Lun20112017

Agg.:03:11:15

da Legno Storto:

Benvenuto in Medinapoli News !!!

Back Cultura

Palazzo Zevallos Stigliano riapre le sue Gallerie. Apertura gratuita al pubblico sabato 21 giugno

Inaugurazione delle Sale rinnovate dello storico Palazzo in via Toledo, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Intesa Sanpaolo riapre il 20 giugno al pubblico, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, le Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli, riallestite per la valorizzazione di un nucleo di oltre 120 opere, attraverso le quali è possibile ripercorrere le vicende fondamentali delle arti figurative in città, in un arco cronologico che dagli esordi del Seicento si spinge sino ai primi anni del Novecento.


Palazzo Zevallos Stigliano è dal 1898 la sede storica della Banca a Napoli. La prima destinazione a scopi museali di un’area del piano nobile dell’edificio risale al 2007, all’indomani di un accurato intervento di restauro sui cicli decorativi ottocenteschi.

L’apertura al pubblico delle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano nasceva dall’intento di Intesa Sanpaolo di valorizzare e condividere con la cittadinanza un nucleo di opere tratte dalle proprie collezioni d’arte, prima fra tutte il Martirio di sant’Orsola di Caravaggio.

Valorizzazione del patrimonio artistico napoletano su cui ha posto l’attenzione il Capo dello Stato per il quale “le mostre possono anche avere una ricaduta importante, non automatica, di riscoperta da parte dei cittadini dei musei. Ma condivido la necessità di porre l’accento sul sempre presente e vivibile del patrimonio artistico. A Napoli – conclude Napolitano – molti anni fa ci fu un’iniziativa, Monumenti porte aperte, credo che dovremmo in quello spirito dare molta valorizzazione al nostro patrimonio culturale” (la Repubblica, 20 giugno 2014).

Questo nuovo intervento si inscrive nell’ambito di Progetto Cultura, il programma pluriennale che pianifica le attività di Intesa Sanpaolo in campo artistico e culturale. L’iniziativa più ambiziosa elaborata dal Progetto è stata la creazione delle Gallerie d’Italia, la rete dei poli museali e culturali della Banca presenti sul territorio nazionale cui appartengono, accanto alle Gallerie partenopee, le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza (aperte dal 1999 e rinnovate nel 2014) e le Gallerie di Piazza Scala a Milano (inaugurate nel 2011).

Il nuovo allestimento di Palazzo Zevallos Stigliano, secondo il progetto espositivo curato da Fernando Mazzocca, arricchisce le Gallerie con gruppi di opere di grande significato storico e valore artistico, appartenenti al contesto culturale del Sud Italia e in particolare di ambito napoletano, provenienti dalle raccolte già costituite dagli istituti di credito – per lo più il Banco di Napoli e la Banca Commerciale Italiana – poi confluiti in Intesa Sanpaolo. La maggior parte delle opere, in vista della loro musealizzazione, è stata sottoposta a importanti interventi conservativi.

L’attuale itinerario museale si articola in spazi più estesi (sette sale rispetto alle tre precedenti) e propone un’antologia in grado di tratteggiare, per grandi linee, un profilo delle vicende salienti della pittura a Napoli nel corso del Sei e Settecento, dalla svolta naturalistica impressa dall’arrivo di Caravaggio nel 1606, fino ai fasti della civiltà borbonica. Spicca fra le opere esposte il Martirio di sant’Orsola, capolavoro estremo dello stesso Caravaggio (eseguito nel 1610 pochi mesi prima della morte). E ancora Giuditta decapita Oloferne, derivazione attribuita al fiammingo Louis Finson da un perduto originale ancora del Merisi; Sacra Famiglia con San Francesco d’Assisi, del caravaggesco romano Angelo Caroselli; Sansone e Dalila, uscito dall’atelier napoletano di Artemisia Gentileschi; tre scene bibliche di Bernardo Cavallino e il San Giorgio di Francesco Guarini. In mostra inoltre L’Adorazione dei Magi del “Maestro degli Annunci ai pastori” e Tobia che ridona la vista al padre di “Enrico Fiammingo”, alias Hendrick De Somer; Ratto di Elena di Luca Giordano e Agar nel deserto di Francesco Solimena introducono alla fase più alta della stagione barocca.

Per il Settecento, alla compostezza idealizzata delle quattro Allegorie della Pietà di Francesco De Mura fa da contraltare il realismo di due celebri opere di Gaspare Traversi, La lettera segreta e Il concerto, con accenti di verità umana che travalicano di molto le convenzioni iconografiche della pittura di genere comico-popolare cui le due tele appartengono.

Non manca una rappresentanza, davvero rilevante per qualità, dell’importante capitolo della natura morta a Napoli dalla metà del Sei al primo Settecento, da Paolo Porpora a Baldassarre De Caro, passando per Giovan Battista Ruoppolo e Giuseppe Recco.

Il percorso nella veduta e nel paesaggio, un genere prima ritenuto minore e che ha avuto a Napoli uno sviluppo straordinario nel corso dell’Ottocento, inizia con una premessa settecentesca: i quattro dipinti dell’olandese Gaspar van Wittel, considerato uno degli iniziatori del vedutismo moderno. In una prima sezione dedicata alle vedute e alla Scuola di Posillipo, la serie delle piccole tele di Anton Smink Pitloo, e ancora i dipinti di Giacinto Gigante, Gabriele Smargiassi, Salvatore Fergola, Nicola Palizzi, Domenico Morelli, Federico Rossano, Edoardo Dalbono, Edoardo Franceschini, Gioacchino Toma, Francesco Mancini, Vincenzo Migliaro, permettono di seguire l’eccezionale vicenda di un genere declinato in successive fasi sperimentali, che hanno reso la Scuola Napoletana all’avanguardia in Europa.

Dalla Scuola di Posillipo, dove matura la grande eredità del paesaggismo del Grand Tour, si approda al naturalismo, legato alla pratica en plein air, della Scuola di Resina, sino alle esperienze più individuali di fine secolo.

Una successiva sezione consente di puntare l’obiettivo sulla rappresentazione della città, attraverso gli interni degli edifici monumentali, le strade e le scene di vita moderna che avvenivano negli spazi della socialità, come l’ippodromo, la villa comunale e il mercato. Agli ambienti urbani vengono abbinati i “tipi”, attraverso i ritratti, molti incisivi, di modelli catturati per strada, in una continua osservazione della commedia umana.

Le opere di Vincenzo Gemito infine formano un insieme di altissima qualità, uno dei nuclei più importanti del grande artista. Si tratta di terrecotte, bronzi e disegni che, dagli anni Settanta dell’Ottocento agli anni Venti del secolo successivo, documentano la sua straordinaria parabola artistica: un percorso intrecciato con il dramma personale di un’esistenza minata da profondi squilibri psichici, che comportarono lunghe interruzioni dell’attività creativa. Dal naturalismo più diretto delle teste giovanili modellate in terracotta si passa alla più sofisticata serie di ritratti di personaggi famosi realizzati in bronzo. Gli splendidi disegni mostrano coinvolgenti autoritratti, che seguono il doloroso mutare nel tempo della fisionomia dell’artista, e figure di donna – come la Zingara, uno dei più belli e particolari acquerelli di Gemito – dove a un realismo prorompente e solare subentra negli anni una ricerca di stile ispirata a modelli seicenteschi, facendone l’ultimo grande epigono dell’importante tradizione del naturalismo napoletano.

Il Palazzo vuole recuperare una funzione che a lungo ebbe nel passato, quale scrigno di una preziosa, rinomata collezione d’arte. Di essa scrisse nel 1692 il canonico Carlo Celano, con parole che sembrano tornare attuali: “una galleria de’ quadri delle belle che sono in Napoli, e veramente vi si vedeano bellissime dipinture, et in quantità, de’ famosi maestri così antichi come moderni”.

Per l’occasione le Gallerie d’Italia - Palazzo Zevallos Stigliano apriranno gratuitamente le proprie porte al pubblico sabato 21 giugno 2014.

Lux in Pan - L’immagine dalla lanterna magica ai droni

Nei quattro giovedì di giugno l’Associazione Culturale Lux in Fabula, il Palazzo delle Arti di Napoli e l’Archivio Storico della Stazione Zoologica Anton Dohrn (Acquario) propongono una serie di originali incontri sul tema dell’immagine. Parte infatti la rassegna “Lux in Pan – L’immagine dalla lanterna magica ai droni” realizzata dall’associazione Lux in Fabula, molto nota nei Campi Flegrei per la sua trentennale e poliedrica attività in campo culturale.

Gli incontri nella sede del Pan (Via dei Mille 60) presentano al pubblico la lunga ricerca condotta dall’Associazione sulla cosiddetta “civiltà dell’immagine”, dagli albori fino agli sviluppi più recenti.

La mappa di Dario Di Cesere su Lux In Fabula

Napoli: la sua storia, la sua arte, le sue scale - La mappa di MediNapoli su Lux in folio. Evento di presentazione a Pozzuoli, sabato 23 maggio
Napoli è una città tutta in salita, in tutti i sensi: ma alcune salite partenopee offrono spettacoli eccezionali. Dario di Cesare, grafico napoletano, ha presentato recentemente al caffè letterario Strega, in piazza san Domenico Maggiore, una cartina di Napoli davvero inedita rispetto a quelle comuni. La sua mappa infatti presenta qualcosa di speciale, qualcosa che al pari di chiese e monumenti fa la storia della nostra Napoli: le scale.

Dalla Pedamentina alla salita Cacciottoli, fino alle scale del Moiariello: incantevole percorso, che assieme ai gradini Giuseppe Piazzi collega via Foria a Capodimonte; ed è proprio a queste che il grafico napoletano dedica il suo più recente lavoro, un lavoro durato diversi mesi e che lo ha coinvolto in una continua e piacevole riscoperta del suo luogo natio.

Il Classico Contemporaneo. Personale di Luca Pignatelli a Capodimonte

L’artista Luca Pignatelli (Milano, 1962) presenta al Museo di Capodimonte l’esposizione di grandi tele, riproducenti opere della classicità in un percorso storico-iconografico di richiamo alla Memoria. La mostra, a cura di Achille Bonito Oliva, è esposta nella Sala Causa di Capodimonte dal 10 maggio fino al 15 luglio 2014.


Una mostra dal forte impatto estatico-filosofico. I temi dell’arte classica rivivono nelle forme e nei materiali adoperati dall’artista. Teloni ferroviari, tele su carta, decompongono e ricostruiscono il passato restituendo alle opere il senso storico della loro realtà in un’interpretazione metaforica e metalinguistica dell’arte contemporanea. Il processo di demolizione e ricostruzione, approntato da Pignatelli con i suoi materiali, conferisce alle grandi opere dell’antichità il significato di una realtà cogente, tuttora in atto, che porta la Storia nell’immanenza dell’incessante riproduzione plastica delle forme.

Il dipinto La Biga (2014), opera su tela, vuole suggerire un nuovo significato della forza rappresentata. Opera fortemente evocativa del senso di distruzione del reale è Pompei (2014), costruita solo con la sovrapposizione della materia di cui è fatto il telone ferroviario, senza l’utilizzo di pittura. Il senso della Memoria storica che nasce dalla rappresentazione per poi assumere vita propria, oltre l'esistenza delle mere rappresentazioni, sembra essere il filo conduttore della ricerca storico-artistica condotta da Pignatelli.

Echi della filosofia nietzscheana riecheggiano nelle grandi tele dell’artista, il cui nome figura tra gli artisti più interessanti sulla scena internazionale. Il pregio di Pignatelli – evidenzia il curatore della mostra, Achille Bonito Oliva – “è aver sottratto l’opera classica all’invadenza della scultura, restituendola alla dimensione più umana della pittura”. Parafrasando Nietzsche, commenta Bonito Oliva, “l’arte progetta il passato. Nell’opera di Pignatelli il tempo non è cronologico e lineare, ma piuttosto circolare. La storia non è archeologia ma retaggio culturale reso continuamente presente dalla immanenza dell’arte”.

Arte circolare ed immanente in un immaginifico dialogo tra arte classica e moderna che trova espressione nel Museo di Capodimonte, definito dal critico d’arte Michele Buonomo, con cui Luca Pignatelli ha imbastito un dialogo-intervista contenuto nel catalogo dedicato alla sua personale, “il prototipo del dialogo tra arte antica e moderna”. L’esposizione dell’artista milanese è collocata  nella Sala Causa, dal nome del Soprintendente Raffaele Causa il quale, nel 1978, aveva avuto l’intuizione di esporre la retrospettiva di Alberto Burri, un artista vivente, nel Museo di Capodimonte, tempio della classicità. Contaminazione tra classico e contemporaneo che rappresenta, forse, il tratto peculiare di questo Museo la cui storia più recente può vantare anche l’esposizione della mostra Vesuvius (1985) di Andy Warhol, realizzata appositamente per Napoli. Nomi ed eventi che ritornano, come la circolarità della storia richiamata da Pignatelli nelle sue opere, in riferimento alla risonanza della mostra dedicata a Warhol con la rassegna in corso al Pan, curata – tra l’altro – dallo stesso Bonito Oliva.

Il dialogo tra arte classica ed arte moderna o post contemporanea, oggi si potrebbe dire, ha assunto la forma della tradizione per Capodimonte come sottolinea l’attuale Soprintendente, Fabrizio Vona, il cui obiettivo è “far continuare per Capodimonte questa tradizione che fa di questo luogo un Museo unico al mondo”. Vona evidenzia la permanenza delle opere pensate e realizzate per Capodimonte, in una “idea non raccogliticcia” delle mostre, che spaziano dall’antichità fino all’arte contemporanea, ma in un progetto “strettamente legato con la storia del Museo e con Napoli”, elemento questo – conclude Vona – "che nessun Museo al mondo può vantare”.

Mostra di Luca Pignatelli, a cura di Achille Bonito Oliva, Museo di Capodimonte, Sala Causa, 10 maggio-15 luglio 2014, tutti i giorni (mercoledì chiuso), ore 10-19.30, ingresso: €7,50

Per maggiori informazioni, si può consultare il sito: www.polomusealenapoli.beniculturali.it o inviare una mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Museo di Capodimonte: visita al Restauro del dipinto La Madonna con il Bambino del Perugino

Il Restauro nell’epoca del web. Nell’ambito dell’iniziativa “L’Arte Aiuta l’Arte”, oltre due mila utenti hanno partecipato alla consultazione per la scelta dell’opera da restaurare. Il dipinto più votato è risultato La Madonna con il Bambino di Pietro Vannucci, detto il Perugino. L’opera di Vannucci è stata scelta tra una rosa di otto proposte – dichiara il Soprintendente Fabrizio Vona - attraverso la consultazione sul sito della Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale – Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo. I visitatori del Museo di Capodimonte potranno osservare le varie fasi del restauro dell’opera fino al 26 giugno.


Il recupero delle opere d’arte e, in generale, le iniziative concernenti la cultura sembrano suscitare l’interesse degli internauti. La regione Campania, tra l’altro, è risultata la prima tra le regioni italiane per il numero di partecipanti. A Capodimonte, dunque, il dipinto del Perugino riprenderà l’antico splendore grazie all’attenzione e alla sensibilità mostrate per il recupero di un’opera importante, giunta a Napoli in seguito alle vicende storiche del 1799.

Il costo del restauro sarà finanziato dagli incassi dei biglietti d’ingresso dell’iniziativa “Un sabato notte al museo”. Iniziative di questo tipo dimostrano come il circuito dell’arte sia in grado di reperire fondi al proprio interno al fine di recuperare opere e di valorizzare la cultura. Il sodalizio Arte-Web continuerà anche nella fase di restauro: il lavoro di laboratorio, curato dalle restauratrici Paola Foglia e Giulia Zorzetti, verrà ripreso in un video consultabile sul web.

Il restauro del dipinto - attribuito alternativamente a Raffaello e al Perugino, per poi essere ricondotto al Vannucci nei primi decenni dell’Ottocento – prenderà le mosse da una serie di indagini diagnostiche, finalizzata ad una migliore comprensione delle tecniche adoperate dal Vannucci.

Obiettivo del progetto “L’Arte Aiuta l’Arte” è divulgare l’attività tecnico/scientifica che il Ministero svolge nella conservazione dei beni artistici, anche attraverso un maggior coinvolgimento dei visitatori del Museo nelle problematiche concernenti la gestione del nostro patrimonio culturale.

Per poter assistere al restauro de La Madonna con il Bambino del Perugino sarà obbligatorio prenotare la visita che si svolgerà ogni giovedì, alle ore 11, e ogni venerdì, alle ore 15, fino al 26 giugno come già ricordato.

Per info e prenotazione: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; tel. 345.4238986 (lun.-ven. ore 9-17).

San Domenico Maggiore, riapre la cella di San Tommaso d'Aquino

San Domenico Maggiore, riapertura eccezionale della cella di San Tommaso d'Aquino per una "Mostra Impossibile"

Eccezionalmente la cella di San Tommaso d’Aquino in San Domenico Maggiore verrà riaperta al pubblico. Domani, 1° maggio dalle 17 alle 20 (e dal 5 maggio tutti i giorni dispari nello stesso orario), i visitatori di “Una Mostra Impossibile” potranno entrare nel luogo in qui visse il Santo tra il 1272 e il 1274, periodo in cui tenne la cattedra nello Studio teologico istituito nello stesso convento.

Percorsi contemporanei a Castel Sant'Elmo, retrospettiva anni 80

“Gli anni ’80 a Napoli visti dallo Studio Trisorio”
Chiara Pirozzi in conversazione con Lucia e Laura Trisorio

Terza edizione degli appuntamenti con il contemporaneo a Castel Sant’Elmo. Dopo la testimonianza diretta dei protagonisti, che nella scorsa edizione hanno raccontato le numerose esperienze artistiche degli anni Ottanta e le sperimentazioni che resero quegli anni innovativi per la storia dell’arte, il nuovo ciclo di incontri si propone di indagarne l’eredità. Giovani curatori, critici, artisti e docenti, con un occhio al passato, cercheranno di mettere in luce elementi di continuità ma anche di rottura tra quegli anni, anche se non troppo lontani, e il presente dell’arte. Il ciclo di incontri si svolgerà per tutto il 2014 con modalità diverse: dibattiti, presentazioni, incontri con gli artisti, visite nel museo e proiezioni.


In questa occasione, l’approfondimento sarà dedicato alle attività realizzate negli anni ’80 dallo Studio Trisorio, galleria napoletana inaugurata nel 1974 da Pasquale e Lucia Trisorio, ne parleranno Chiara Pirozzi, curatrice e critico d’arte, insieme a Lucia e Laura Trisorio e analizzeranno, anche con documenti e immagini d’archivio, le mostre più significative realizzate in quel decennio, i filoni di ricerca che hanno caratterizzato la programmazione della galleria tra i quali la video arte internazionale e la realizzazione di progetti dedicati a Napoli da parte di artisti stranieri.

Sarà inoltre raccontata l’esperienza di residenza per artisti sperimentata dallo Studio Trisorio nello splendido scenario di Villa Orlandi ad Anacapri. Qui, artisti come Twombly, Kounellis, Beuys, Merz, LeWitt, Calzolari, Ontani, Scharf, Sherman, Spalletti, Bagnoli e molti altri, hanno soggiornato per lunghi periodi, traendo spunto per la realizzazione delle loro opere.

Gli appuntamenti si svolgono nel salone delle sculture del museo Novecento a Napoli. (1910-1980). Per un museo in progress.

Il Museo presenta le opere più rappresentative dell’arte a Napoli fino al 1980, ma è un museo in progress, quindi aperto a successivi sviluppi. La politica culturale di Castel Sant’Elmo, che si è andata precisando nel tempo, si muove su un doppio binario. Da un lato il museo del Novecento che ambisce a ricostruire la recente storia artistica della città, dall’altro la costante attenzione alle ultimissime esperienze artistiche, attraverso il concorso “Un’opera per il Castello” rivolto ai giovani artisti e giunto alla terza edizione. Gli incontri saranno dunque l’occasione per una riflessione sull’arte degli anni ‘80 a Napoli, ma anche per avventurarsi nelle sperimentazioni artistiche di questi anni.

Ingresso gratuito
Organizzazione: Claudia Borrelli, tel 081 2294434 - email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

I siti reali raccontati ai bambini

La Cooperativa sociale Sire, in collaborazione con altre realtà territoriali organizza per i bambini accompagnati dai genitori una serie di attività divertenti e coinvolgenti a partire dal mese di marzo fino a giugno in diversi siti culturali della Campania.
Il primo evento, la visita all’Anfiteatro di S. Maria Capua Vetere è una replica della visita effettuata domenica 9 marzo, che ha visto una grande partecipazione da parte dei bambini con i loro genitori. Di seguito l'elenco degli eventi e le modalità di partecipazione:

Domenica 30 marzo alle h 10,30
l’arena dei gladiatori

l’anfiteatro di santa maria capuavetere spiegato ai bambini da una guida in costume

“L’arte liberata” a Capodimonte

Un “Monument man” per Capodimonte. In mostra le opere trafugate dai tedeschi e recuperate da Rodolfo Siviero

L’uscita nelle sale, lo scorso febbraio, del film diretto e interpretato da George Clooney, Monuments Men, funge da pretesto per la presentazione al Museo di Capodimonte di 15 capolavori tra le opere saccheggiate dalle truppe tedesche durante la II Guerra Mondiale.

mediformazione

Giornalista AAA
Diventare Giornalista...

Ambiente pulito

Mela verde
La differenziata come frutto...

Editoria Digitale

JA Teline IV
per diventare Editori FaidaTE...

Moda & Stile

Moda Modella
Quando la moda non è immagine...