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Crollo albero: le imbarazzanti lacune di Tommaso Sodano

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Dall'intervista del vicesindaco rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, emergono posizioni discutibili e in parte smentite da Forestale e professionisti del settore.
Dopo i dati non veritieri sulla raccolta differenziata, Tommaso Sodano ci ricasca. In un'intervista rilasciata al quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno sul tragico episodio che è costato la vita a una donna di 40 anni schiacciata nella sua auto dal crollo di un albero, il vicesindaco di Napoli si è lasciato ad alcune dichiarazioni che lasciano basiti. A volergli credere ci sarebbe da mettere in discussione le competenze maturate nella sua professione, quella di agronomo; in realtà la sensazione è di un dilettantismo amministrativo non accettabile per chi ha responsabilità importanti, soprattutto quando ci sono ricadute sulla sicurezza e la tutela dei cittadini.

Diversi i passaggi discutibili. Sodano afferma "di aver visto personalmente l'albero caduto, costatando una chioma sana, priva di lacerazione e dal colore vivace. L'albero non aveva alcun segno visibile di sofferenza" ed il crollo rientrerebbe nella casistica dei fatti naturali inspiegabili.

È bene ricordare che l'albero è caduto in una giornata non ventosa e non piovosa. Già questo elemento dovrebbe essere sufficiente a ridurre le possibilità che si sia trattato di un evento imprevedibile. Ma è la Forestale a smentirlo sullo stato di salute e di pericolosità della pianta. Secondo gli esperti un pino secolare è soggetto a manutenzione ordinaria ogni due anni, con interventi di potatura per alleggerirne la chioma e di raccolta degli strobili, ovvero delle pigne. Un ufficiale della Guardia Forestale ha dichiarato a una giornalista del Mattino che "nel caso specifico la manutenzione non veniva fatta da almeno sei anni. La pianta era ”squilibrata”, pendeva da un solo lato. A circa due metri dal colletto, vale a dire da terra, aveva un ”nodo”, un’intersezione conca. Si tratta di una malformazione di crescita della pianta. A maggior ragione, dunque, doveva essere eseguita una potatura che equilibrasse l’albero". Per l'esperto della Forestale altro problema era costituito dalla chioma a forma di ombrello, in quanto "in presenza di una mancata manutenzione, questa diventa eccessivamente pesante e non dà la possibilità al vento di filtrare tra i rami e le foglie creando un pericoloso effetto vela che piega l'albero. Con le piogge dei giorni scorsi, la chioma è diventata pesantissima e l'albero, che aveva le radici ferite e forse addirittura marce, è venuto giù tutto di un colpo".

Tutti elementi evidentemente ignorati da Sodano nella sua disamina, aggravata dalle affermazioni sui controlli, l’ultimo dei quali avvenuto appena lo scorso 16 maggio. Si era trattato di un controllo visivo, ritenuto "l'unico possibile". In particolare il numero due di Palazzo San Giacomo ha affermato che "si fanno verifiche su alcuni aspetti: se ci sono rami vecchi e pendenti, se ci sono smottamenti del terreno circostante, se c'è una strozzatura della corteccia, se c'è resina sui rami. Ma non c'è alcuna tecnologia per verificare, da fuori, la ramificazione a che punto è arrivata".

Qui a smentire Sodano è la documentazione scientifica di settore, da cui si apprende che la Valutazione di Stabilità degli Alberi è pratica corrente nell’ambito della gestione del verde urbano, codificata da un protocollo operativo elaborato dalla Società Italiana di Arboricoltura. Essa si svolge con modalità diverse, ma in linea di massima segue operativamente un procedimento definito a cascata: la prima fase è la valutazione visiva, finalizzata a individuare le problematiche di stabilità che possono affliggere il soggetto arboreo esaminato. In genere l’analisi visiva dovrebbe essere sufficiente a dare al valutatore tutti gli elementi per esprimere un giudizio di stabilità, sebbene non sempre la sola analisi visuale permette di acquisire informazioni sufficienti per poter formulare una diagnosi appropriata. In questi casi si procede a specifiche analisi strumentali, finalizzate a verificare estensione e gravità dei difetti interni. Fra i numerosi strumenti utilizzati nella pratica professionale, si utilizza il penetrometro desintometrico (Resistograph) e il tomografo sonico (Arbotom), che utilizzano rispettivamente una sonda e dei sensori.

Procedure che Sodano pare non conoscere. Ancora una volta viene messa in scena la commedia delle parti, con risvolti che avrebbero potuto generare stati di ilarità se una vita non fosse stata strappata in modo violento e improvviso all'amore della sua famiglia e della piccola figlia. È a loro che si deve rispetto, evitando innanzitutto fantasiose e inverosimili difese. E su questo fronte si è persa l'ennesima occasione. 
Paolo Carotenuto

 

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