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da Legno Storto:

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Napoleone guru della comunicazione

A dieci giorni dalla sua uscita in libreria “Napoleone il comunicatore” di Roberto Race è già un successo editoriale. Il volume si avvia alla ristampa ed è uno degli e-book più venduti on line.
Napoleone raccontato come guru della comunicazione, come l’uomo che ha inventato l’opinione pubblica, il merchandising e promosso la sua immagine con modi e maniere moderni. L'autore del libro, Roberto Race,  entra in contatto con una dimensione non ancora  esplorata di una delle figure più originali della storia moderna.

LEONARDO DREW per la prima volta in Italia in una galleria privata

La galleria Napolinobilissima apre la stagione autunnale con questo importante appuntamento. Leonardo Drew è una delle figure più significative tra gli esponenti della scena artistica contemporanea nera americana. Cresciuto a Bridgeport, Connecticut, in un modesto quartiere popolare,  si avvicina molto presto al disegno e dopo il diploma in belle arti conseguito a New York nella metà degli anni ’80, per dedicarsi completamente alla scultura e ad una ricerca sperimentale sui materiali. La sua espressione artistica trova una fonte di ispirazione inesauribile in oggetti ed elementi recuperati che poi lavora ed assembla in composizioni astratte di grande impatto visivo.  La sua opera, come una rete che cattura, si dilata dinanzi a noi a comprendere orizzonti sempre più vasti. Il materiale è molteplice, raccolto dalla natura e dai frantumi del progresso. Leonardo vi attinge a piene mani: tronchi, radici, corde, carte, legni, cotone, macerie di degrado di città ed esistenze.

Ma non gli basta. Va nel suo studio e lavora sodo: corrode, sfibra, plasma, riduce, arrugginisce, intervenendo direttamente su ciascuna cosa, mortificandola fino a trasfigurarla per iniziarla a nuova vita, con passione, con forza, facendosi guidare dalla vitalità orgiastica della materia, inseguendo le manovre incontenibili di un rituale erotico dove a contare sono solo i sensi e le parole diventano numeri.  Ogni sua opera è, infatti, intitolata semplicemente con un numero.

La materia, con una tecnica paziente, è trattata a lungo per forgiare nuovi equilibri e creare altri effetti cromatici. Burri, Tapies, Rauschenberg, Kiefer sembrano le sue fonti più straripanti, esperienze che hanno infranto gli argini della materia, demarcando l’importanza dell’intervento attivo dell’artista sulla continuità della vita della materia stessa. Polemica conto la civiltà capitalistica? Volontà di memoria di una precisa identità afro-americana? Denuncia di degrado sociale, culturale e politico attraverso un metaforico recupero di rifiuti? L’intento di Drew è, forse, tutto questo ma è soprattutto altro. Se ci si svincola dalle teorie costruite a tavolino, dalle post interpretazioni critiche, dalle espressioni dei sentimenti e si guarda l’opera in libertà si va in tutt’altra direzione.

Drew aspira alla trascendenza, rievocando dentro la materia vissuta la sua vita e la vita di tutti noi. Attraverso la sua arte ripercorre, con una bellezza emotiva nel proprio stato di rovina, la ciclicità della natura e la contraddizione del nostro tempo.

Settembre 2011

Ivana Porcini

Il dipinto più documentato di Caravaggio in un palazzo storico napoletano

Nel Palazzo Zevallos Stigliano,  sulla storica e popolosa via Toledo, viene presentata una lettura dell’arte intelligente ed insolita. Diversificata per livelli di età e di preparazione, la proposta del Museo è indirizzata a chiunque, con una particolare disponibilità, previa prenotazione, verso gli allievi e i docenti delle scuole primarie, secondarie di primo grado e istituti superiori. Dopo un’accurata visita al Palazzo, affidata a competenti e gentili operatori, il visitatore sarà accompagnato davanti al capolavoro della collezione, il Martirio di Sant’Orsola di Michelangelo Merisi da Caravaggio.

Dinanzi a quello che è finora considerato l’ultimo dipinto realizzato dal Caravaggio prima della morte, si resta letteralmente in adorazione, rapiti dalla drammaticità che le luci mettono a fuoco. Il punto di partenza del programma è la concezione dell’opera come sistema di segni. Se l’espressione artistica, per la vasta portata di sensazioni ed emozioni che trasmette, non può essere spiegata fino in fondo, si può però cercare di scoprire come funziona il suo linguaggio, attraverso quali meccanismi e rapporti risulta in comunicazione con noi. Concentrando l’attenzione solo su un dipinto si ha la possibilità di riflettere, elaborare, fare domande e, in preda allo stupore suscitato dall’intensità dell’opera, si lavora a tradurre insieme le impressioni indagate in parole.

Poi, ciascuno con la propria frase, è invitato a scendere giù nella sala laboratorio per ritradurla in immagine su carta, procedendo ad una spontanea interiorizzazione dell’opera. L’esperienza è piacevole e arricchente, perché avvicinare il pubblico all’arte non serve solo ad educarlo, a leggere e a capire le mostre di arti visive, ma significa stimolare una certa coscienza e sensibilità, spendibile in ogni ambito della propria vita.

Agosto 2011

Ivana Porcini

4 stanze 4 pittori

A Napoli apre i battenti una mostra con inediti di quattro maestri del Seicento. Quattro stanze per quattro pittori. Questo è il titolo della mostra che la galleria Napolinobilissima sta per presentare al pubblico, in Piazza Vittoria 6.

Dopo un ricercato restyling, si potrà ammirare una rara antologia di opere di Luca Giordano, Mattia Preti, Antonio De Bellis e Massimo Stanzione rigorosamente selezionate, fra cui alcune inedite.

Gli artisti s’inseguiranno a ritroso nel tempo in un percorso di scambi e contaminazioni, per rianimarsi all’interno di quel tempo inquieto, violento e dolce che fu il Seicento napoletano.

L’accostamento consentirà una osservazione privilegiata, un pensatoio critico dove poter rivedere e incontrare le più autorevoli posizioni del panorama storico-artistico di riferimento.

Gennaio 2011

Ivana Porcini

 

A Napoli i “Paesaggi nascosti” di due pittrici gestuali

La spagnola Isabel Ramoneda e l’americana Georgina Spengler presentano a Napoli le loro opere, una di fronte all’altra. I loro paesaggi appartengono alla sfera naturale, ma sono anche paesaggi mentali con i loro velati significati. Entrambe hanno, infatti, la stessa urgenza. Quella di ritirarsi in un luogo lontano, nel contempo povero e prezioso, in quella natura di creazione e di genesi che non si guarda solo ma  si sente in empatia.

Emerge una natura che non resta fuori ma che avvolge l’artista e lo spettatore nel groviglio dell’esistenza, avvitandoli in un binomio senza distanze. La loro pittura evoca un naturalismo offuscato, con un filo rosso che ha un capo tra le Ninfee di Monet e si allunga, in una più ampia accezione panteistica, sino all’onda dell’Informale.

Agosto 2010

Ivana Porcini

Ciò che non tramonta - Visita all'ex Ospedale della Pace di via Tribunali

Il cortile e la sala del lazzaretto dell'ex Ospedale di Santa Maria della Pace, sono i luoghi del terzo appuntamento di primavera organizzato dall'associazione culturale Divago. Con il patrocinio della IV Municipalità, sarà svelata una delle strutture più imponenti del centro storico, comprendente l'ospedale dei frati ospedalieri di San Giovanni di Dio, l'omonima chiesa e la Sala del Lazzaretto.

L'evento inizierà con la visita al cortile e alla sala del Lazzaretto, dove accanto agli affreschi di Andrea Viola e Giacinto Diano collocati sotto la volta e tra le finestre, sarà possibile ammirare la mostra "Ciò che non tramonta", di Alessandro Saturno Martinelli.

Viaggio nelle Opere di Hadel Azeez

 

Pitture, sculture, installazioni di un' Irachena al Suor Orsola Benincasa

E’ stata appena inaugurata, negli spazi sempre spalancati alla cultura del Suor Orsola Benincasa di Napoli, “Transiti”, una personale dell’irachena Hadeel Azeez, curata da Antonello Petrillo. L’allestimento, che mette in mostra 20 opere ed abbraccia differenti linguaggi dell’arte, racconta il viaggio personale e simbolico di un’anima in perenne movimento. Una metafora chiara sulle continue “esperienze di transito dell’universo globale sociale, politico ed in particolar modo umano che ci circonda”, chiarisce l’artista, che nata a Baghdad è fuggita dall’Iraq per vivere da immigrata in Italia. Le scelte sono forti, talvolta sussurrate, e riflettono urgenze e paure di culture e tempi diversi, millenari eppure così contemporanei. Maschere, specchi, simboli e segni ci guardano negli occhi, e noi capiamo pur senza capire. La sua arte, lucida e malinconica, che parte da lontano senza mai sottrarsi alla sua vera identità ci scaraventa nei pensieri di speranza e di solitudine del nostro tempo, tragicamente uguali un po’ ovunque.

“La pittura è il mio mondo, non ho un’immaginazione che non abbia l'odore dell'olio di lino!”

La mostra resterà aperta fino al 7 giugno, con ingresso gratuito.

Ivana Porcini

 

La camera sul Porto

di Mara Duilio
L’avvincente e sconosciuta storia dell’impegno della Camera di commercio di Napoli, dal 1860 al 1940, per la riqualificazione funzionale e strutturale del porto in un libro di Lidio Aramu
17 novembre 1869. Dopo un braccio di ferro durato quasi dieci anni tra gli inglesi che vedevano minacciato il loro monopolio delle rotte per le Indie orientali, e l’Austria e la Francia che non desideravano altro, Ferdinande Lesseps consegnava al Kedivè Ismail ed al commercio mondiale il taglio dell’Istmo di Suez.

Cavalieri e oltre, Riccardo Dalisi alle Cavallerizze del Real Palazzo di Caserta

Il 16 maggio alle ore 12 aprono le “Reali Cavallerizze” del Palazzo Reale di Caserta con la mostra ‘Cavalieri e oltre’ di Riccardo Dalisi.
L’esposizione, a cura della Soprintendenza di Caserta e Benevento con la collaborazione di Civita, è allestita nel nuovo spazio adiacente la facciata est del Palazzo Reale, che si apre per la prima volta dopo una lunga fase di restauri e realizzato proprio per essere sede di mostre ed installazioni di arte contemporanea.
Dalisi, architetto, designer, artista di livello internazionale, nato a Potenza e residente da sempre a Napoli, è presente in numerose collezioni private e in importanti Musei europei e d'oltreoceano (Musèe des Art Decoratifs, Parigi; Museo di arti decorative, Groningen - Olanda; Denver Art Museum, Denver-Colorado; Museo d'Arte, Montreal - Canada; Museo della Triennale di Milano). 

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