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da Legno Storto:

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In arrivo la sanatoria per i lavoratori extra-comunitari clandestini

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Il datore di lavoro, come sancito dall’art. 5 del D.lgs. n° 109/2012, ha la possibilità di regolarizzare il personale composto da cittadini extra comunitari senza permesso di soggiorno. Lo stesso decreto stabilisce che possono chiedere il “condono” quelle imprese che nello specifico hanno assunto in nero i lavoratori senza permesso di soggiorno da almeno tre mesi prima

del 9 agosto 2012, giorno dell’entrata in vigore della legge. I lavoratori dipendenti in questione dovranno provare che vivono in Italia almeno dal 31 dicembre 2011 attraverso l’esibizione di documenti di enti pubblici e la dichiarazione di emersione dovrà essere presentata dall’azienda dal 15 settembre 2012 fino il 15 ottobre 2012 soltanto per quei lavoratori assunti a tempo pieno e non part-time (ad eccezione dei lavoratori domestici). Le imprese, per accedere alla sanatoria, dovranno sostenere un costo di euro 1000 per ogni lavoratore e contestualmente dovranno regolarizzare gli stipendi e i contributi previdenziali ed assicurativi degli ultimi sei mesi. Entro il 29 agosto saranno comunicate le modalità tecniche che le imprese dovranno seguire per compilare la richiesta di sanatoria da inoltrare allo sportello unico per l’immigrazione. Infine non sono ammessi alla sanatoria tutti quei datori di lavoro che negli ultimi cinque anni abbiano subito condanne per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per sfruttamento del lavoro. Oltre al D.lgs. n° 109/2012 un altro decreto, il D.lgs. n° 108/2012, favorisce l’ingresso ed il soggiorno per i cittadini extra U.E. che svolgono lavori altamente qualificati.

Antonino Alfano

I trasferimenti tra società dello stesso gruppo non si considerano elusivi se avvenuti con i giusti prezzi

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Spetta alla società sottoposta ad accertamento dimostrare che il prezzo, diverso dal suo “valore normale”, applicato in un trasferimento con un’altra società appartenente alla stessa holding sia giusto. Quindi l’Agenzia delle Entrate non potrà dichiarare elusivo un trasferimento se il contribuente in questione presenta valide motivazioni come stabilito dalla sentenza

della Cassazione n° 11949/2012. La normativa sul Transfer Pricing (normativa sui prezzi dei trasferimenti tra società dello stesso gruppo residenti in nazioni differenti) ha l’obiettivo di controllare i prezzi praticati nei trasferimenti tra società controllate e/o collegate per contrastare i comportamenti elusivi. Nella pratica si è potuto constatare che numerosi sono stati i tentativi messi su dalle imprese per alleviare il carico fiscale del gruppo e quindi dirottare parte degli utili verso quelle società della holding residenti in paesi caratterizzati da un sistema fiscale più attraente. L’art. 110 comma 7° del D.P.R. n° 917/1986 stabilisce che tutte le operazioni di vendita e/o di acquisto di una società italiana con un’altra residente all’estero appartenente allo stesso gruppo dovranno avvenire secondo il valore normale dei beni e/o dei servizi oggetto del trasferimento.

Antonino Alfano

Anche l’ispezione dell’INPS può produrre un accertamento dell’Agenzia delle Entrate

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Gli accertamenti fiscali scaturiscono per la maggior parte da indagini dirette dell’Agenzia delle Entrate o da controlli e/o investigazioni della Guardia di Finanza. Non si esclude quindi per legge la possibilità che un accertamento

fiscale possa partire da un’ispezione dei funzionari dell’Inps. Ad esempio quando gli ispettori dell’Inps, durante un controllo, fanno emergere dei lavoratori in nero ciò significa che l’impresa ha nascosto una parte del suo volume d’affari. Quindi un accertamento indiretto dell’ente tributario potrà basarsi anche sul verbale redatto dagli ispettori dell’ente previdenziale e per rendere il tutto valido bisogna che l’imprenditore sia a conoscenza del varbale dell’Inps. Tutto questo è stato stabilito dalla ordinanza n° 13027/2012 della Corte di Cassazione.

Antonino Alfano

Oppressione fiscale per le imprese e per i proprietari di case

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Da tempo si afferma che le imprese italiana subiscono una pressione fiscale del 55% dell’utile mentre gli imprenditori (e non solo) sanno benissimo che la pressione fiscale, o meglio l’oppressione fiscale, si aggira intorno al 70%. Lo ricorda Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, il quale dichiara che le imposte dirette e indirette complessivamente pesano per il 66%. “Tutto questo lo si spiega tenendo conto che il Pil del nostro paese comprende anche l’economia sommersa che equivale, secondo le indagini dell’Istat e dell’Eurostat, al 17% del Prodotto Interno Lordo dell’economia italiana. Se non conteggiamo il sommerso, la pressione fiscale sulle imprese ammonta ufficialmente al 55% e, invece, realmente la pressione fiscale raggiunge il 66%”. Il massimo esponente di Assoedilizia poi ricorda che l’oppressione fiscale non risparmia neanche la persona fisica proprietaria di immobili e, infatti, il carico fiscale sul proprietario di immobili raggiunge l’80%. Il restante non è sufficiente, ed ecco la motivazione secondo Assoedilizia del crollo del mercato immobiliare, per pagare le spese straordinarie e per coprire gli insoluti e i periodi sfitti.

Antonino Alfano

L’invio del modello 770/2012 è rinviato a settembre

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Fino al 20 settembre i datori di lavoro, in proprio o tramite i professionisti, possono inviare telematicamente il modello 770, sia ordinario e sia quello semplificato. Questo per permettere agli intermediari di potersi meglio organizzare con gli altri adempimenti fiscali che come sappiamo sono numerosi e complessi. Da anni che le categorie professionali interessate

chiedono che si possa inviare mensilmente, e non più annualmente, questo modello fiscale. La proroga, anche se comunicata cinque giorni prima della scadenza del 31 luglio, è stata ufficializzata con un comunicato del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) presieduto da Vittorio Umberto Grilli.

Antonino Alfano

Commercialisti e Agenzia delle Entrate avviano la mediazione tributaria

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Firmato il protocollo d’intesa tra l’Agenzia delle Entrate e il Consiglio Nazionale dei Commercialisti circa la valorizzazione della mediazione tributaria. L’istituto giuridico in questione ha lo scopo di migliorare il rapporto tra l’Amministrazione Finanziaria e i cittadini contribuenti rappresentati e tutelati dai professionisti contabili in sintonia con quanto sancito dallo Statuto dei

Contribuenti. L’accordo sottoscritto dal direttore centrale dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, e dal Presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, Claudio Siciliotti, introduce un osservatorio permanente che dovrà visionare costantemente i risultati raggiunti dalla mediazione tributaria e in pratica stabilisce che l’Agenzia si impegnerà ad esaminare tutte le pratiche e se è il caso di sospendere l’atto impugnato per non recare danni al contribuente. Questo soltanto se si percepisce la volontà del contribuente a voler adempiere al suo dovere fiscale anche se non ha pagato precedentemente l’intero importo oppure se ha pagato con un leggero ritardo. Tutto questo per motivi validi e pertanto mediante la mediazione tributaria il contribuente potrà e dovrà spiegare le sue motivazioni. Invece l’ordine nazionale dei commercialisti s’impegna a diffondere tra i suoi iscritti l’importanza della mediazione tributaria e a partecipare con interesse all’osservatorio permanente per valutare i risultati e per offrire spunti e suggerimenti ai funzionari dell’ente tributario.

Antonino Alfano

Le condizioni alla base dell'accertamento della Guardia di Finanza

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La Guardia di Finanza può inviare l’avviso di accertamento all’Agenzia delle Entrate nei confronti di un imprenditore anche se non ha richiesto l’autorizzazione alla competente Procura della Repubblica. E’ vero però che in base all’art. 63 comma 1° del D.P.R. n° 633/72, in materia di iva, e in base all’art. 33 del D.P.R. n° 600/1973, in materia di imposte sui redditi, è

necessario la preventiva autorizzazione della Procura della Repubblica soltanto nei casi di procedimenti penali. In sostanza nei procedimenti penali se si violano i diritti costituzionali del contribuente, come ad esempio il diritto di libertà personale e il diritto di domicilio, allora l’accertamento delle Fiamme Gialle non produrrà nessun effetto mentre, nel caso contrario, sarà nullo l’eventuale ricorso del contribuente in questione come stabilito dalla sentenza della Cassazione n° 11607/2012 e dalle altre sentenze n° 24923/2011 e n° 22984/2010.

Antonino Alfano

Una nuova s.r.l. per incentivare gli under 35 e non solo

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Il Governo Monti nel decreto “Cresci Italia”, per rilanciare lo sviluppo del nostro paese, introduce una nuova società a responsabilità limitata per i giovani fino ai 35 anni. Si tratta della nuova “s.r.l. semplificata”. Con il decreto “sviluppo” la “srl semplificata” potrà essere adottata anche dagli over 35. Però manca fino ad oggi la bozza definitiva dello statuto che la srl

semplificata dovrà adottare e pertanto non si potrà, al momento, creare nessuna semplificata finché il Ministero della Giustizia non realizzi lo statuto definitivo. Le spese per costituire la “s.r.l. semplificata” variano a seconda dell’età dei soci e infatti soltanto gli under 35 non sono obbligati a costituire la società dinanzi un notaio, perché è necessario soltanto inviare lo statuto alla Camera di Commercio mediante il Comunica, e sono anche esentati dal pagare l’iscrizione al registro delle imprese anche se i diritti di segreteria, che erano stati esclusi dalla prima formulazione della legge, ora sono stati reintrodotti. Invece se anche solo un socio supera i 35 anni l’unica agevolazione riguarda gli onorari notarili che non potranno sforare il tetto previsto dal Ministero della Giustizia. La “srl semplificata” per la restante parte seguirà le norme di una srl tradizionale (sia per le modalità di funzionamento degli organi sociali e sia per quanto concerne la posizione fiscale) e il capitale minimo è di 1 euro e il massimo invece è di euro 10 mila che mai potrà essere superato. Un’altra peculiarità è che i soci della nuova società dovranno destinare ogni anno il 25% dell’utile della società in una riserva indisponibile fino a quando non raggiungeranno la somma di 10 mila euro. Soltanto da questo momento in poi potranno dividere l’intero utile della società. Come per la “s.r.l. a capitale ridotto” anche per la “s.r.l. semplificata” è obbligatorio inserire nelle fatture, nella corrispondenza e in tutti gli altri documenti la dicitura “semplificata” nella denominazione sociale.

Antonino Alfano

Studi di settore 2011: benefici senza limitazioni

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Cambiamenti per i contribuenti congrui agli studi di settore. Fino al 2011 le imprese in linea con gli studi di settore e quindi “congrue” con i risultati di Ge.ri.co. (Gestione ricavi e compensi) godevano dei benefici inerenti l’assenza degli accertamenti e dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate fino al 40% dei ricavi dichiarati ed entro il limite dei 50 mila euro, mentre,

con l’entrata in vigore del D.L. 138/2011 (meglio conosciuto come “Manovra di Ferragosto”) le imprese, per continuare a godere dei benefici, dovranno risultare congrue anche per l’anno precedente. Questo decreto non ha previsto nessuna decorrenza. In virtù di questo e in seguito all’approvazione del decreto “Salva Italia” (D.L. 201/2011), l’Agenzia delle Entrate ha sancito che i benefici degli accertamenti si applicano per l’anno 2010 e per gli anni precedenti. Ancora il decreto “Salva Italia” ha anche previsto per i soggetti congrui a Gerico l’inibizione dagli accertamenti che non sono più sottoposti a nessuna limitazione. Infine le imprese potranno, entro il 31 dicembre 2012, comunicare all’ente tributario le loro segnalazioni circa l’eventuale scostamento del loro reddito con quello dello studio di settore riferendosi ai nuovi indicatori modificati dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n° 30 del 11 luglio 2012 per effetto dell’attuale situazione economica negativa in cui versa l’Italia.

Antonino Alfano