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"Realfonzo inadeguato". "Sindaco interessato ai grandi eventi, non al bilancio"

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E' scontro aperto tra il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e l'ex assessore al bilancio Riccardo Realfonzo.
"Si è mostrato inadeguato ad una sfida epocale: dalle partecipate alla lotta all'evasione, su cui ho sempre insistito molto. A Realfonzo consiglio di stare tranquillo: Napoli è in buone mani, soprattutto mani oneste che lavorano assiduamente per il bene dei cittadini e che hanno rilanciato l`immagine di Napoli in Italia e nel mondo".

Sono le parole che de Magistris ha riservato al suo ex assessore al Bilancio. In un'intervista rilasciata al Mattino di Napoli, ha rincarato la dose:
«Ho parlato molto a lungo con Riccardo e gli ho detto anche le mie difficoltà umane a prendere tale decisione. Sono una persona che fa quello che dice. È mancato un lavoro di squadra. Siamo in un momento di crisi e non serve chi gestisca l’ordinario ma chi abbia idee nuove e coraggio nel rischiare». Quindi l’affondo: «È la fisiologica reazione da parte di chi ha coscienza di non aver centrato gli obiettivi ed è stato per questo sostituito. Per il resto vale quanto già detto in altre occasioni: non prendo, vista anche la mia biografia, lezioni di legalità da nessuno, soprattutto quando è strumentalmente agitata per nascondere le proprie responsabilità. Così come sono irricevibili, visto l'operato di questa amministrazione, sermoni sulla necessità di governare in discontinuità, avendo agito in totale rottura col sistema del passato. A Realfonzo consiglio di stare tranquillo: Napoli è in buone mani, soprattutto mani oneste che lavorano assiduamente per il bene dei cittadini e che hanno rilanciato l'immagine di Napoli in Italia e nel mondo».

La controreplica di Realfonzo non si è lasciata attendere. «Nelle prime settimane di lavoro feci fare una due diligence, che trasmisi al sindaco, gli prospettai l’alternativa tra un percorso che ci portasse alla dichiarazione di dissesto e una seria politica di risanamento. Il sindaco scartò subito la strada del dissesto, senza però nemmeno sostenermi in tutti questi mesi nel perseguire la strada del risanamento». Le divergenze sono numerose: «Estremamente difficile è stato far passare la delibera sui residui attivi - conclude il doppio ex di Palazzo San Giacomo - Ed è del tutto chiaro che la mia linea, coerente con l’impostazione già portata avanti nella mia breve stagione con la giunta Iervolino, entrava in conflitto con la politica degli eventi da organizzare in città, e con una visione della spesa pubblica scarsamente consapevole dei problemi e non molto diversa da quelle del passato».