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Tav. Bilaterale Francia-Italia

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Lione. Durante la conferenza stampa congiunta, il premier italiano Monti e il presidente francese Hollande hanno ribadito la ferma intenzione di proseguire con gli accordi già stipulati tra i due paesi in merito alla costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione, meglio nota come Tav.

La sottoscrizione dell’impegno per la realizzazione del progetto entro i tempi previsti rientra nella visione generale di una politica comune. La necessità di ridurre lo spread, tra gli argomenti affrontati durante il bilaterale, rappresenta il fondamento per la costruzione di una convergenza politica tra gli Stati membri dell’Ue. Secondo Monti ed Hollande, infatti, non bastano le politiche di rigore nonostante «per la crescita la disciplina di bilancio sia una condizione necessaria ma al tempo stesso non sufficiente: servono iniziative concrete, come quella confermata oggi, con la volontà politica comune di realizzare la Torino-Lione». Quest’affermazione segue il calo dello spread tra Bund tedeschi e bond italiani del 3 dicembre con il differenziale sceso sotto la quota di 300 punti. Il capo del governo italiano ha affermato che il suo desiderio è arrivare a 287 punti base «che rappresenta un obiettivo e spero sia presto toccato», ha auspicato Monti in riferimento alla metà della «quota 574 con cui abbiamo iniziato il nostro percorso».

Intanto si sono verificati scontri nella città sede dell’incontro dove un migliaio di oppositori italiani e francesi hanno protestato contro la Tav. Un nutrito gruppo di manifestanti provenienti dalla Val di Susa ha raggiunto Lione per unirsi agli omologhi transalpini in vista di un corteo. Tentativo andato a vuoto per l’ingente schieramento di gendarmi e polizia in assetto antisommossa. Dopo i primi tafferugli, con lanci di lacrimogeni dalle fila dei manifestanti cui gli agenti hanno risposto con spruzzi urticanti, la situazione è rientrata nella normalità.

Rimane ferma la volontà italo-francese di proseguire nella realizzazione del progetto. Monti ha ribadito che l’accordo siglato tra Francia ed Italia lo scorso 30 gennaio “sarà presto sottoposto alla ratifica del Parlamento italiano”, evidenziando i benefici che quest’opera porterà all’Italia e all’Europa. Si prevede un aumento del volume degli scambi merci consentito dal passaggio dal trasporto merci su gomma a quello sulle rotaie attraverso le Alpi. Tuttavia, si sollevano voci contrastanti relativamente al rapporto costi-benefici. La Corte dei Conti francese ha espresso dubbi sul costo dell’opera da parte dell'Eliseo il cui contributo ammonterebbe a 11 miliardi euro. Immediata la risposta italiana alle preoccupazioni in terra d’Oltralpe tramite il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Pansera, il quale ha ricordato alla Francia l’accordo sul mantenimento degli impegni già stipulati. Per quanto riguarda il nostro Paese, il contributo alla realizzazione della prima fase della linea ammonta a 2,8 miliardi di euro.

Permangono dubbi circa l’ammontare del finanziamento da parte dell’Unione europea. Per il momento, Italia e Francia sono impegnate nell’implementazione a fasi dell’opera chiamato progetto “low cost”, la cui prima fase consiste nella realizzazione del tunnel Susa- Saint Jean de Maurienne. Trattandosi di un’opera transfrontaliera, l’Ue prevede un finanziamento comunitario pari al 40%. Nel caso dell’Italia, dunque, il suo contributo non raggiungerebbe i 3 miliardi di euro in quanto la spesa complessiva per il progetto, stando alle stime di Palazzo Chigi, è di 8,2 miliardi,  il 57,9% dei quali a carico dell’Italia.

Tuttavia la misura del cofinanziamento al 40% per le opere transfrontaliere prioritarie è ancora in discussione, fanno sapere fonti dell’Unione europea. In riferimento alla stagnazione economica prodotta dalla crisi internazionale, molti Stati membri hanno chiesto alla Commissione di ritoccare al ribasso il bilancio settennale effettuando tagli alle opere mastodontiche, come la Tav. Tale richiesta è maturata in seguito al rinvio, nel corso dell’ultimo Consiglio Europeo, dell’approvazione del bilancio comunitario 2014-2010 per l’inizio del prossimo anno.

Intanto, Monti dà l’appuntamento al prossimo bilaterale Italia-Francia previsto a Torino per il 2013. Un nuovo vertice per ridefinire l’accordo sulla linea ad alta velocità transalpina, nonostante l’opposizione di molti cittadini, amministrazioni piemontesi e associazioni ambientaliste allarmati per l’impatto ambientale e per le ricadute economiche che potrebbero ripercuotersi in Val di Susa.
Angelo Cirillo

 

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