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Il cardinale Sepe: "In Terra dei fuochi dramma umanitario"

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Il Cardinale Sepe e i Vescovi delle Diocesi della "Terra dei fuochi" condividono l'appello del Presidente della Repubblica - "Non abbassare la guardia e fare presto"
Fate presto, sentiamo il dovere di dire a quanti hanno ruolo, responsabilità e autorità di intervenire e decidere per frenare il dilagare di timore, di paura e di mali.
Nei giorni scorsi il Cardinale Sepe ha parlato di dramma umanitario. L'arcivescovo di Napoli, ribadisce la sua posizione sulla Terra dei fuochi già espressa nella lettera scritta con i vescovi dell'area tra le province di Napoli e Caserta. "Se si respira un veleno non si può attendere e vedere cosa succedera' tra un mese - aggiunge - perché il veleno lo si respira giorno per giorno, l'acqua, se inquinata, si beve giorno per giorno". "Non possiamo attendere, perché ogni giorno che passa è un ulteriore avvelenamento e quindi pericolo e causa di malattie per i nostri giovani, anziani, per tutti".

Al di là di qualche provvedimento, pur necessario e importante, ancora si discute sul da farsi, mentre urgono bonifica, controllo sanitario, sostegno all’economia, incoraggiamento per far emergere dal lavoro nero tante piccole imprese nascoste e spesso inquinanti, perimetrazione dei terreni malati, tutela della buona agricoltura e dei produttori onesti, gravemente danneggiati da giudizi generalizzati se non da vergognose speculazioni di chi, non potendo prevalere con la concorrenza lecita, cerca di trarre vantaggio da incolpevoli sventure altrui.

Di fronte a questa realtà, pertanto, ancora una volta esprimiamo preoccupazione e dolore per il dramma che stanno vivendo tante famiglie e tante comunità di quella parte del territorio campano, tristemente definita come “terra dei fuochi”.

Troppi stanno pagando, sulla propria pelle, l’arroganza, la prepotenza, l’inciviltà, l’avidità e la stupidaggine di criminali che, senza avere pietà neppure per i propri figli e i propri familiari, non hanno esitato a vendere la propria terra a persone disoneste quanto loro, violentandola e avvelenandolo con rifiuti altamente tossici e nocivi.

Forte è il grido di rabbia e di sofferenza che viene da tante mamme e tante persone della nostra amata terra, per i danni, anche luttuosi e irreparabili, subiti o temuti ed anche per l’attesa di atti chiari, concreti e rassicuranti rispetto al presente e al futuro.

Come Chiesa, non abbiamo competenza per dare suggerimenti e indicazioni, ma nella nostra azione pastorale siamo pronti ad affiancare e a sostenere tutti gli uomini di buona volontà, facendoci interpreti dell’angoscia, delle attese e dei diritti di quelli che sono più deboli e indifesi, di quelli che non riescono a far sentire la propria voce e il loro pianto.

Il disastro ambientale che denunciammo circa un anno fa si è trasformato in un vero dramma umanitario, anche per il tasso di patologie tumorali che, secondo alcuni, è più alto che in altre parti d’Italia.

Durante lunghi questi mesi responsabile e costante è stata l’attenzione e apprensione espresse dall’Episcopato e dalla Chiesa della Campania, spiritualmente e umanamente vicine a chi è stato colpito negli affetti più cari, ma anche discretamente accanto ai tanti che si sono fatti testimoni del meraviglioso risveglio delle coscienze e di un ammirevole senso civico.

I Vescovi della Chiesa che è in Campania, nel rinnovare la più ferma condanna del tanto male provocato dalle forze del malaffare, esprimono profondi sentimenti di vicinanza e di sostegno alle tante famiglie colpite dalla incredibile tragedia provocata a una parte del territorio regionale ed auspicano che il percorso avviato dalle istituzioni pubbliche possa proseguire rapidamente ed efficacemente, affinché torni serenità nelle comunità coinvolte.

Chiesa di Napoli

 

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