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“L’arte liberata” a Capodimonte

Un “Monument man” per Capodimonte. In mostra le opere trafugate dai tedeschi e recuperate da Rodolfo Siviero

L’uscita nelle sale, lo scorso febbraio, del film diretto e interpretato da George Clooney, Monuments Men, funge da pretesto per la presentazione al Museo di Capodimonte di 15 capolavori tra le opere saccheggiate dalle truppe tedesche durante la II Guerra Mondiale.

Dal 22 marzo al 25 aprile 2014 si potranno ammirare alcuni dei dipinti restituiti al governo italiano, il 7 agosto 1947, grazie all’intervento di Rodolfo Siviero, capo dell’Ufficio Interministeriale per il Recupero delle Opere d’Arte.

La mostra promossa dal Museo di Capodimonte fa parte della rassegna tematica sull’arte liberata, come ha spiegato la curatrice dell’iniziativa Brigitte Daprà. Tra le opere in mostra figurano: la Danae di Tiziano, l’Antea di Parmigianino, la Madonna del Divino Amore di Raffaello, la Madonna del Velo di Sebastiano del Piombo, il Ritratto di giovane donna di Tiziano, la Parabola dei ciechi di Pieter Brueghel.

La rassegna consentirà ai visitatori di apprezzare le opere custodite nel Museo, nonché di approfondire la vicenda storica sulla messa in sicurezza delle opere d’arte di Napoli.

A partire dal 1940 ebbe inizio l’attuazione del piano generale per la rimozione e protezione di opere e dipinti. Le azioni di razzia e saccheggio compiute dall’esercito tedesco erano finalizzate alla costruzione del faraonico Museo del Fuhrer, che avrebbe dovuto custodire le opere d’arte provenienti dai Musei d’Europa.

Durante gli innumerevoli bombardamenti cui fu sottoposta la città di Napoli, tra il 1940 e il 1943, furono messe in sicurezza circa 60.000 opere d’arte. I capolavori vennero depositati nella Badia di Cava dei Tirreni e nel Palazzo Abbaziale di Loreto a Mercogliano, in provincia di Avellino. In seguito, verso la fine dell’estate del 1943, le casse contenenti opere e dipinti furono trasferite nell’Abbazia di Montecassino dove rimasero solo per un mese. Il tempo necessario per evitare il bombardamento alleato (15 febbraio 1944) ai danni dell’Abbazia, ritenuto indispensabile per scovare il nemico tedesco. Poco prima, nell’autunno del 1943, le casse con le opere furono stipate nei convogli organizzati dal reparto Kunstschutz dell’esercito tedesco (reparto monitorato da Siviero dopo la sua adesione al fronte antifascista) alla volta di Spoleto. Giunte nella città umbra, esse furono trafugate dal reparto teutonico prelevando alcuni dipinti, tra cui i lavori di Tiziano e di Parmigianino.

Successivamente le opere giunsero a Berlino e, in prospettiva della fine del Terzo Reich, furono messe in sicurezza nelle miniere di sale di Altaussee in Austria dove l’esercito alleato, nell’estate del 1945, le ritrovò.

Grazie all’intervento dei Monuments Men sono stati restituiti i capolavori dell’arte alla storia e alla cultura europea.

Le visite sono previste per le ore 11.00, 13.00, 16.00 e 18.00 ad eccezione del 30 marzo e del 6 aprile, giorni nei quali si svolgeranno solo alle ore 13.00 e alle ore 18.00. Nei giorni 20 e 21 aprile non sono previste visite. Giorno di chiusura: mercoledì. Per info: 081 7499130 – 081 7499151

Loredana Orlando

Foto: Tiziano, Danae, Museo di Capodimonte

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