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da Legno Storto:

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La Villa dei Misteri

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Qui dove il mare luccica e tira forte il vento… Nel nostro caso non c’è una terrazza ma uno storico parco, incastonato sulla costa tra Mergellina e Megaride. Più di 110 mila di metri quadrati di verde, fontane e monumenti, tutelati da vincoli paesaggistici e monumentali, costituiscono da oltre due secoli un luogo di socializzazione, distensione e cultura per l’intero popolo di Napoli. Nel corso della sua tormentata esistenza ha fatto da nurse ad almeno dieci generazioni di napoletani tra paperelle, caprette e pony, dallo jo jo alle moderne attrezzature ludiche. Ha poco più di due secoli ma ne dimostra molti di più.

Negli ultimi vent’anni però, il fisiologico decadimento del verde, ha subito una brusca accelerazione. In proposito se ne sono dette tante dando libero sfogo alla fantasia o alla mala fede… la verità è che nello storico parco non vengono eseguite le elementari cure culturali (difesa dai parassiti, potature, arieggiamento dei prati, concimazioni) perché incredibilmente, in una città a forte vocazione turistica, non esiste il relativo capitolo di spesa nel bilancio comunale.

Ex Dazio a rischio crollo

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La denuncia del consigliere Palmieri: "In via Ponte Granili è necessario un intervento urgente"
Un intervento urgente del settore Tutela del Territorio del Comune di Napoli per scongiurare il pericolo per l’incolumità pubblica costituito dalle precarie condizioni di staticità della dalla facciata dell’ex Dazio di via Ponte dei Granili. A chiederlo è il consigliere comunale Domenico Palmieri, capogruppo di Liberi per il Sud del Consiglio Comunale di Napoli.

“Ho provveduto a consegnare oggi stesso la segnalazione del caso chiedendo un intervento di messa in sicurezza urgente al settore di competenza del Comune, corredando la segnalazione anche di documentazione fotografica, dopo aver verificato insieme al consigliere della IV Municipalità, Rosario Arino, che all’altezza del civico n. 33 di via Ponte dei Granili, sotto la facciata già pericolante dell’ex Dazio, la fanno da padrona calcinacci e reti di protezione divelte che già di per sé costituiscono un pericolo per la pubblica incolumità”.

Incendio a Napoli Est

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Le fiamme in prossimità del Centro Direzionale. Evacuato un edificio
Un importante incendio è scoppiato nell’area orientale di Napoli, in prossimità della Rotonda di Gianturco, a pochi metri dal Tribunale di Napoli.

Ad andare in fumo sterpaglie e rifiuti abbandonati nell'area in prossimità dell'uscita dell'autostrada e del raccordo con la superstrada che collega i comuni vesuviani (quest'ultimo tratto è stato chiuso in via precauzionale).

Chiuso per ferie: il trasporto pubblico a Napoli

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Napoli città turistica... ma non in estate
Mentre viene approvata la delibera che dà il via alla fusione definitiva delle partecipate Anm, Metronapoli e Napolipark, con un presunto risparmio di circa 10 milioni di euro, il trasporto pubblico cittadino, quello con il quale entrano in contatto tutti i giorni cittadini e turisti, è ridotto sempre più ai minimi termini.

Nella Napoli che vorrebbe fare del turismo e dell’accoglienza il suo fiore all'occhiello, al punto da investire svariate decine di milioni di euro in eventi per migliorare l’immagine della città nel mondo, le stazioni dell’arte della metropolitana, altro vanto della città, restano chiuse.

Un episodio emblematico è avvenuto nella giornata di martedì con un gruppo di turisti che si sono imbattuti nei cancelli serrati della stazione di via Toledo della metropolitana. Alla richiesta di informazioni, uno dei turisti si è sfogato: “ma funziona una cosa in questa città?”. Si sentiva vittima di una sorta di macumba in stile fantozziano, dagli autobus pressoché inesistenti alla mancanza di informazioni sui percorsi turistici. I cartelli dei monumenti imbrattati come contorno di un’esperienza vissuta in una città sempre più abbandonata al degrado e all’incuria.

Dove sbaglia Maurizio de Giovanni

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In una Napoli in cui le classi e i ceti sociali hanno vissuto sempre in modo isolato, c'è un pezzo di società che oggi si sta ribellando al tentativo di cancellare la memoria storica della città
In una recente intervista rilasciata a Parallelo 41, nella quale si chiedeva se Napoli fosse una città senza speranza, lo scrittore Maurizio de Giovanni ha sostenuto, confermando nella buona sostanza la tesi del giornalista, che “Napoli è una città che ha perso la sua identità” ove i cittadini hanno “perso il senso della comunità… e che la perdita di identità è la gravissima colpa, originaria, della borghesia napoletana che si isola, si disinteressa della propria città, si chiude nei suoi salotti”.

Ma quale identità avrebbe perso? Quella territoriale messa a dura prova dalla dilagante cachistocrazia, quella sociale altrimenti detta “senso di comune appartenenza”, o quella definita da una funzione economica dominante?

Non credo che si fosse riferito al complesso geologico, orografico, naturalistico paesistico che compone e caratterizza la forma ed il territorio della città. A parte la migrazione ottocentesca della nascente borghesia industriale verso l’occidente con la susseguente urbanizzazione del “Rione Amedeo” e del colle posillipino, gli sconvolgimenti del “Risanamento” e quelli più contenuti delle bonifiche fasciste, “Napoli centrale” è rimasta pressoché inalterata da secoli tanto che anche ad un occhio non allenato è possibile riconoscere l’impianto urbanistico greco-romano e, risalendo per i rami della storia, quello svevo-angiono, aragonese, spagnolo, borbonico e così via. Persino le degradate ed estese periferie urbane, monumenti all’illegalità incontrastata, continuano immobili a mostrarsi nella loro alienante desolazione, avulse come sono da qualsiasi ipotesi di un loro recupero ad una dimensione umana. Paesaggisticamente la città resiste nonostante il notevole impegno che sta profondendo il sindaco de Magistris per stravolgere la stupenda litoranea borghese, il luogo che universalmente richiama valori e tradizioni di Napoli.

L’Assessora irresponsabile

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Ho seguito la conferenza stampa della Assessora Tommasielli convocata dalla stessa per dare giustificazioni alla città sulla vicenda delle multe che l’ha colpita. Io mi sono già espresso sul caso con due post su questo blog (assessora convinca suo cognato a pagare le multe - le dimissioni della assessora cosa farebbero gli inglesi). Devo dire che sono dispiaciuto che questa vicenda si trascini ma credo che la terza città del paese debba avere di più! Comprendo lo stato della assessora sospesa, ma non ci possiamo permettere un passo indietro occorre che qualcuno in questa città dica senza mezzi termini come stanno veramente le cose.

L’assessora dichiara di essere stata nel corso della sua azione rigorosa e trasparente di aver lottato contro i poteri forti e di pagare uno scotto per essersi posta in contrasto con De Laurentiis. Io posso dire di non essermene accorto! In più occasioni ho dovuto registrare un senso di solitudine quando ho richiamato l’attenzione sui temi di cui l’assessora oggi si dichiara paladina, fino a quando noi di Ricostruzione Democratica siamo stati costretti a chiederne le dimissioni, ben prima dei gravi fatti su cui si indaga. Fin dall’inizio di questa avventura ho sempre ritenuto che occorre opporre ad una politica irresponsabile, politici responsabili, cosa che è mancata in molte occasioni proprio alla assessora in settori (lo sport, impianti sportivi e pari opportunità) che io ritengo assolutamente centrali.

La difesa della Tommasielli: "contro di me la macchina del fango"

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Il testo dell'intervento della Tommasielli nell'incontro con la stampa (senza domande o confronto con la platea) tenuto per far conoscere la propria versione dei fatti in merito all'affaire multe tolte a cognato e sorella.
Ringrazio tutti voi per essere venuti qui… perché avevo bisogno di parlare con tutti, con tutti voi, a viso aperto, guardandovi negli occhi, senza nascondimenti o giri di parole, nell’ottica di quella trasparenza che ha sempre contraddistinto il mio operato e che è stata anche una delle prerogative di questa giunta fino ad oggi.

Sono stati giorni duri, non ho alcuna remora a dirlo. L’avviso di garanzia mi è giunto come un fulmine a ciel sereno, mi ha catapultata in un incubo! Tutto era così paradossale: io – che avevo fatto da sempre della legalità e del rispetto della legge, non solo formale, una mia priorità prima di tutto personale, esistenziale e poi politica – mi sono trovata a rispondere alla Magistratura di presunti fatti illeciti. E mi facevano sorridere coloro che, magari in buona fede, per consolarmi, mi dicevano: “E cosa vuoi che sia, che sarà mai una multa, in questo paese dove il malaffare politico dilaga da sempre”.

Un super consulente per i grandi eventi di Napoli

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Il Comune di Napoli ingaggia per 40 mila euro Andres Neumann per lo sviluppo e la progettazione di grandi eventi artistici e culturali
Grandi eventi a Napoli. Per una città in pre-dissesto, con problemi atavici acuiti da una crisi economica senza precedenti, sistema di trasporto pubblico ridotto ai minimi termini, degrado diffuso e incontrastato, gli eventi e gli spettacoli di piazza dovrebbero essere l'ultimo dei problemi. Ed invece sembrano rappresentare l'unico ambito in cui l'amministrazione comunale riesce a esercitare la propria azione politica. Divenuti quasi un'ossessione per il Sindaco Luigi de Magistris, alla ricerca di visibilità e grandi nomi, i grandi eventi gravano sulla collettività con un costo sempre più rilevante.

Le inchieste della magistratura sulla gestione degli eventi non hanno fermato i protagonisti della rivoluzione arancione, così se le gare multimilionare dell'America's Cup World Series hanno consegnato alla città un'altra società partecipata, la ACN, destinata a occuparsi unicamente dell'organizzazione dei grandi eventi organizzati sul territorio cittadino, ora la Giunta de Magistris ha pensato bene di individuare un super consulente per assemblare una programmazione di respiro internazionale. La figura è stata individuata in Andres Neumann, creatore di eventi culturali, nato in Bolivia da genitori europei, background ideologico coerente con il rivoluzionario di Palazzo San Giacomo, che per la modica cifra di 40 mila euro assisterà l'amministrazione comunale per ciò che riguarda lo sviluppo di grandi eventi artistici e culturali.

Le associazioni civiche al vice sindaco Sodano: ci rivedremo a Filippi

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Non c’è dubbio, Tommaso Sodano presentandosi spontaneamente al funerale della Villa Comunale, organizzato dalle civiche associazioni, ha compiuto un mezzo miracolo. Questo gesto, infatti, gli ha permesso di conquistare, in un momento non molto felice per l’amministrazione comunale, preziosi attimi di pubblica visibilità e d’imbrigliare – almeno per il momento - il crescente dissenso dei cittadini per gli scempi del patrimonio storico e monumentale della città. E non solo….

Dopo l’incontro del 25 luglio tenuto a Palazzo San Giacomo con una delegazione della società civile, nel monolitico fronte dell’associazionismo cittadino è apparsa una leggera incrinatura. E pensare che soltanto qualche giorno prima dallo stesso assembramento sono partite monetine ed invettive all’indirizzo del vice sindaco. E’ fisiologico, del resto l’Italia è il paese dei mille campanili, dei municipalismi, dei provincialismi. E’ stata sufficiente una serie di promesse, neanche nutrita ed impegnativa e nel terso cielo di Chiaja sono apparsi falchi e colombe. All’apertura di credito offerta all’amministrazione dalle frange “civiche” più organiche alla politica, quelle che ben conoscono i meccanismi della macchina comunale, si è opposto l’irrigidimento delle associazioni che sopportano mal volentieri le dolorose restrizioni imposte alla libertà individuale dall’amministrazione municipale. Kapò e deportati. Quest’ultimi, i cittadini costretti a rimanere a casa o nel quartiere di residenza per l’inesistenza di un servizio pubblico di trasporto, non credono alla possibilità che la giunta arancione possa dar vita ad una rivoluzione copernicana del proprio essere e dalle pagine del social network più diffuso annunciano con toni perentori l’avvio della campagna d’autunno contro il malgoverno della città.

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