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Bilancio Ue. Presentata la bozza per il quadro finanziario pluriennale 2013

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Dopo ore di consultazioni, le proposte del presidente del Consiglio europeo, Van Rompuy, in riferimento alle linee guida del bilancio comunitario sono state accettate dalla maggioranza dei capi di stato e di governo dei paesi membri dell’eurozona, riunitisi a Bruxelles per il vertice sul Bilancio Ue il 7 e 8 febbraio.

Il tetto complessivo di spesa, nella bozza di Van Rompuy, ammonta a 960 miliardi di euro per gli impegni, mentre i pagamenti effettivi sono di 908,4 miliardi. La cifra complessiva risulta inferiore di quasi 12 miliardi di euro rispetto alla proposta iniziale avanzata dallo stesso presidente del Consiglio europeo nel fallito vertice dello scorso novembre. Si evidenzia la forte contrazione economica dell’ultimo anno causa di una mancata politica di sviluppo improntata, invece, al rigore di bilancio.  Per la prima volta nella storia del bilancio Ue il tetto complessivo di spesa non aumenta. Infatti si nota la discrepanza rispetto all’ultimo bilancio, relativo al periodo 2007-2013, a livello di impegni e pagamenti effettivi pari rispettivamente a 34 e 34,6 miliardi.

Piccoli incrementi di spesa si registrano nell’erogazione di fondi per la Politica Agricola Comunitaria, la PAC, cui viene riservato un incremento di poco più di un miliardo di euro, mentre crescono di quasi 5 miliardi i fondi per la coesione economica, sociale e territoriale.

Previsti stanziamenti anche per l’Italia: 3 miliardi in più da distribuire nelle note relative alle “regioni meno sviluppate” e “allo sviluppo rurale”.

Per quanto riguarda i tagli alla spesa sono state colpite aree strategiche per la crescita e lo sviluppo economico: infrastrutture, innovazione e ricerca. La bozza prevede tagli pari a 13,84 miliardi di differenza tra lo stanziamento di 125,69 miliardi e la proposta di 164,31 miliardi presentata al vertice di novembre. La scure del rigore si abbatte anche nel capitolo Connecting Europe, settore nevralgico per la realizzazione di infrastrutture nei trasporti, nelle reti e nell’energia, con una perdita di oltre 11 miliardi.

Non si evidenzia un particolare incremento nello stanziamento di fondi contro la disoccupazione giovanile con circa 6 miliardi di euro cui potranno accedere i Paesi dove il tasso di disoccupazione supera il 25%, Italia compresa; confermato anche il fondo per gli aiuti ai cittadini a rischio povertà: 2,1 miliardi.

Il vertice Ue si conclude non senza polemiche da parte di alcuni rappresentanti delle istituzioni europee. L’accordo non ha stemperato le forti perplessità relative al mancato aumento della spesa di bilancio soprattutto nei settori trainanti l’economia e l’occupazione. “Non posso immaginare che il Parlamento approvi un bilancio che crea deficit perché ciò è illegale”, è il commento del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz (la Repubblica).

Una bozza, dunque, che rimane impigliata nei gangli del rigore ancora lontana dall’effettivo rilancio della crescita economica europea.

Loredana Orlando

 

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