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Un centro benessere all'ex Ospedale Pace? La protesta delle associazioni

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Sit-in di protesta contro la nuova destinazione d’uso dello storico edificio di via Tribunali, attuale sede della IV Municipalità
Nuova destinazione d'uso per l'ex Ospedale Pace e sfratto per gli uffici della IV Municipalità presenti al suo interno. Il Comune di Napoli prospetta un futuro nuovo per l'edificio storico di via Tribunali, ma le associazioni civiche del territorio non ci stanno. “È assurdo destinare questa struttura ad un uso privatistico di un centro benessere”, è il contenuto della protesta nel sit-in del 18 febbraio di comitati e associazioni del centro storico di Napoli contro la decisione del Comune di Napoli. Decisione giudicata incomprensibile per il valore del complesso monumentale di S. Maria della Pace, sede dell'Ospedale di Santa Maria della Pace, fondato nel 1587 dall'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio.

La realizzazione di un centro benessere rientra nel progetto di riqualificazione della struttura, denominato “Complesso ex Ospedale di S. Maria della Pace”, nell’ambito del piano “Grande progetto Centro Storico di Napoli – Valorizzazione Sito UNESCO”. Piano che prevede la valorizzazione del centro storico partenopeo per il quale saranno stanziati circa 100 milioni di fondi POR Campania FESR, 7 dei quali da utilizzare per il recupero dell’ex Ospedale. Utilizzo considerato discutibile dalla società civile, soprattutto per la finalità stessa del progetto il cui obiettivo è la valorizzazione del patrimonio culturale della città.

“Destinare la sala del Lazzaretto
– nota per il suo significato storico, artistico e religioso – alla realizzazione di un centro benessere è inaccettabile”, dichiara Antonio Pariante del Comitato Civico di Portosalvo che lamenta, tra l’altro, il silenzio della Curia napoletana in merito alla vicenda. Silenzio che i comitati del centro storico vorrebbero, almeno nelle intenzioni, portare all’attenzione di Papa Francesco. Il valore artistico e il significato religioso del Complesso riceverebbero degna considerazione, secondo le associazioni napoletane, con una parola del Santo Padre.

Destinazione d’uso impropria, a quanto pare, per una struttura che invece dovrebbe assolvere alla sua funzione di struttura aggregante in un quartiere difficile come quello dei Tribunali. Interventi propositivi reclamano i comitati civici. Lo sperpero di denaro pubblico in attività come il centro benessere non comporta alcun beneficio - affermano le associazioni - per la collettività, ma rappresentano solo l’occasione per investimenti privati.

Soluzioni alternative alla destinazione d’uso prospettata nella delibera comunale, approvata il 13 agosto 2013, non sembrano mancare. La sala del Lazzaretto spesso ospita eventi culturali, spettacoli, che richiamano un numero consistente di visitatori. Il Presidente della IV Municipalità, Armando Coppola, ha dichiarato di aver più volte proposto all’amministrazione comunale la creazione, per esempio, di una cittadella amministrativa nell’ex Ospedale. Richiesta motivata anche dal fitto passivo di 300 mila euro l’anno sostenuto per la sede principale della Municipalità in via Gianturco.

Nella delibera si rileva l’incompatibilità degli uffici dell’amministrazione territoriale con gli obiettivi del progetto di riqualificazione del centro storico, patrimonio dell’Unesco. Per gli uffici della IV Municipalità si prospetta, dunque, il trasferimento in altra sede. Annotazione che suona incoerente rispetto alla destinazione d’uso per un centro benessere. Come si legge, ancora, nel documento comunale il beauty center è solo una delle varie attività, tra loro eterogenee, ipotizzate per il rilancio della struttura. Tra queste figurano la creazione del museo etnoantropologico, il museo pinacoteca, le residenze (centro anziani e studentato), le botteghe artigiani.
Per i comitati civici la riqualificazione dell’ex Ospedale Pace, così come dei Decumani in generale, sottende altri interessi – di natura privatistica – “che rischiano di compromettere e di alterare seriamente le straordinarie caratteristiche storiche, artistiche e monumentali della nostra città riconosciute dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. Nulla in contrario verso l’investimento dei privati nei luoghi e nei siti pubblici, sottolineano le associazioni. Si contesta, però, l’utilizzo degli edifici storici incompatibile con la loro natura di beni comuni.

Tutela dei beni comuni vanto e mantra dell’amministrazione guidata da Luigi de Magistris. Forse non sufficientemente colta vista la destinazione d’uso per l’ex Ospedale Pace.
Loredana Orlando

 

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