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Ai Gerolomini messe finite, arrivano massoni e femministe

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(Lettera Napoletana) Nella Chiesa dei Gerolomini le Messe sono finite. Dal 18 aprile 2012, data del sequestro del complesso monumentale disposto dai pm della Procura di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sulla sparizione di numerosi volumi della biblioteca, i religiosi della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, che realizzò a partire dal 1586 la chiesa, il convento e la biblioteca, hanno lasciato la città. Un’unica Messa viene celebrata la domenica nella piccola Cappella dell’Assunta, esterna alla chiesa, che può contenere solo poche decine di persone, da un sacerdote inviato dalla Curia Arcivescovile di Napoli. La biblioteca è chiusa, sotto sequestro giudiziario. La chiesa è aperta (si pagano 7 euro per visitarla), ma non più per il culto. È stata destinata ad altri scopi dal funzionario della Soprintendenza speciale per il Polo Museale, Umberto Bile, nominato conservatore del Complesso dei Gerolomini. Il 9 maggio scorso nella chiesa dei Gerolomini è stata organizzata la manifestazione “Svelamenti e velinature”, «una giornata – ha spiegato lo stesso Bile al sito Internet “Artribune.com “ (8.5.2013) - pensata per coinvolgere il pubblico dei non addetti ai lavori in quelle che sono le normali attività di un museo». «Apriremo dei rulli o delle matasse di tele ritrovate nei depositi (…) nella chiesa allestiremo una sorta di palcoscenico con tutte queste opere», ha aggiunto il funzionario.


Tra gli obbiettivi della manifestazione la raccolta fondi. “Siamo in continua ricerca di finanziamenti”, ha aggiunto Bile. E l’antica chiesa dei Gerolomini, che era stata riaperta al culto a settembre 2009 dopo i danni provocato del 23 novembre 1980 grazie agli sforzi del Preposito degli Oratoriani, Don Sandro Marsano, ed è ancora consacrata, è diventata davvero un palcoscenico. Spalle all’altare maggiore ed al Crocifisso, un pubblico di alcune decine di persone ha assistito agli “svelamenti” delle tele alla presenza dello stesso Bile e del Sovrintendente per il Polo Museale di Napoli, Fabrizio Vona. All’ingresso ed all’interno della chiesa, di fronte all’altare, sono stati collocati gli stendardi del “Rotaract”, organizzazione giovanile dei Rotary Club, associazione di matrice filantropica rivendicata dai massoni come una propria filiazione (cfr. www.loggiagiordanobruno.com). La manifestazione – come si poteva leggere in un comunicato stampa della Soprintendenza (8.5.2013) è stata organizzata proprio “con il contributo di Rotaract Club Napoli”. Il Chiostro interno del Convento, detto “degli aranci”, è stato invece concesso dai nuovi responsabili dei Gerolomini all’associazione femminista “Le Kassandre”, che vi ha organizzato il 18 maggio scorso la proiezione del film-documentario “La città delle donne, oggi” della regista Chiara Sambuchi. Prezzo di ingresso 3 euro, che davano diritto anche alla degustazione di “tarallucci e vino”. Nel film-documentario, centrato sull’ “uso del corpo femminile nell’Italia attuale” compaiono tra l’altro una “cubista” (figurante delle discoteche) impegnata in scene di lap-dance. Tra le protagoniste c’è una prostituta, che al telefono elenca ad un cliente le perversioni sessuali alle quali è disponibile.

In attesa che il processo in corso accerti le responsabilità nella sparizione dei volumi della importante biblioteca dei Gerolomini (messa insieme nei secoli dai religiosi Oratoriani anche acquistando, come avvenne nel 1727 per il fondo Valletta, su richiesta di Gianbattista Vico migliaia di volumi di cultura classica per sottrarli alla noncuranza ed al disprezzo della cultura illuminista), un primo bilancio di quanto è accaduto con l’abbandono - si spera solo temporaneo - dei Padri dell’Oratorio, dopo oltre quattro secoli di presenza a Napoli, si può già fare. Ai Gerolomini è in atto uno stravolgimento della destinazione d’uso e della vocazione del complesso, nato come convento e come luogo di culto e di spiritualità. E intanto si moltiplicano le voci sugli appetiti di alcune Fondazioni ed istituzioni culturali giuridicamente private, ma da sempre finanziate con contributi pubblici, che vorrebbero occupare gratuitamente, secondo la tradizione parassitaria di una borghesia neo-giacobina che a Napoli intercetta da decenni le risorse pubbliche, i locali del complesso. Per i Gerolomini – come ha annunciato il funzionario della Soprintendenza Umberto Bile (cfr. Artribune.it, 8.5.2013) – è in arrivo un finanziamento dell’Unesco di 7 milioni ed 800mila euro per un progetto per la “rifunzionalizzazione e la valorizzazione dell’interno monumento”. A quali “funzioni” ed a quale “valorizzazione” pensano i nuovi occupanti dell’antico Convento degli Oratoriani? Non è difficile immaginarlo, mentre appaiono chiari i reali obbiettivi della campagna di disinformazione a mezzo stampa che ha preso a pretesto la sparizione dei volumi della biblioteca e delle petizioni sottoscritte da noti esponenti della borghesia compradora di Napoli (cfr. Cultura: così preparano la confisca del complesso dei Gerolomini, LN 59/2012). Nei fine settimana di maggio e giugno il complesso ospita anche una “caccia al tesoro”, promozionata in Internet con uno spot nel quale compare un’attrice travestita da suora. Che dietro tanta scandalizzata indignazione per i volumi sottratti alla Biblioteca dei Gerolomini, ci fossero noti predatori di risorse pubbliche, che puntavano al controllo dei Gerolomini, lo avevano già capito quanti frequentavano la Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, tornati ad essere, come nella migliore tradizione, luogo di spiritualità e centro di cultura cattolica sotto la guida del Preposito, Don Sandro Marsano. Il 26 maggio, giorno della Festa di San Filippo Neri, nel centro antico di Napoli era ripresa l’antica tradizione della processione in onore del Santo. Ma quest’anno, niente più processione. Adesso ai Gerolomini si radunano massoni, femministe e cacciatori di tesori. Intesi come risorse pubbliche. (LN64/12).
Lettera Napoletana è un prodotto Editoriale Il Giglio