Quale futuro per Bagnoli?

Tra Geotermia e Cementificazione a Bagnoli scommettiamo da quale parte starà il sindaco di Napoli?
L’ex area industriale di Bagnoli, a partire dai tempi del sindaco Bassolino, è destinataria delle idee più strampalate delle civiche amministrazioni che si sono succedute nel tempo. Sarebbe stato estremamente facile individuare una funzione da assegnare al territorio ed indire un concorso internazionale di architettura. Ma si sa a Napoli la fantasia non difetta.

Lo stesso sindaco de Magistris, fallito il tentativo di portare la Vuitton cup a Bagnoli per polarizzare l’attenzione generale su quest’area, diabolicamente – forse per vendicarsi della feroce opposizione degli ambientalisti – ha lanciato l’idea di collocare in questa zona a forte vocazione turistica un digestore anaerobico per il trattamento della frazione umida dei rifiuti solidi urbani. Ogni commento è superfluo.

Non si tratta di una novità in assoluto. La Iervolino nel 2004 aveva già provato a ubicare da queste parti un sito di trasferenza. Adesso con un atto rivoluzionario ci riprova de Magistris.

Non se ne parla ancora molto, ma un altro progetto potrebbe tornare presto alla ribalta: il “Campi Flegrei Deep Drilling Projet” (CFDDP).
Approvato nel marzo del 2010, il progetto prevedeva l’effettuazione di due pozzi a scopo esplorativo vulcanologico; il primo doveva essere scavato nell’area dell’ex Ilva di Bagnoli a 4 km di profondità e con una pendenza di 25 gradi verso il mare per studiare il magma superficiale dei Campi flegrei, un’area unica in Europa e rarissima al mondo. Il secondo pozzo, invece, sarebbe servito allo studio della struttura vulcanica dei Campi flegrei e alla comprensione del sistema geotermico dell’area, il bradisismo e soprattutto conoscere la distanza tra la superficie terrestre ed il magma più superficiale.

La perforazione del primo pozzo (pilota) che avrebbe dovuto toccare i 500 m di profondità, doveva essere effettuata ad ottobre 2010, ma i dubbi avanzati sull’opportunità del progetto e la scadenza del mandato elettorale della Jervolino portarono all’accantonamento dell’operazione.

La Conferenza Internazionale “Sustainable geothermal exploitation in urbanised environments: the Southern and Central Italy vulcanic areas”, organizzata a maggio 2012 dall’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia e dall’Università Parthenope di Napoli ha posto l’accento sulla geotermia sostenibile, a bassissimo impatto ambientale e a rischio zero per la salute umana.

I continui progressi delle tecnologie e le grandi potenzialità termiche delle due caldere magmatiche di Ischia e Campi Flegrei in grado di sviluppare un’energia geotermica pari alla potenza di due grandi centrali nucleari dovrebbero, questa volta, rendere possibile la realizzazione del progetto internazionale.

Non più gli obsoleti impianti Enel di Larderello, ma impianti medio-piccoli, diffusi sul territorio, a bassissimo impatto ambientale. Gli impianti, contrariamente a quelli del passato, rimandano i fluidi geotermici nelle stesse falde di provenienza, evitando così le emissioni in atmosfera e con trascurabili perturbazioni della falda geotermica. Nulla da eccepire. La produzione geotermoelettrica nell’area di Bagnoli presenta sicuri vantaggi: gestione a costi contenuti degli impianti, continuità di erogazione, scarso consumo di suolo, energia pulita con ricadute sociali in termini di costi energetici. Ma….

L’area di Bagnolifutura, oltre che per motivi scientifici, è stata individuata perché è l’unica grande area completamente de‐urbanizzata di più di 2 km quadrati immersa in un’area urbana ad altissima densità abitativa. Le attività di perforazione, che per il loro costo giornaliero devono essere portate a termine più rapidamente possibile, proseguono anche di notte, pertanto, anche per minimizzare l’impatto acustico, devono essere effettuate a distanza di almeno alcune decine di metri dalle abitazioni. Questo comporterebbe una modifica sostanziale del PUA sia perché si tratterebbe d’installare degli impianti industriali, seppur contenuti, che potrebbero con il digestore di de Magistris, condizionare pesantemente sia la vendita dei suoli, sia l’eruzione di migliaia di metri cubi di manufatti edilizi. Vogliamo scommettere su quale sarà la decisione del sindaco?
Lidio Aramu