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Cassa Armonica, dallo scempio a simbolo di rinascita

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Le tappe dell’incredibile scempio perpetrato ai danni del monumento napoletano divenuto il simbolo del movimento di difesa del patrimonio artistico della città: annunci, bugie, promesse non mantenute, orrori
La Cassa Armonica di Enrico Alvino è divenuta il simbolo dell’indignazione di cittadini, associazioni e movimenti civici contro la politica della Giunta de Magistris. Lo scempio perpetrato ai suoi danni, con la privazione della corolla caratteristica realizzata con vetri multicolore, rappresenta degnamente la sciatteria e l’indifferenza con la quale l’amministrazione arancione si prende cura del patrimonio artistico e monumentale della città. Dietro la difesa della struttura architettonica, la città sembra volersi riappropriare della propria identità e storia, riscattando decenni di noncuranza e profanazioni compiute da una classe dirigente arrogante e priva di cultura, con il complice silenzio della Soprintendenza.
Quella che proponiamo è la ricostruzione delle tappe principali di una vicenda dai contorni sempre più sconcertanti. 

LA VICENDA
– In previsione delle gare di vela del circuito esibizione dell’America’s Cup, si decide di usare la Cassa Armonica come palco per la premiazione. Per questo fu imbracata e sottoposta a una serie di lavori, che in un primo momento saranno definiti di pulizia e ristrutturazione. Si scoprirà solo in un secondo momento che in realtà si trattava di lavori di messa in sicurezza affidati alla ditta Neri per un importo pari a 48.461,26 euro (vedi delibera linkata in basso). Alla rimozione delle impalcature, stupore e delusione sono i sentimenti ricorrenti nel vedere la struttura in stile liberty di fine ‘800. In seguito alla segnalazione di Angelo Forgione, blogger attento alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico della città, monta la polemica al punto da investire l’ufficio di comunicazione del Sindaco. La Cassa Armonica riconsegnata con la ruggine e le scritte immutate, ma senza la pensilina perimetrale in ghisa e vetro che la rendeva unica nel suo genere, porta a veementi contestazioni soprattutto in seguito ai primi riscontri sullo stato di conservazione del materiale rimosso.

Se la versione ufficiale assicura la messa in sicurezza dei pezzi in un deposito del Comune, in attesa dell’opera di ripristino da autorizzare ad opera del Comune con apposita determina” (versione dei tecnici del Comune e della ditta Neri, riportata da La Repubblica Napoli), la realtà mostra i vetri colorati rifatti dalla Saint Gobain e i bracci di ghisa e ferro ‘custoditi’ in un cantiere della linea 6 della metropolitana, tenuti insieme con filo di ferro, esposti alle intemperie e al danneggiamento da parte di balordi o animali randagi.

L’ACCUSA – L’avvocato Rosario Rusciano, un passato da assessore comunale, è spietato nella sua analisi e attacca frontalmente il Sindaco, reo di essersi incaponito nel trasformare la Cassa Armonica in un palco. Uno scandalo aggravato dalla custodia riservata ai pezzi staccati, al punto da spingerlo a presentare in Procura una denuncia per distruzione di un monumento sotto vincolo: “è uno scandalo: hanno rimosso la corolla sostenendo che era pericolante, anche se non risulta che qualcuno l’avesse certificato. E non risulta che prima del trasloco i pezzi siano stati catalogati da qualcuno”.

LA DIFESA APPROSSIMATIVA – Ad aggravare la situazione, le singolari difese imbastite all’impronta dai comunicatori del Sindaco. Per rintuzzrare le critiche provenienti dai frequentatori dei social network, Alessio Postiglione, staffista di de Magistris, si lancia in una serie di affermazioni dal tono perentorio e dai contenuti imbarazzanti, che riportiamo integralmente:  “il sindaco ha a cuore il patrimonio. Faremo un'inchiesta immediata per capire le responsabilità di questa vicenda. Allo stato attuale, mi è stato riferito che i pezzi della cassa armonica erano stati lasciati all'aperto in quanto trattasi di rame che non si rovina e perchè ancora ci devono essere i lavori del restauro. Se qualcosa dovesse essere andato storto, puniremo i responsabili della vicenda. (Staff sindaco)” – E ancora: “Vi confermo che i controlli del Comune in merito alla Cassa armonica sono stati effettuati. Dunque: le pensiline sono state lasciate nel cantiere a cielo aperto dalla ditta che ha effettuato i lavori seguendo tutte le procedure; questa cosa non le mette in pericolo e verranno restaurate in loco e rimesse sulla cassa armonica a stretto giro”. Prontamente ridicolizzato dai più esperti per aver ritenuto plausibile la realizzazione di una struttura di quella dimensione in rame (in realtà in ghisa), la rabbia anziché placarsi, si moltiplica ed il più acuto osservatore dichiara: “è una vergogna che il Sindaco faccia parlare degli ignoranti che non sanno cosa dicono. Il sig. Postiglione ci dimostri che la costruzione sia in rame. Forse poteva provare a informarsi prima su wikipedia: la Cassa Armonica di Enrico Alvino in ghisa e vetro. Una costruzione in rame non potrebbe reggere. E questa è una vergogna che si aggiunge alla vergogna più grande: una amministrazione che non cura e tutela il suo patrimonio artistico è un pericolo per la storia, la cultura e il futuro della città stessa”.
Quanto al ripristino della condizione originaria, con il restauro da compiere “a stretto giro”, a distanza di oltre un anno ancora non v’è alcuna traccia.

LA GARA PER IL RESTAURO – Nell'autunno 2012 arriva l’annuncio in pompa magna sul sito del Comune e sul gruppo facebook del comune di Napoli: “Sono stati stanziati fondi pari a 400 mila euro per la cassa armonica in settimana” (Felice Balsamo, responsabile web del Sindaco, 9 novembre 2012); “Stasera la Giunta ha approvato il restauro della Cassa Armonica… tra poco il via ai lavori…” (Mimmo Annunziata, capo ufficio stampa del Comune di Napoli, 9 novembre 2012). Purtroppo la macchina di disinformazione dell’amministrazione comunale sbaglia sui tempi, contenuti e modalità. Innanzitutto la Giunta comunale avrebbe stanziato 400 mila euro non esistenti, nel senso che si sarebbero dovuti trovare dalla donazione di un facoltoso sponsor (che ovviamente non si è poi trovato); l’inizio imminente dei lavori, altro non era che un'ottimistica previsione di Mimmo Annunziata, persa nel calderone di annunci sfornati a getto continuo dall’organo di governo cittadino. Del resto quale società ‘donerebbe’ centinaia di migliaia di euro a chi ha permesso la distruzione del monumento che si deve restaurare?

LA CASSA ARMONICA OGGI
- Con la gara andata deserta, nonostante l’allettante offerta di vedere i propri messaggi pubblicitari sistemati intorno alle impalcature per il restauro, la cassa armonica mostra ancora il suo volto deturpato. Il deposito sicuro che avrebbe dovuto preservare i vetri, i decori, i semiarchi e le mensole, è sempre più ‘aperto’ alla città, quasi a voler condividere la custodia con l’intera cittadinanza. Le inferriate entro cui erano riposti mostrano due aperture prive di difesa o controllo, tanto da rendere possibile l’accesso e il prelievo da parte di chiunque male intenzionato o semplice balordo. Certi che anche su questo il Comune saprà far partire un’indagine per accertare le cause e i responsabili, nel frattempo allo stupore si è associato un senso di nausea che coinvolge una fetta sempre più consistente di cittadini, decisi a reagire. Per questo lunedì 22 luglio 2013, decine di associazioni, chiamate a raccolta dal Comitato Civico di Portosalvo, celebreranno il funerale della Villa Comunale, ridotta in uno stato di degrado e abbandono, dinanzi alla Cassa Armonica, luogo simbolo dello scempio, ma anche punto da cui ripartire.
Paolo Carotenuto


La delibera di giunta relativa ai lavori di messa in sicurezza della Cassa Armonica affidati alla ditta Neri nel marzo 2012

 



In alto a destra, cliccando sull’immagine è possibile aprire una gallery di fotografie che illustrano lo stato in cui versa il cantiere entro cui sono conservati i resti della Cassa Armonica. Si possono notare addirittura due aperture ad aggravare lo stato di totale insicurezza cui sono relegate le parti che dovranno essere oggetto dell’attività di restauro.
La seconda immagine è uno screenshot della pagina Ufficio Stampa del Consiglio Comunale di Napoli, nella quale è possibile imbattersi nella comunicazione non veritiera realizzata da un collaboratore personale del Sindaco e da un dipendente comunale

 

 

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