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Merkel frena sul fondo salva-Stati

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Annullata la riunione dei leader dell’eurozona sull’incremento delle risorse per il fondo salva-Stati.

Il presidente del consiglio europeo, Herman Van Rompuy, è stato costretto ad annullare il vertice tra i 17 capi di Stato e di governo della zona euro, indetta per il 2 marzo, a causa dell’ostracismo tedesco sull’incremento delle risorse per il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf) e per il Meccanismo europeo di stabilità (Mes).

La cancelliera tedesca Angela Merkel non vede alcuna necessità di discutere sull’aumento delle risorse già disponibili, nonostante le pressione degli altri leader della zona euro. Il veto tedesco nasce dalla difficoltà politica della Merkel di convincere l’opinione pubblica teutonica, in vista delle elezioni primaverili nel Nordreno-Westfalia, dimostratasi ostile alla condivisione del debito sovrano.

 

Il rinvio della riunione non ha modificato in modo sostanziale l’agenda della due giorni europea. Infatti il vertice del Consiglio europeo del 1 e 2 marzo è stato confermato. Come anticipato da Il Messaggero, nella bozza conclusiva dei lavori «L’Ue sta prendendo tutte le misure necessarie per rimettere l’Europa sulla strada della crescita» il cui programma prevede «il continuo consolidamento di bilancio e un’azione determinata per sostenere la crescita e il lavoro». Strategia per ora non condivisa dal governo teutonico la cui principale preoccupazione è non perdere la maggioranza nel Bundestag. Insistere sul consolidamento di bilancio potrebbe, nella fase preelettorale, alienare le simpatie dell’elettorato più conservatore legato alla Cdu, il partito della Merkel. Si aggiunga anche la sentenza, prevista nei prossimi mesi, della Corte Costituzionale tedesca il cui verdetto sulla legittimità del fondo salva-Stati tiene ulteriormente in scacco le sorti dell’eurozona.

Tra i rappresentanti degli altri Stati membri presenti al vertice non si registra un particolare disappunto rispetto all’univoca decisione tedesca di annullare una riunione importante per la tenuta economica della zona euro. Il ministro italiano per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, ha dichiarato che «il fatto che ci sia una pausa di riflessione non è necessariamente da leggere in termini negativi». Forse, continua Moavero, l’accordo sull’utilizzo dei 250 miliardi che restano al Fesf e dei 500 miliardi del Mes potrebbe slittare tra «la fine di marzo e l’inizio di aprile». Sul tavolo dei tecnici è allo studio lo stanziamento in un’unica soluzione di 750 miliardi di euro per il fondo salva-Stati.

Intanto proseguono i lavori all’interno del Consiglio europeo, la cui bozza di conclusioni pone l’accento sulle proposte per la crescita promosse da Italia, Regno Unito e Olanda riassunte nel comune obiettivo in cui «Il mercato unico deve essere portato a una nuova fase di sviluppo rafforzando la sua governance e migliorando la sua implementazione».

Tra gli impegni previsti nella due giorni europea, i capi di Stato e di governo firmeranno il Fiscal compact. L’ulteriore inasprimento fiscale dell’eurozona rischia, tuttavia, di subire una prima bocciatura dall’Irlanda i cui cittadini saranno chiamati al referendum sulla ratifica del medesimo trattato. Nonostante le rassicurazioni del primo ministro irlandese, Enda Kenny, espresse in Parlamento circa l’opportunità degli irlandesi di confermare l’impegno dell’Irlanda come Stato membro dell’euro, il referendum prolungherà lo stato di incertezza vigente in Europa.

 

Loredana Orlando

 

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