Dom19112017

Agg.:03:11:15

da Legno Storto:

Benvenuto in Medinapoli News !!!

Back Attualità Attualità News Italia Italia promossa dalla Commissione Europea

Italia promossa dalla Commissione Europea

  • PDF

La Commissione Europea ha chiesto la chiusura del procedimento d’infrazione del deficit pubblico per l’Italia, avviato nel 2009, durante l’esecutivo di Berlusconi. La notizia, trapelata nei corridoi di Bruxelles già nei giorni scorsi, ha ricevuto l’ufficialità il 29 maggio.

Il documento certifica la politica di rigore e di tagli alla spesa pubblica attuata dal governo tecnico. Infatti l’attuale premier, Enrico Letta, commentando il via libera da parte della Commissione ha ringraziato gli italiani “per lo sforzo sostenuto” e il suo predecessore, Mario Monti, “al quale va il mio personale ringraziamento”. Non manca Letta di rimarcare il ruolo del suo governo il cui impegno «è quello di rispettare gli obblighi assunti in sede europea e di applicare il programma sul quale il Parlamento ha votato la fiducia». (la Repubblica, 29 maggio).

Il via libera da parte della Commissione potrà sbloccare le risorse soltanto a partire dal 2014 mentre per l’anno in corso sarà necessario rimanere nel parametro del 3% relativo alla spesa pubblica così come stabilito dal vincolo di bilancio europeo. Comunque, si tratta di una boccata di ossigeno per l’Italia il cui governo ha ora l’occasione per programmare piani di intervento finalizzati alla crescita economica del Paese. Infatti, «Non ci sarà più il monitoraggio e il tutoraggio continuo degli ultimi due anni» (la Repubblica, 27 maggio), ha osservato Letta.

Obiettivo immediato dell’esecutivo è lo sblocco del pacchetto di 6 miliardi- lo Youth Guarantee- destinato alla lotta contro la disoccupazione giovanile per la cui approvazione il premier italiano vorrebbe stringere i tempi nell’ambito del Consiglio europeo in programma a giugno.

Tale provvedimento rientra nelle politiche europee di sostegno allo sviluppo dell’occupazione, argomento che accompagnerà i prossimi incontri tra i capi di Stato e di governo dell’eurozona. Ora anche i rappresentanti più refrattari all’attuazione di misure votate alla crescita, in primis la Germania, sembrano aver adottato una linea politica improntata all’approvazione di atti per lo sviluppo economico. Stando alle previsioni ottimistiche di Palazzo Chigi, già al Vertice Ue di fine giugno dovrebbero essere anticipate le misure relative al sostegno dell’occupazione per i giovani europei almeno sul piano politico, per poi attendere il mese di dicembre per un concreto piano di intervento.

Per quanto concerne l’abrogazione della procedura sul deficit eccessivo verso l’Italia, il documento stilato dalla Commissione prevede il rientro del Pil entro il 3% per il 2013 a patto che rimangano invariate le politiche economiche di risanamento dei conti pubblici.

Sono sei le raccomandazioni e i provvedimenti da adottare, entro il periodo 2013-2017, stabiliti dall’esecutivo europeo per il BelPaese.

Conti pubblici. Come anticipato, la Commissione scrive «che il deficit resti sotto il 3% nel 2013, persegua l'aggiustamento strutturale a un ritmo appropriato e attraverso un consolidamento favorevole alla crescita in modo da raggiungere gli obiettivi di medio termine a partire dal 2014». A partire dal 2015 le previsioni potrebbero rimanere valide a patto che l’Italia continui a perseguire i piani di riqualifica strutturale dei proprio deficit.

Riforme e crescita. La raccomandazione auspica una maggiore efficienza della macchina amministrativa. In particolare l’avvertimento riguarda la giustizia civile per la quale, annota la Commissione, occorre «semplificare il quadro regolamentare per cittadini e imprese limitando la durata dei processi e riducendo gli alti livelli di cause, promuovendo procedure di accordo extra-processuali». Sono previsti provvedimenti per migliorare la gestione dei fondi Ue, relativi al periodo di programmazione 2014-2020, destinati soprattutto al Mezzogiorno,.

Banche. Bruxelles consiglia al governo italiano di «migliorare l’efficienza del settore bancario», allo scopo di facilitare la trasmissione dei crediti all’economia in prospettiva di una maggiore redditività tra i crediti, erogati dalle banche, e le imprese soprattutto in tempi di crisi.

Lavoro e politiche sociali. Per questa raccomandazione l’esecutivo di Bruxelles ha profuso maggiore attenzione in quanto chiede all’omologo italiano l’«attuazione effettiva alle riforme del mercato del lavoro e del quadro per la determinazione dei salari per permettere un migliore allineamento dei salari alla produttività». Un riferimento particolare va alle donne e ai giovani nell’ambito dell’inserimento nel mondo del lavoro: la Commissione cita lo “Youth Garantee” promosso in questi giorni proprio dal premier Letta.

Fisco ed evasione. Il tallone d’Achille dei conti pubblici italiani non poteva mancare nella lente d’ingrandimento della Commissione europea. Nel documento si consiglia di «trasferire il carico fiscale da lavoro e capitale a consumi, beni immobili e ambiente assicurando la neutralità di bilancio». Un invito a rivedere le politiche in materia di tassazione sul lavoro oggetto di scontro e di polemica negli esecutivi della seconda Repubblica. Ora spetterà al governo delle larghe intese adottare provvedimenti volti alla riduzione del carico fiscale sul lavoro. Inoltre, nella raccomandazione è contenuta una menzione sull’Imu per la cui revisione essa invita a «procedere alla riforma del catasto allineando gli estimi e rendite ai valori di mercato».

Servizi e liberalizzazioni. In questo settore la Commissione raccomanda una maggiore competitività in riferimento, soprattutto, agli investimenti infrastrutturali «sulle interconnessioni energetiche, sul trasporto intermodale e, nelle telecomunicazioni, sulla banda larga ad alta velocità» allo scopo di superare l’arretramento del Sud rispetto al Nord.

Il documento con le relative raccomandazioni dovrà essere sottoposto al vaglio dei ministri finanziari del Consiglio Europeo il prossimo 21 giugno. Intanto il governo Letta dovrà proporre una serie di atti ad hoc al fine di avviare la fase di ripristino della competitività economica, varando in primis il provvedimento concernente la defiscalizzazione sul lavoro.

 

Loredana Orlando

mediformazione

Giornalista AAA
Diventare Giornalista...

Ambiente pulito

Mela verde
La differenziata come frutto...

Editoria Digitale

JA Teline IV
per diventare Editori FaidaTE...

Moda & Stile

Moda Modella
Quando la moda non è immagine...