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Cultura

Carditello diventerà un carrozzone politico?

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(Lettera Napoletana) Che fine farà la Reggia borbonica di Carditello, acquistata il 9 gennaio dal Mibact (Ministero per i beni culturali ed il turismo) dopo due anni di attesa ed 11 aste giudiziarie andate deserte? Al di là della tantissima retorica il destino della “Reale delizia”, concepita dai Borbone come un avveniristico “progetto di architettura polifunzionale” (cfr. Giancarlo Alisio, “Siti reali dei Borboni”, Officina Edizioni, Roma 1976) è tutto da decidere. Sembra del tutto evidente che la prima cosa da fare è il restauro della Reggia, affrescata da Hackert, ed il recupero degli ambienti devastati dall’incuria e più volte saccheggiati (primi tra tutti i francesi nel 1799). Ma per questo operazione i 3 milioni di euro messi a disposizione dal ministro per i Beni culturali Massimo Bray (Ansa, 11.1.2014) sono del tutto insufficienti. Secondo una stima del preside della Facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli, Alfonso Gambardella, di milioni ne occorreranno almeno 14. Chi assicurerà i fondi? La risposta è legata alla futura destinazione di Carditello. Sarà un Museo legato alla memoria dei Borbone? Ospiterà mostre ed eventi culturali legati al territorio della antica provincia di Terra di Lavoro, come avviene in Piemonte per la residenza sabauda della Venaria Reale, dichiarata da Napolitano “reggia d’Italia” nel corso delle celebrazioni per i 150 anni dell’unificazione e destinataria di enormi finanziamenti? Tornerà ad essere una tenuta agricola modello, un allevamento di cavalli di razza, funzioni per le quali era stata progettata?

“in giro lamini - un quadrato di tesori d’arte”

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Monumento nazionale dei Girolamini
in girolamini
un quadrato di tesori d’arte
fotografie di luciano pedicini

12 dicembre 2013 – 2 febbraio 2014


INAUGURAZIONE 11 dicembre 2013, ore 17.00

Mercoledì  11 dicembre, alle ore 17.00,  verrà inaugurata l’ esposizione di Luciano Pedicini
“in giro lamini - un quadrato di tesori d’arte” e sarà presentato il cortometraggio di Matteo Pedicini e Ivan Ferone co'scienzaǝmeraviglia.

"Gesù è nato a Napoli. La mia storia del presepe"

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Martedì 10 dicembre 2013, alle ore 17.30, presso il Complesso Monumentale San Gennaro all’Olmo (via San Gregorio Armeno, 35 – Napoli) Luciano De Crescenzo presenta la sua ultima fatica letteraria, Gesù è nato a Napoli. La mia storia del presepe, edito da Mondadori. Ad addentrarsi con l’autore tra le storie che compongono una delle più amate tradizioni, il presepe, Pasquale Esposito e Gigi Marzullo. Modera Francesca Viti. Nel corso dell’incontro, il M° Carlo Missaglia eseguirà alcuni brani ispirati alla tradizione del Natale.

"La suddivisione tra quelli a cui piace l'albero di Natale e quelli a cui piace il presepe, tra alberisti e presepisti, è tanto importante che, secondo me, dovrebbe comparire sui documenti di identità. – racconta Luciano De Crescenzo - Il primo tiene in gran conto la Forma, il Denaro e il Potere; il secondo invece pone ai primi posti l'Amore e la Poesia.

Napoli 'Cenerentola dell'Unesco'

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Centro storico senza regole: la nuova denuncia del Comitato Portosalvo. Dimenticato il Piano di Gestione del 2011, il Comune inadempiente verso l'ente internazionale che tutela il patrimonio mondiale dell'umanità. E la riqualificazione dei Decumani non decolla.
A 18 anni dal riconoscimento avvenuto nel lontano 1995 la città di Napoli continua a rimanere la “Cenerentola dell’Unesco” con grave pregiudizio per la già difficile economia della città. I “famosi restauri” promessi dai politici e dagli amministratori di ieri e di oggi, nel centro storico più grande e importante d’Europa, continuano infatti a rimanere solo una “promessa da marinai” e il Piano di Gestione che l’Unesco ha chiesto e ottenuto solo due anni fa, per mano della precedente giunta comunale, continua a rimanere fermo nei cassetti di qualche autorevole scrivania di Palazzo San Giacomo.

Nuova copertura per Villa dei Misteri

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Convenzione Enea–Soprintendenza Speciale Beni Archeologici Napoli e Pompei per interventi a difesa del luogo meta di un elevato numero di visitatori
La Villa dei Misteri situata nell’area archeologica di Pompei Scavi è famosa nel mondo per gli affreschi presenti al suo interno, che attraggono ogni giorno un elevato flusso di visitatori, anche se purtroppo attualmente l’edificio è parzialmente chiuso al pubblico, in seguito al crollo di una trave lignea avvenuto lo scorso anno. Attualmente la Villa ha delle coperture realizzate in cemento armato, legno o acciaio, che risalgono al secondo dopoguerra, che necessitano di verifiche di sicurezza.

La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei ha stipulato un accordo di collaborazione con l’ENEA per la realizzazione di una serie di attività tecnico-scientifiche propedeutiche alla progettazione degli interventi da realizzare sulle coperture della Villa dei Misteri.