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Sud: Bassolino prepara il ritorno tra vecchie e nuove complicità

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(Lettera Napoletana) Antonio Bassolino prepara il suo ritorno in politica ed una probabile ricandidatura a sindaco di Napoli, se non riuscirà prima a strappare una candidatura alle europee di maggio 2014.
Come sempre, l’ex funzionario del Pci, in linea con la scuola politica dalla quale proviene, non ha espresso chiaramente l’intenzione, ma i suoi comportamenti non lasciano dubbi. Il 19 ottobre, per presentare nel foyer del Teatro San Carlo il suo libro “Le Dolomiti di Napoli”, Bassolino ha raccolto vecchi esponenti del sistema di potere costruito in 17 anni (1993-2010) da sindaco di Napoli e da presidente della Regione Campania e Commissario di governo per l’emergenza rifiuti, nuova potenziale clientela, e giornalisti anche di nome, la cui complicità è sempre stata uno dei suoi principali punti di forza. Tra essi Lucia Annunziata ed Antonio Polito, oltre a vecchi ammiratori della stampa locale che lo hanno incensato per anni.

E in sala ad ascoltarlo c’erano anche il “leader dell’opposizione” di centro-destra, Gianni Lettieri, ed il segretario cittadino del Pdl Amedeo Laboccetta (Il Mattino, 20.10.2013). Un dettaglio che spiega la politica degli ultimi due decenni a Napoli e nel Sud meglio di tante analisi.

Il giorno dopo, domenica 20 ottobre, Bassolino si è presentato al Cinema Filangieri per un abbraccio, davanti a giornalisti e fotografi, con Gianni Cuperlo, candidato dell’area D’Alema-Bersani alla segreteria del Pd, che ha definito “una buona notizia per il partito” il ritorno dell’ex sindaco di Napoli alla politica attiva (Ansa, 20.10.2013). Solo qualche settimana prima, Bassolino aveva pronunciato giudizi ampiamente positivi sul rivale di Cuperlo, Matteo Renzi, ma anche questo è in linea con la sua formazione politica ed i suoi comportamenti.

Rinviato a giudizio nel 2008 per disastro ambientale, truffa ai danni dello Stato, frode in pubbliche forniture, abuso di ufficio e falso, reati relativi agli anni 2000-2004, nei quali era Commissario straordinario di governo per l’emergenza rifiuti in Campania, Bassolino è stato sotto processo dal maggio 2009, fino all'assoluzione di oggi; ma per gran parte dei reati contestatigli aveva già ottenuto la prescrizione. Il tutto nel silenzio dei mass-media. Il processo, per una decisione dell’ex Procuratore Generale di Napoli Vincenzo Galgano, si è svolto senza la presenza di tv e radio, che non sono state ammesse in aula. Le sue immagini da imputato non si sono mai viste.

Nel 2010 Bassolino è stato nuovamente rinviato a giudizio per peculato, ancora da Commissario ai rifiuti, ed attende il processo. La Corte dei Conti lo ha condannato nel 2012 a risarcire 195mila euro per l’alluvione di Sarno (Salerno) del 1998, e nel 2013 a risarcire al Comune oltre 560 mila euro per l’assunzione nei Consorzi di Bacino di circa 2 mila disoccupati (in realtà sacche clientelari in gran parte collegate ai partiti di sinistra) che avrebbero dovuto dedicarsi alla raccolta differenziata dei rifiuti ma non hanno mai lavorato. Non ha però risarcito neanche un euro, perché nessuna proprietà risulta intestata a suo nome e non risulta titolare neanche di un conto corrente.

Il ritorno di Bassolino sulla scena politica avviene grazie a vecchie e nuove complicità. Un ceto politico trasformista e subalterno, con il quale si prepara a dare vita ad una lista “trasversale” che potrebbe includere pezzi di centrodestra, come per esempio il suo ex uomo di fiducia all’Unione Industriali, Gianni Lettieri, candidato sindaco sconfitto da De Maigstris (si può capire il perché) alle ultime comunali, una magistratura compiacente, una stampa che ha fatto da cassa di risonanza alla incredibile mistificazione del “Rinascimento napoletano”, mentre la città toccava livelli di degrado mai visti nella sua storia, gli ambientalisti che scoprono adesso la “Terra dei fuochi”, cioè l’entroterra a Nord di Napoli dove immigrati usati come manovalanza dalla criminalità organizzata e nomadi rom scaricano rifiuti tossici. Quando il traffico di rifiuti tra clan della camorra ed industrie, molte delle quali del Nord, era in pieno svolgimento tacevano. A gestire discariche ed impianti era Bassolino, Commissario straordinario di governo per l’emergenza rifiuti, una gigantesca macchina clientelare per l’organizzazione del consenso dove si pagavano stipendi fino ad un milione di euro all’anno. Gli ambientalisti che oggi marciano tacevano. Si indignano adesso che si discute sulle bonifiche, e soprattutto su chi dovrà gestirle, su come rimediare ad un disastro ambientale il cui maggiore responsabile, è proprio lui, Bassolino. Al Sud, in ampie zone di Napoli e della Campania, la puzza di rifiuti si sente davvero e l’inquinamento fa morire di cancro. Ma certi nuovi meridionalisti ad indignazione alternata se ne accorgono solo adesso. Se un uomo nefasto per il Sud come Bassolino riuscirà a tornare al potere sarà per colpa di chi gli ha fatto da spalla con il suo silenzio.
Lettera Napoletana (LN69/2013) - Editoriale Il Giglio.
Foto tratta da La Repubblica Napoli

 

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