente della Cariplo e dell’Acri, ha dichiarato che nessuna fondazione bancaria ha effettuato direttamente o indirettamente acquisti di titoli delle banche socie.  La Borsa di Milano ha registrato l’andamento giornaliero dello spread che ha toccato anche quota 300 per poi attestarsi a quota 288. Sull’intera zona Euro si estende l’ombra di un contagio della crisi del debito che non riguarda soltanto i paesi europei e l’Irlanda e pertanto la Banca Centrale Europea ha chiesto anche all’Italia un’azione decisa sulle politiche di rigore per rimettere ordine al bilancio statale.

Antonino Alfano

Arpac Multiservizi, rosso da 9,5 mln: all’Ifel il piano di rilancio

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Un piano di riorganizzazione per la Arpac Multiservizi, società in house della Regione con un disavanzo di 5,5 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2009, destinato a salire a quota 9,5 milioni nel 2010. Palazzo Santa Lucia affida alla nascente Fondazione Istituto per la Finanza e l’Economia locale Campania (Ifel), l’incarico di fornire un quadro completo di riferimento per le scelte che l’amministrazione regionale dovrà attuare, svolgendo in particolare attività istruttoria sulla situazione economico-finanziaria e patrimoniale e una valutazione dei Piani Industriali.

Il Belpaese di un tempo

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Vedendo quanto sta accadendo in Europa con la crisi del debito sovrano, in molti mi scrivono ponendomi questa domanda: l'Italia sarà la prossima Grecia? La mia risposta rimane sempre la stessa ovvero in ottica di breve termine non dovrebbero esserci motivazioni oggettive a sostegno del possibile default (nel lungo termine tuttavia sono decisamente pessimista). Pur riconoscendo che ormai la nostra nazione rappresenta un paese in via di sottosviluppo caratterizzato da un lento processo di deindustrializzazione ed impoverimento sociale può vantare rispetto agli altri PIGS ancora alcune exit strategy che le consentirebbero di salvarsi in fasi di turbolenza finanziaria.

Il nostro PIL in ribasso secondo il Fondo Monetario Internazionale

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In calo il prodotto interno lordo dell’Italia secondo il report presentato oggi a San Paolo del Brasile dal Fondo Monetario Internazionale. In generale secondo l’FMI i rischi negli ultimi mesi sono aumentati in tutto il globo e tutto questo è dovuto in particolar modo per le politiche europee non ancora incisive. L’Italia crescerà nel 2011 soltanto dell’1% mentre nel 2012

dell’1,3% per effetto del mostruoso debito pubblico. Migliore invece è il debito degli Usa che si ferma al 102,3% contro il 121% del nostro paese. L’economia mondiale comunque presenta previsioni positive soprattutto per effetto delle politiche di risanamento che tante nazioni stanno portando avanti come la diminuzione della spesa pubblica corrente e l’introduzione di un efficace ed efficiente sistema fiscale. Per la nostra nazione invece sembrano buone le previsioni rispetto al differenziale tra i Bot italiani e i Bund tedeschi la cui distanza si mantiene stabile. Il Fondo Monetario incita i paesi dell’Eurozona a sforzarsi per condurre una politica comune per combattere la crisi che se non risolta in Europa sarà contagiosa per il resto del mondo. Le potenze degli Usa e del Giappone presentano un’economia in ripresa seppur ancora debole e nello specifico il ritmo di crescita dell’economia giapponese risulta ancora oggi più lenta di quella statunitense per effetto del post-terremoto. Infine il Fondo Monetario Internazionale individua un’inflazione globale che è salita al 4% nel solo primo trimestre dell’anno in corso a causa del rincaro del petrolio e di altre materie prime.

Antonino Alfano