Giuseppe Garibaldi (1807-1882) era persona di ben altra levatura rispetto a come è presentato da un’ideologia risorgimentalista. Era alto 1,65, portava i capelli lunghi per coprire un orecchio mozzo, strappatogli probabilmente dal morso di una ragazza che violentò; si rifugiò in America latina assaltando le navi spagnole (era al soldo degli inglesi che volevano indebolire il predominio spagnolo in zona). Lo sbarco di Marsala, che diede avvio all’azione risorgimental/unitaria, avvenne sotto la protezione della flotta inglese che impediva ogni azione offensiva della marina borbonica (quella parte che non tradì).
Sui “mille”Garibaldi stesso scrisse che erano tutti di origine pessima e che le loro radici genealogiche erano nel letamaio della violenza e repressione. Fu messo in fuga il 15/05/1860 dal magg. Sforza al quale venne poi ordinato di ritirarsi, mentre inseguiva Garibaldi. L’ordine fu dato dal gen. Landi che aveva ricevuto 14.000 ducati dal Garibaldi stesso; il gen. Landi di lì a poco morì di colpo apoplettico in seguito alla scoperta del credito datogli da Garibaldi. L’arrivo a Napoli fu ancor più squallido fatto di spoliazioni e abusi di vario genere. A capo di tutto ciò v’era un uomo, Garibaldi, che conosciuto come “eroe dei due mondi”, ha avuto d’eroico solo il saper approfittare cinicamente delle contingenze esterne.
Ciro Romano
