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da Legno Storto:

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La Sindone dei Teatini

Se la Sindone di Torino ha un fascino unico ed una storia ancora enigmatica, poco o nulla si sa delle copie pittoriche della Sindone sparse in giro per il mondo. Di copie se ne annoverano quasi un centinaio e la maggior parte di queste sono state prodotte tra il 1500 ed il 1600, i due secoli d’oro delle ostensioni. Di queste copie ben tre sono in Campania e due a Napoli. Come la Sindone di Torino, quella originale, ogni copia ha una storia a sé stante, la cui ricostruzione non è sempre agevole.

VogArtExhibition 2011

I Think Different (Salvatore De Martino e Lino Di Meglio) e Radio Capri hanno inaugurato giovedì 7 aprile, nell'elegante cornice del Voga di Piazza Vanvitelli il primo di una serie di eventi volti a mettere in contatto il pubblico napoletano con il talento di giovani artisti. Sotto la Direzione Artistica di Selene Spiezia, le sale del Voga hanno ospitato per questa prima serata gli scatti di fotografi professionisti ed emergenti, avvicinando gli osservatori a vari aspetti della realtà percepita da occhi attenti e pieni di liricità. 

Nothingness

Foto per concessione della fototeca della Soprintendenza per il P.S.A.E. e per il Polo Museale della Città di Napoli "E' la mancanza di qualsiasi valore che determina il piacere per il sopruso"
Venerdì 25 marzo alle 18.30 si inaugura la personale di Rosaria Iazzetta, artista napoletana da sempre impegnata ad apportare un contributo emotivo alla degenerata realtà contemporanea.
Esistono diverse modalità per raccontare la verità, ma per far alzare la testa e ricominciare a lottare, Rosaria Iazzetta ne conosce solo una: gridare con il ferro della lamiera e lo spaesamento della fotografia.
Se è vero che dalla mancanza di qualsiasi valore si determina il piacere per il sopruso, è anche vero che per vivere nella pienezza di diritti e doveri, è necessario riconoscere il nemico, per riappropriarsi della felicità e allontanarsi dalla vigliaccheria  e dalla paura una volta per sempre.

Primavera letteraria : sbocciano i “Fiori del bene”

Baudelaire coglieva i suoi fiori del male e li porgeva a una Parigi ottocentesca, profumandola di quell’amore-dolore che gli tormentava l’animo. Centinaia d’anni dopo sono invece i “Fiori del bene” a sbocciare, in antitesi al capolavoro francese, per regalarci un’accezione tutta positiva dell’esperienza amorosa. E così, di fiore in fiore, il tema per eccellenza, quello che maggiormente arde e fluisce su carta si racconta in questa raccolta di poesie. L’amore, il sentirsi vivi che è sempre conseguente all’amore, sia esso carnale, spirituale, sognato, inatteso, perso o ritrovato.

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