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da Legno Storto:

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Napoli

Si spegne il sorriso della sinistra napoletana: scompare Andrea Geremicca

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Figura storica della sinistra napoletana, all’età di 78 anni muore dopo una lunga malattia Andrea Geremicca.  Scrittore, giornalista, ma soprattutto politico, da diversi anni era presidente di  Mezzogiorno Europa, la Fondazione fondata con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale era legato da una lunga amicizia.

La Napoli di Bassolino e Iervolino: tre milioni di euro per eventi culturali

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A CHI SONO ANDATI I SOLDI? di Ciro Crescentini su Cronache di Napoli del 3 maggio 2011
Negli ultimi tre anni, l’amministrazione comunale di Palazzo San Giacomo ha finanziato con oltre un milione di euro, centinaia  di associazioni di ‘fiducia’ specializzate nella promozione di  eventi culturali. Risorse provenienti dalle casse comunali, regionali e comunitarie sono state utilizzate per organizzare mostre, concerti musicali, convegni.

«Se vince de Magistris mi suicido»

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Clemente Mastella a Radio2: «Io mi sono candidato a Napoli proprio per far sì che non accada»
«Se Luigi De Magistris va al ballottaggio mi suicido, ma non ci arriverà, non si è mai visto un magistrato che arriva a fare il sindaco di una grande città». Parole di Clemente Mastella ai microfoni del programma di Radio2 «Un Giorno da Pecora».

Forum delle Culture: la scatola vuota di Oddati

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Bagnoli non sarà più sede del forum. Il progetto stenta a decollare a 24 mesi dall’appuntamento. Napoli rischia l’ennesima brutta figura. Intanto la magistratura indaga.

Il forum universale delle culture nasce con un obiettivo chiaro: riqualificare un’area urbana di una città e farlo secondo i principi dello sviluppo sostenibile. La città, ci spiega Mireia Belil, direttore della Fondazione privata del Forum delle Culture di Barcellona, “si sceglie con sei anni di anticipo, affinché si effettui la trasformazione fisica dello spazio urbano, come sta accadendo a Bagnoli” e, prosegue, “Napoli è stata scelta per la coerenza del programma all’importo di spesa previsto in 150 milioni di euro;

Forum delle culture: opportunità o farsa?

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Pubblichiamo un approfondimento realizzato dal Corriere Università sul Forum delle Culture, che sta rivelando sempre più la sua scatola vuota e inconsistente, espediente che porterà i cittadini napoletani a sobbarcarsi le spese per sostenere una manifestazione che non porterà indotto, non porterà valore aggiunto alla città e che si è rivelato un vero e proprio fallimento nell'ultima edizione cilena.

Comune di Napoli: si dimette Ponticelli

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L'Assessore allo Sport del Comune di Napoli ha rassegnato le dimissioni: i repubblicani appoggeranno Lettieri.
"L'Assessore Alfredo Ponticelli ha rassegnato questa mattina le dimissioni dal suo incarico avendo deciso la Direzione Cittadina del Partito Repubblicano di appoggiare il candidato sindaco del centro destra.

La Metropolitana di Napoli, simbolo dell'Italia che celebra i 150 anni

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34 anni di lavori per realizzare 13,5 km. Una spesa complessiva incalcolabile. I lavori per la realizzazione della linea 1 della metropolitana di Napoli resteranno nella storia per i tempi biblici di realizzazione e i costi complessivi per i quali non esiste una stima precisa


(Lettera Napoletana) Sopra la Stazione “Università” della Metropolitana di Napoli, non funzionante, troneggia dal 22 dicembre scorso la statua equestre di Vittorio Emanuele II di Savoia. La scelta dell’amministrazione comunale di Napoli è stata contestata e il Movimento Neoborbonico ha lanciato una petizione per chiedere che la statua venga inviata a Torino. Ma nella nuova collocazione la statua di quello che la retorica risorgimentale ha chiamato il “Padre della Patria”diventa il simbolo di un grande scandalo nazionale, dell’intreccio tra ceto politico meridionale e grandi imprese del Nord che divora da decenni le risorse pubbliche.

La realizzazione della Metropolitana collinare di Napoli ebbe inizio il 22 dicembre 1976. Governava la giunta di sinistra Pci-Psi guidata dal comunista Maurizio Valenzi, sindaco dal 1975 al 1983. Dell’opera mancava anche il progetto, ma la giunta Valenzi decise ugualmente di realizzare un buco nel sottosuolo di piazza Medaglie d’Oro per accedere ai finanziamenti della Comunità Economica Europea. Da allora 34 anni di lavori hanno prodotto 13,5 km di tracciato, al ritmo di meno di 400 metri all’anno. “Un record mondiale di lentezza” (Ansa, 16.12.2010). La stima complessiva di quanto sia costato finora il Metrò di Napoli non è disponibile, la Società Metropolitana di Napoli manca perfino di un sito Internet. Solo la tratta Dante-Università ( non ancora operativa 7 anni dopo l’apertura della Stazione Dante) è costata – secondo i dati della Società Metropolitana di Napoli S.p.a. - 1 miliardo e 400 milioni finanziati dal Cipe (Roma, 18.12.2010). Il costo per chilometro è di 180 milioni di euro. Una cifra spropositata, senza riscontri in Europa. Il presidente della Società Metropolitana di Napoli, Gian Egidio Silva, al vertice della società dal 1995, ha ammesso che “si tratta di un caso-limite” (Ansa, 16.12.2010), ma riguarda – ha aggiunto –  Roma e tutte le città storiche, che richiedono interventi speciali”. Ma a Roma - dove pure si è gridato allo scandalo per la durata dei lavori del Metrò - la costruzione della seconda linea, da Anagnina a Prati cominciò nel 1964 e riprese nel 1969, dopo un’interruzione di 5 anni. Anche a Roma, come a Napoli, vi sono stati importanti ritrovamenti archeologici, ma nel 1980 la linea Anagnina-Prati è entrata in funzione. Sia pure considerando i 5 anni di interruzione la durata complessiva dei lavori è stata di 16 anni, meno della metà rispetto a Napoli, ed il tracciato realizzato è di 18,425 km, oltre un terzo in più del tracciato del Metrò di Napoli. Le stazioni realizzate sono 37, contro le 14 di Napoli.

La Società Metropolitana di Napoli è una S.p.a. con la partecipazione di grandi imprese del Nord come Impregilo, (già Gruppo Fiat), Astaldi, Pizzarotti, Ansaldo. A progettare la tratta Dante-Garibaldi è stata la “Napoli Metro Engineering S.r.l”, controllata dalla Metropolitana Milanese S.p.a. . Se il tracciato si è sviluppato con una lentezza esasperante sono proliferate rapidamente invece le cosiddette “Stazioni d’arte”, inutili e costose, appaltate al ceto politico locale. Nei 17 anni in cui Antonio Bassolino è stato prima sindaco di Napoli, poi presidente della Regione Campania (1993-2010), ad allestirle sono stati chiamate gli stessi discussi artisti delle discutibilissime opere montate in piazza Plebiscito: da Iannis Kounellis ad Anish Kapoor, a Mimmo Paladino, Luciano Fabro, Rebecca Horn, nell’ambito dello stesso scambio denaro pubblico-consenso che ha dato vita al Museo Madre, divoratore delle risorse della Regione Campania. Quanto ai progettisti delle Stazioni si è fatto ricorso all’architettura della sinistra militante, da Massimiliano Fuksas, a Gae Aulenti, all’architetto del Kitsch Alessandro Mendini, autore del volgare rifacimento della Villa Comunale di Napoli, l’ex Real Passeggio di Chaia, trasformato in un Luna-Park. Si tratta degli stessi personaggi che adesso firmano gli appelli di una autodenominata “società civile” in vista delle prossime elezioni comunali. Ma il loro silenzio, come quello dei mass-media ed il disinteresse della magistratura coprono il dato impressionante che 34 anni e centinaia di miliardi dopo Napoli non ha ancora una metropolitana che si possa paragonare con quella delle grandi città europee, né sa quando potrà averla. Vaghe sono le indicazioni sui tempi di apertura delle Stazioni sul percorso che dovrebbe portare fino a Piazza Garibaldi. Si parla del 2011, 2012, 2013 senza indicare il mese per evitare nuove figuracce. Quattro anni occorrerebbero “per il completamento fino all’aeroporto di Capodichino” (Roma, 18.12.210) Ma al timing dei costruttori del Metrò non crede più nessuno. La Stazione Università, dopo precedenti rinvii, avrebbe dovuto essere inaugurata prima delle elezioni regionali del 28-29 marzo 2010, poi la data è stata spostata a dicembre, e ancora una volta l’obbiettivo è stato clamorosamente mancato.

Il Metrò di Napoli è diventato l’emblema delle Opere Pubbliche nel Sud. Ecco perché la scelta della giunta comunale guidata da Rosa Russo Iervolino di rimuovere da Piazza Bovio, sede dell’antica Borsa, la bella Fontana del Nettuno progettata da Domenico Fontana ed abbellita dalle statue di Pietro Bernini per fare posto alla statua equestre di Vittorio Emanuele II di Savoia è involontariamente carica di significato.
Quella statua è stata collocata sopra la Stazione chiusa di una metropolitana incompiuta, ed è stata scelta per decorare una piazza – come ha ricordato in un articolo il prof. Orazio Abbamonte, docente di Storia del diritto alla Sun (Roma, 27.12.2010) - che delimita il confine dell’area dove fu condotta l’operazione speculativa del Risanamento (1886). Sì , Vittorio Emanuele II di Savoia è il simbolo più adatto per il Metrò di Napoli, la metafora dell’Italia che celebra i 150 anni della unificazione.
tratto da Lettera Napoletana n.35 dicembre 2010 - Editoriale Il Giglio
www.editorialeilgiglio.it

 

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